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  1. nicolabel Rispondi
    Ho visto il lavoro della commissione per quanto riguarda la Puglia e non sono affatto persuaso dal lavoro svolto nell'area di Bari: i comuni-gemelli Ruvo e Terlizzi sono separati, Mola di Bari e Adelfia (in tutto e per tutto affini agli altri comuni de sud barese) sono inclusi nel collegio di Bari città, mentre Triggiano e Capurso, centri di prima cintura con recente espansione demografica legata all'espansione del capoluogo, fanno parte del collegio del sud-barese.
  2. Henri Schmit Rispondi
    PS: non scommetterei che la 52/2015 sopravviva fino alla data fissata per la sua entrata in vigore. Si preparano ricorsi in tutti i distretti di corte d'appello, si prepara un referendum abrogativo, ma non si farà nei tempi. Sarà invece governo e maggioranza a ravvisarsi quando si renderanno conto del rischio reale che un partito anti-sistema, o un'alleanza di due tali partiti, potrebbe arrivare in testa e prendersi i 340 seggi. Altro che Tsipras! Altro che Grexit!
  3. Henri Schmit Rispondi
    Primo inganno: di collegio si parla di solito quando l'assegnazione dei seggi si fa bottom up. Con la 52/2015 avviene tutto top down: prima il riparto fra liste a livello nazionale poi nelle circoscrizioni e infine nei collegi. Ci saranno grossi problemi di distorsione ai livelli inferiori (causati dalla bi-proporzionalità). Secondo inganno: i collegi servono in realtà per poter nominare per lista fino a 100 capilista blindati che non passano per il voto popolare. Terzo inganno: i collegi servono anche per rendere tutti gli altri candidati "conoscibili", benché quasi tutti senza alcuna speranza di essere eletti, neo-criterio tutto italico di diritto costituzionale. Quarto inganno: le pluri-candidature fino a 10 permettono anche ai piccoli partiti di fare si che tutta la loro direzione nazionale possa entrare in parlamento a prescindere dalle preferenze degli elettori. Domanda seria:perché non assegnare i seggi definitivamente a livello di collegio? Meglio ancora se si riducessero tutti a solo tre seggi. Non servirebbe più né il premio di maggioranza né la soglia di sbarramento. La maggioranza sarebbe solida e formata da individui eletti non da liste composte nei palazzi. Domanda retorica: perché abbiamo parlato di dittatura quando nell'urss si votavano i candidati della nomenklatura del partito, mentre l'italicum dovrebbe secondo Renzi servire da modello in tutta l'Europa? C'era un partito solo, e vero. Manca solo quello.
    • gmn Rispondi
      ultimo e definitivo inganno: si elegge una persona per rappresentarne molte, cosa palesemente impossibile! senza contare l'inganno elevato a virtù della proibizione di vincolo di mandato (solo per dire che per ogni inganno citato c'è una ragione virtuosa e viceversa per la proposte avverse, metterla sempre sull'etico e arrivare a parlare di soviet è stucchevole e vagamente ingannevole...)
      • Henri Schmit Rispondi
        Non capisco. Rappresentare vuol dire che uno agisce per molti, mancava che l'Italia inventasse l'inverso, non ci avevo pensato. La legge elettorale (e il discorso pubblico italiano, e non solo) suppone proprio un mandato di partito quando l'articolo 67 lo vieta espressamente. Nell'URSS era così: i deputati rispondevano al politburo, non agli elettori. Il paragone non è insulto, ma è cruda verità. Casini che aveva votato il Porcellum e si è poi pentito ha detto che tale legge elettorale (dalle quale quella nuova poco si differenzia) aveva "cambiato la genetica dei deputati". Ma è così difficile a capire che il modo di eleggere i deputati determina la loro responsabilità? E se penso che fino a pochi anni fa il PD quasi monolitico era a favore dell'uninominale .....
  4. Collina Rispondi
    Nel documento linkato manca pagina 3 dell'allegato A
  5. Tommaso Sinibaldi Rispondi
    Ma vuol dire quanti sono in totale i collegi ? Mi sembra una informazione essenziale.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      I collegi sono 100! Pensavo fosse un'informazione ormai nota. Ma sempre meglio specificare