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  1. Alfredo Pisano Rispondi
    Ho letto con una certa perplessità l'articolo di Alesina nel quale tesse un velato elogio delle disuguaglianze affermando come lo stato sociale riesca ormai a sopperire brillantemente alle sempre più crescenti sproporzioni di reddito e patrimonio concentrati nelle mani di una piccolissima fetta di fortunati (senza neanche particolari meriti). "Ci sono una sanità e una scuola pressoché gratuite" (e ci mancherebbe!) afferma l'autore sottolineando l'esistenza di "sussidi alla disoccupazione in molti Paesi assai generosi, pensioni spesso molto superiori ai contributi versati" (bontà sua...). "La diseguaglianza crea incentivi", è questa l'affermazione che può sintetizzare il suo intervento e che, nella mia ignoranza, suona tanto prossima alle massime liberiste che ancora oggi vanno per la maggiore e di cui la famosa "mano invisibile" smithiana costituisce l'archetipo. Evidentemente, Alesina bolla come "economisti-guru della sinistra" coloro che sognano una società più egualitaria e meno elitaria, che chiedono ai più (stra)ricchi sacrifici ulteriori rispetto alla semplice progressività dell'imposta ("espropriazione della ricchezza" egli la definisce) e in cui la sospirata mobilità sociale sia la regola e non l'eccezione, soprattutto non rimessa alla pelosa generosità di imprenditori filantropi o governi assistenziali.