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  1. Amegighi Rispondi
    C'è un aspetto nella discussione che non riesco a cogliere e che mi piacerebbe fosse sviluppato. Quanto "strategica" è per uno Stato, una rete di telecomunicazioni, o ferroviaria o stradale o elettrica ? Scusate la banalità della domanda, ma il succo di essa consiste nel chiedersi quanto debbano essere mantenute nelle mani di un padrone/potere pubblico queste infrastrutture indipendentemente dal loro significato economico in senso di guadagno per chi le utilizza. Ha senso considerare pienamente corretto da un punto di vista Politico (con la maiuscola) il mantenimento nelle mani pubbliche della rete di distribuzione dell'acqua e non quella di distribuzione delle merci/passeggeri, dell'energia o dei dati/telecomunicazioni ? Lo capirei nella logica di uno Stato che promuove l'economia finanziando infrastrutture, la ricerca e stimolando il mercato con nuove regole più moderne e flessibili. Mi sembra invece che il limite sopra descritto (pubblico vs privato) anzichè essere delineato ben nettamente, tenda invece a divenire sempre più sfumato e poco chiaro, rendendo difficile comprendere, al di là delle giuste argomentazioni tecniche (e degli ovvi interessi degli azionisti), perchè sia interessante un'opzione piuttosto che un'altra.
  2. Sergio Rispondi
    Nulla da eccepire! Mi sorprende però che si parli di "ENEL" quando, a quanto capisco, il possibile ruolo delle imprese elettriche spetta ai distributori: tra i quali certmante ENEL ha la quota di gran lunga maggiore attraverso Enel Distribuzione. Però ero rimasto al punto che ENEL era un operatore del libero mercato dell'energia, che ora sta guadagnandosi (come minimo) un bel po' di pubblicità gratuita. O forse mi sono perso qualcosa lungo la strada (un po'dissestata dai lavori di posa della fibra, immagino)
  3. Alessandro Rispondi
    Forse, per una analisi completa, si dovrebbe valutare il fatto che Telecom è ormai da molto tempo che non realizza direttamente le infrastrutture, appaltandole ad aziende locali/nazionali più o meno grandi.