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  1. IC Rispondi
    Il vertice UE non ha prodotto quasI nulla. Un insuccesso per l'Italia che aveva richiesto questo incontro dei vertici. In sostanza mi pare di capire che gli altri paesi UE hanno risposto che questa tragica situazione è anche colpa dell'incerta politica seguita dalle autorità italiane
  2. Antonio Carbone Rispondi
    Per coerenza con i suoi "rimbalzi", spero che voglia rinunciare ai diritti che le derivano dalla "Dichiarazione universale dei diritti umani" del 1948, in modo che quando dovesse averne bisogno (spero presto), tutta la comunità potrà farsi "rimbalzare" addosso i suoi problemi. Purtroppo non è possibile (che peccato). Troverebbe comunque qualcuno che sente (o ha) il dovere di aiutarla.
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    Il problema italiano come si può intuire all'interno di questo articolo o comunque dai tanti servizi curati dagli organi di informazione non risiede tanto nei numeri, che sono bassi c'è poco da dire, ma nella carenza (notevole) di strutture ricettive e di organizzazione che ancora oggi è improvvisata. Quando si fa un confronto con gli altri Paesi sarebbe da considerare questo aspetto, in Italia entrano 300 mila stranieri all'anno, in Germania oltre 1,2 milioni eppure non soffrono le disfunzioni che invece abbiamo noi, dove gli stranieri sono lasciati allo sbando (leggere anche abbandonati a se stessi). Si ripete spesso che le amministrazioni pubbliche hanno un numero elevato di proprietà immobiliari dismesse (esempio ex caserme), perché non ristrutturare quelle meno disastrate e farne dei centri di accoglienza (civili)?
  4. AM Rispondi
    Il confronto con Germania e Svezia, paesi che presentano situazioni ben diverse da quelle dei paesi mediterranei mi pare abbia poco senso. Questi 2 paesi sentono molto meno la crisi e non hanno gravi problemi di disoccupazione. La Germania ha un PIL ben maggiore di quello italiano e la Svezia ha una bassa densità demografica. Ricordo inoltre che in un programma RAI della Gabanelli si diceva che in Germania in zootecnia si possono assumere lavoratori extracomunitari in regola con salari inferiori a 5 Euro all'ora. Si comprende quindi la possibilità di dare lavoro a tutti i profughi che arrivano. In Italia invece questi livelli salariali sono applicabili solo se si assumono lavoratori in nero con tutti i rischi connessi.
  5. Alessandro Manacchi Rispondi
    Mi scusi Ambrosini se mi permetto di correggerla. Non è che ho/abbiamo (mia? nostra?) paura di accoglierne troppi, è che proprio non ne voglio vedere più in giro di queste facce, sono già troppi e le statistiche degli altri paesi come si suol dire mi "rimbalzano" e non aggiungo le parti del corpo sulle quali rimbalzano. Obblighi umanitari io proprio non li sento, o perlomeno scelgo io verso chi sentirli e chi no. Distinti saluti, Alessandro
    • Maria Rispondi
      Gentile Alessandro,sa chi ha la stessa sua reazione di così grande fisicita' e non sentono ,come lei, obblighi umanitari?Sono gli Svizzeri , per esempio quelli del Canton Ticino ogniqualvolta vedono le facce degli italiani che in massima parte vengono condannati per reati fiscali e imbrogli vari, naturalmente sa che in questo campo nessuno ci puo' battere….C'e' sempre qualcuno più' a Nord di lei e non parlo solo di geografia, cordiali saluti
  6. IC Rispondi
    Le regole di Dublino devono essere modificate. Comunque mi sono posta un interrogativo. In un programma RAI TV ho appreso che vi sono centri in Friuli, e non solo, che ospitano molti immigrati irregolari entrati dalla Slovenia. Quindi non tutti gli irregolari attraversano il Mediterraneo con tutti i rischi connessi. Mi chiedo allora perché un africano che sbarca a Lampedusa e che tenta di raggiungere il Nord Europa viene rispedito in Italia in base alle regole di Dublino, mentre un asiatico che entra in Italia dalla Slovenia o dall'Austrianon viene rispedito nel primo paese UE in cui ha messo piede (Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia o Croazia). Possibile che queste assurde regole valgano solo per l'Italia e per gli immigrati dall'Africa?