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  1. Enrico Rispondi
    Come sempre occorre andare al di là dei titoloni apparsi sui giornali approfondendo per evitare eccessive semplificazioni o esagerazioni (tipo appunto sintetizzare l'esito elettorale come trionfo dei conservatori). Resta tuttavia il fatto che i laburisti hanno subito una sconfitta dopo 5 anni di opposizione e che, se anche avessero riconfermato i seggi che detenevano in Scozia, sarebbero rimasti parecchio dietro ai Tories (circa 60 seggi). Sarebbe interessante conoscere l'andamento dei flussi elettorali, in particolare credo che, come detto nell'articolo, i conservatori siano riusciti a conquistare molti voti liberali e che i tories, a loro volta, ne abbiano perduti diversi a vantaggio dell'UKIP (che sono passati da 917.000 voti del 2010 ai quasi 4.000.000 di oggi), dato che non ritengo probabile sia avvenuta un'emorragia consistente di consensi dai liberali agli "indipendentisti" inglesi.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Non condivido gli assunti non espressi nell'articolo. Dov'è scritto che si eleggono partiti? La Costituzione, anche la nostra, parla di individui liberi, elettori, candidati e deputati. Questo si chiama liberalismo, cioè fiducia nel valore della libertà individuale. Nonostante soglie di sbarramento e premi di maggioranza il voto di lista non garantisce alcuna maggioranza in Parlamento tranne attraverso il ricatto (la base del potere mafioso!) che chi non si allinea alla decisione del (capo-)partito non sarà più ammesso sulle liste. In Italia come in Germania e in Austria si ragiona termini corporativi, non liberali. Qual è la differenza? E la competizione a tutto raggio in Inghilterra, che in Italia si accetta, che si vuole pilotare, in tutto, nella normativa elettorale come nell'economia. Assenza di competizione in economia significa oneri maggiori, obiettivi o inconfessabili. Il costo dell'assenza di competizione in politica è più difficile a quantificare, ma non minore. Bravo Cameron! Lui e l'Inghilterra hanno ancora molto da insegnare. Penso al referendum. Che forza, che coraggio. In Francia si dice "crever l'abcès", è di quello che si tratta, avere il coraggio di chiarire le scelte. Qua stiamo invece morendo di gancrena.
  3. Roberto Rispondi
    Certo che il sistema elettorale inglese è fortemente iniquo perché somma i lati negativi del maggioritario con il rischio di non governabilità. E' troppo penalizzante per la rappresentatività generale che un partito con il 12,6% dei voti abbia solamente 1 seggio mentre un partito, essenzialmente territoriale, con il 4,7% dei voti abbia ben 56 seggi. E' assurdo poi che un maggioritario così esasperato abbia dei rischi di governabilità.