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  1. Alessandro Rispondi
    Scelte da referendum non certo da giudici o parlamento.... Un paese "Civile" per cambi del genere imporrebbe un referendum a quorum di almeno il 50% dell'elettorato. Non si può demandare la scelta a giudici, semplicemente perchè le leggi non ci sono sull'argomento ed estendere leggi pensate per tutt'altro ed in altro periodo dove nemmeno di pensava ai diritti degli omosex è scorretto moralmente!
  2. Dario Quintavalle Rispondi
    Si legga la dissenting opinion del giudice Roberts (pagg 25-26) "Those who founded our country would not recognize the majority’s conception of the judicial role. They after all risked their lives and fortunes for the precious right to govern themselves. They would never have imagined yielding that right on a question of social policy to unaccountable and unelected judges. And they certainly would not have been satisfied by a system empowering judges to override policy judgments The Court’s accumulation of power does not occur in a vacuum. It comes at the expense of the people."
  3. Dario Quintavalle Rispondi
    La pronuncia della Corte Suprema è piuttosto un segno della preoccupante prevalenza del potere giudiziario su quello legislativo. Interpretando una carta scritta oltre 200 anni fa si è arrivati a delle conclusioni che certo i suoi autori non avevano in mente, calpestando la ricchezza del federalismo americano, che permette soluzioni diverse per ogni stato. Una cosa assai più vicina all’ossessivo centralismo brussellese, che all’esperienza USA. In Irlanda allo stesso risultato si è arrivati attraverso un libero e democratico referendum, e io vorrei vivere in un paese dove le decisioni le prendono tutti, e non solo nove giudici. Prima di plaudire alla vittoria dei diritti umani ricordiamo che la stessa Corte Suprema non si è mai opposta alla pena di morte. In USA è più facile sposarsi, ma anche morire sul patibolo.
  4. Marco Trento Rispondi
    Il matrimonio non è affatto un diritto, e tanto meno un diritto umano. È solo un contratto fra individui da cui nascono, sì, diritti e doveri. Lo stabilisce la Corte di Cassazione italiana, qui : http://bit.ly/1egfQBN "Secondo la suprema corte, è legittima la mancata estensione del regime matrimoniale (nella specie, della possibilità di procedere alle pubblicazione di matrimonio) alle unioni omoaffettive in linea con quanto affermato dalla sentenza n. 138 del 2010 della Corte costituzionale, il cui approdo non può ritenersi superato dalle successive decisioni della Corte di Strasburgo, ancorché il sicuro rilievo costituzionale ex art. 2 Cost. di tali formazioni sociali presupponga – come anche ribadito nella successiva sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale – l’individuazione di adeguate forme di garanzia e di riconoscimento, la cui determinazione appartiene alla discrezionalità del legislatore." Che dire? Che il diritto è anzitutto interpretazione e forse in America ormai la lobby gay è riuscita a fare passare l'ideologia gender. In Italia, per fortuna, non è così. Il matrimonio gay è da evitare: apre la porta alla poligamia (se due uomini possono sposarsi perché non tre donne e un uomo?), spiana la strada all'adozione dei figli da parte di coppie gay (un abominio) e incide negativamente sul bilancio dello Stato tramite le pensioni di reversibilità ingiustificate. Di fronte al calo demografico abbiamo bisogno di sostenere la famiglia naturale, non quella gay.
    • Alfredo Pisano Rispondi
      Intanto, il calo demografico da lei temuto sarebbe auspicabile non foss'altro per sostenibilità futura del nostro pianeta. Quanto poi alle sue temute derive poligamiche come pure ai danni affettivi e psicologici cui andrebbero incontro i figli, sono tutte da dimostrare... In realtà, ritengo sia una questione di uguaglianza: al netto di pregiudizi, stereotipi e convinzioni religiose (tutti aspetti transitori che la storia provvede a mutare) attribuire a tutti pari opportunità (ha ragione, non diritto) la trovo la cosa più opportuna e naturale. E poi i giudici, anche se in numero esiguo come lei lamenta, sono lì apposta per far rispettare e interpretare leggi e principi fondamentali di una comunità. O lei preferisce che il tutto sia rimesso a politici (pochi pure quelli in fondo) che decidono spesso in base a motivazioni dettate da convenienza e opportunismo?
    • Giovanni Lisi Rispondi
      Esatto. Ma cosa ancora più assurda riguarda il diritto alle adozioni delle coppie gay. Ma vi immaginate i traumi psicologici di un bambino con due padri (o due madri)? Vi immaginate a quanti scherni e derisioni un bambino che vive in una simile famiglia andrà incontro sin dalle scuole elementari? L'impatto piscologico negativo sarà gravissimo e influenzerà negativamente la psiche del bambino. Comunque più leggo la voce e più mi irrito. Dovrebbe esserci una pluralità di opinioni in questo giornale. Ma tutti (e dico tutti) gli autori di questo blog hanno sempre lo stesso pacchetto: palesemente di sinistra, pro-gay, pro-immigrazione, e pro-euro. E quando qualcuno scrive un commento educato di un opinione differente dal mainstream, che viene notato da molti, allora viene censurato. Alla faccia della democrazia che tanto palesate..
    • Alberto Rispondi
      mi permetto; il matrimonio non è un contratto. Può essere un diritto qualora ci siano i presupposti stabiliti dalla legge. Il codice civile cita espressamente il termine marito e moglie nel definire i rapporti tra coniugi. Il fatto che l'articolo citi che in altri Stati (confederazione USA) è considerato come diritto fondamentale non è pertinente; qualora lo fosse, sarebbe legittimato ad accogliere da altri Stati sempre USA anche la pena capitale.