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  1. paolo Rispondi
    Sembrerebbe logico inserire tra i fattori correttivi non lineari anche gli afflussi turistici che in numerose zone d'Italia provocano in alcuni mesi dell'anno un aumento della popolazione fino a 10x. Sarà così? Altrimenti per paradosso un comune con forti flussi turistici sarebbe doppiamente penalizzato: Sottoposto a più tagli perché con base imponibile più ampia, e con meno perequazioni perché l'aggravio di costi per dare i servizi ai turisti non viene riconosciuto. Sarebbe pure opportuno che la capacità contributiva del territorio fosse corretta secondo le percentuali di evasione stimate (dato pubblicato dalla gdf stessa), altrimenti si disincentiva il ruolo dell'ente locale nella lotta al fenomeno e l'equità viene meno. Sarà così? Grazie per le eventuali risposte.
    • Francesco Porcelli Rispondi
      Caro Paolo, in merito alle tue domande provo a rispondere brevemente. Nel caso specifico i flussi turistici non sono risultati in nessuna delle nuove funzioni fondamentali delle province un driver determinante della spesa (impattano principalmente sulle componenti non fondamentali che non sono oggetto dell'esercizio raccontato nel testo). Sulla questione dell'evasione certamente la stima di un tax-gap sarebbe sempre opportuna. Nei casi in esame non è stata fatta ma la riteniamo un elemento veramente molto marginale in quanto si parla di imposte (RC auto, IPT e contributo ambientale) che confrontate con l'IRPEF sono molto più difficili da evadere. Per ulteriori chiarimenti non esiti a riscrivere.