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  1. stefano delbene Rispondi
    Mi lascia un po' perplesso l'enfasi, sia pure mitigata dal alcune valutazioni critiche, con la quale le due autrici accolgono le misure attuative del J-A riguardanti la conciliazione. Da un lato mi sarei aspettato, soprattutto da parte di due donne, una visione un po' meno "femminocentrica", che non dia per scontato che le incombenze della cura riguardino solo le madri. Sono poi molto perplesso delle misure che ampliano la durata del congedo senza prevedere: a) incentivi alle aziende che applicano questa norma ai/alle propri/ie dipendenti, penso ad esempio al congedo parziale che, se da un lato rappresenta un interessante azione a favore del lavoratore padre, dall'altra si scontra inevitabilmente con le problematiche organizzative delle aziende; b) interventi a supporto del reddito: è impensabile, con le basse retribuzioni che si hanno in Italia (soprattutto fra le donne) pensare che si possa andare avanti con il 30 % della retribuzione; c) vanno comunque potenziati i servizi di supporto, come i nidi, ma anche altri, come il tempo pieno a scuola e la maggiore flessibilità degli stessi (come la possibilità di funzionamento anche durante il perido estivo): sarà anche vero che oggi il 20% dei bimbi ha un posto in un nido, ma bisogna vedere con quale prezzo: penso che una delle ragioni del mancato rientro al lavoro sia dovuta al prezzo pribitivo dei nidi privati!