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  1. Michele Rispondi
    Articoli come questi sono davvero inconcepibili per me. Non si può trattare un tema come questo, potenzialmente interessante e di larghe vedute, in maniera superficiale come è stato fatto sia dagli autori del paper, sia dagli autori dell'articolo qui su Lavoce.info Le osservazioni principali sono state già scritte dagli altri lettori, alcune meritano di essere ribadite : I cellulari, tablet e così via, non si acquistano solo per ascoltare musica, ma anche per fare mille cose. Per cui l'energia consumata e che consuma nel suo ciclo di vita un tale dispositivo deve essere sottratta dal mancato utilizzo di energia per realizzare lettori cd, dvd, musicassette, and so on, ma anche libri, ma anche organizer e così via. Senza considerare che i vecchi dispositivi consumano ognuno di per se, ed in alcuni casi anche quantitativi di energia superiore. Il riciclo di tutto quello che prima veniva prodotto e adesso è condensato in un unico dispositivo. Ciò che sarebbe da analizzare in dettaglio, ma nella sua totalità, anche considerando variabili dipendenti ed indipendenti, è capire quanto consumano i server, quanto consumano i client, se vi è stato una riduzione di tali valori (in termini relativi non assoluti), l'incidenza di ogni fattore.. Un'analisi quantitativa e qualitativa, non solo delle opinioni assolutamente poco utili, perchè private del contesto, parziale, di riferimento.
  2. Luca D'Auria Rispondi
    Secondo me, c'e' anche un ulteriore aspetto che andrebbe considerato ed e' l'energia necessaria per smaltire i residui generati dalla produzione di cd, cassette, etc cosí come il riciclaggio degli stessi. Se si considerasse questo aspetto, "l'elettronico" guadagnerebbe molti punti sul "fisico".
  3. Emanuele Rispondi
    Articolo molto bello, interessante e innovativo. Complimenti agli autori!
  4. Roberto Rispondi
    Dire che lo streaming musicale abbia un forte impatto ambientale utilizzando come misura l'impatto ambientale del mezzo di riproduzione scelto ha molto poco senso. Avrebbe senso se gli smartphone fossero acquistati SOLO per riprodurre musica, mentre questi sono acquistati a prescindere, semmai la loro capacità di riprodurre musica può essere un fattore aggiuntivo ma marginalmente, ormai, poco rilevante. Quel ragionamento poteva essere vero nel periodi di boom dei lettori mp3, che ormai stanno sparendo (basti pensare che apple non produrrà più non ricordo quale degli iPod). Giusto invece calcolare l'impatto ambientale dei server dedicati, e anche l'impatto ambientale della nuova produzione musicale che non si sarebbe avuta senza la nuova facilità di diffusione della musica. Comunque un articolo interessante, grazie.
    • Lorenzo Righetto Rispondi
      Certo lei ha colto il fatto che il problema in realtà riguarda il consumo di internet in generale. La musica offre un lato interessante e utile a fare rozze quantificazioni e confronti. Soprattutto i secondi forse sarebbero più complicati. Ovviamente per fare un confronto credibile bisogna prendere in considerazione soltanto la frazione di energia che è utilizzata per distribuire la musica, ma non era nostra intenzione suggerire qualcosa di diverso.
    • Lorenzo Righetto Rispondi
      Grazie a lei per il riscontro. Certo noi abbiamo voluto un po' uscire dal pretesto musicale, che è utile per fare confronti e rendere il tutto più digeribile, ma non nasconde il fatto che la questione è il consumo di internet in generale. Questo non vuol dire però che anche in un'analisi parziale non debbano essere considerati dispositivi utilizzati anche solo parzialmente per la distribuzione o l'immagazzinamento di file musicali.
  5. Andy Mc Tredo Rispondi
    Articolo molto interessante per l'argomento e le notizie riportate... Solo che ad un certo punto si sommano le mele con le pere... Se è vero che comunque i telefonini e gli altri mezzi moderni di riproduzione audio-video ha comunque una non indifferente impatto ambientale non è che un CD ( o una cassetta ) suoni da solo: anche gli ormai classici Hi-Fi ( o i " radioni" ) o le autoradio anni '80 hanno bisogno di energia per funzionare e se è vero che quest'ultime avevano una vita media paragonabile ai nostri i-phone/i-pad il mio stereo del '92 non l'ho ancora cambiato!
    • Lorenzo Righetto Rispondi
      Sìsì senz'altro il report di Bach è questionabile per molti motivi; noi abbiamo scelto di evidenziarne uno per specificarlo ma rimane ovviamente il punto di fondo, che è la cosa che ci interessava più del dato quantitativo.