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  1. Marco Antoniotti Rispondi
    C'è un modo semplice di trattare i TECO. Rifiutare di riconoscerne l'esistenza (ad esempio rifiutando di lavorare per essi) e prendere bene le misure dei suoi proponenti. Naturalmente, come demeriti.
  2. Antonio Rispondi
    Consiglio questo articolo pubblicato sul TECO: http://www.francoangeli.it/Riviste/Scheda_Rivista.aspx?idArticolo=53662
  3. Piero Rispondi
    Credo che se non incominciamo a rifomare il nostro sistema scolastico la nostra Italia avrà ben poco da innovare nel prossimo futuro.Le sedi universitarie sono cresciute a dismisura per far posto a professori ordinari di insufficiente cultura.Io mi sono laureato in fisica ed ho frequentato lezioni dove ad isegnare erano i professori ordinari e non assistenti,i quali tenevano corsi di esercitazione.Nel mio anno su 60 iscritti a fisica ci siamo laureati appena in 10.La selezione era durissima e superato il biennio i contatti con i professori erano tanto frequenti che a quel punto l'esame diventava solo un esame proforma.Il professore sapeva chi eri e quanto valevi.Attualmente come funziona l'Università?.Esiste ancora un rappoeto così strtto tra docenti ordinari e studenti?Perchè i ricercatori invece di fare il loro mestiere fanno lezone al posto dei professori ordinari.Perchè si accettano pubblicazioni senza che esse abbiano un refery?Le università hanno veramente la capacità di promuovere solo i meritevoli e non gli amici degli amici.Chi sale in cattedra?Chi giudica i nostri professori universitari?Come sono composte le commissioni giudicanti?Questi sono i problemi sui quali l'università deve riflettere.Credo che una riforma organica della scuola in ogni ordine e grado debba essere fatta.Ma deve esser scelta una commissione di veri competenti perchè la scuola rappresenta veramente il futuro di una Società.
  4. alessandro Rispondi
    Autrice: "il risultato al test Teco dipende non solo dalla formazione acquisita attraverso i corsi universitari, ma anche da una serie di variabili pregresse come, ad esempio, la qualità della scuola frequentata o l’ambiente familiare". Per i test Invalsi non vale lo stesso? Osservo molto poco entusiasmo nell'accademia quando si parla di valutazione della qualita' dell'insegnamento universitario.. La valutazione "oggettiva", la mobilita' triennale, la chiamata diretta vale solo per la scuola? cordialita'
  5. Giuseppe Moncada Rispondi
    Ho ho letto sul Fatto Quotidiano il bell'articolo di Raffaele Simone "La Babele delle valutazioni" relativo all'ANVUR per i docenti Universitari che all'INVALSI per i docenti e gli alunni. Perché non si dice con chiarezza che la causa principale della decadenza culturale dei nostri professionisti è dovuta alla errata riforma universitaria del 3+2 ? In Finlandia chi deve andare ad insegnare si forma in 5 anni, teoria e pratica, in modo che apprendano il compito,più difficile di tutti: divertire i ragazzi, catturare la loro attenzione e fare in modo che imparino. Il praticantato sul campo consiste in 60 ore di uditore affiancato a un insegnante, oltre 60 di pratica guidata w infine un semestre in classe sempre sotto sorveglianza. Ecco come si formano i buoni insegnanti, successivamente devono superare il concorso per accedere all'insegnamento. Sono i buoni concorsi che creano buoni docenti..
  6. Giuseppe Mingione Rispondi
    A passi sempre più veloci verso la definitiva liceizzazióne dell'università