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  1. Hermes Rispondi
    Se l'uguaglianza in questione è quella sostanziale, è assolutamente vero che ogni lotta a suo favore è inevitabilmente una lotta contro la libertà. Infatti l'impossibilità del "rifiuto della prestazione", a cui gli amanti dell'uguaglianza (sostanziale) aspirano, è la condizione essenziale dello schiavo, che non può rifiutare la prestazione perchè il padrone vi ha diritto. Particolarmente inquietante la conclusione, in cui si afferma che una mancata azione (la negazione di un servizio) sarebbe configurabile come imposizione dei propri valori, come se la sfera della libertà degli individui potesse estendersi al corpo e alla proprietà di altri individuo.
    • Marco Ventoruzzo Rispondi
      In questo pur apparentemente accattivante ragionamento vi è, a mio avviso, un vizio logico. La libertà di rifiutare una prestazione non è equiparabile alla scelta di negare un servizio solo ed esclusivamente a persone la cui religione, colore della pelle, o orientamento sessuale non sono graditi da chi offre il servizio. I ristoratori e gli albergatori che, nel Sud degli Stati Uniti, rifiutavano di servire i neri esercitavano una libertà che va tutelata, o operavano una discriminazione inaccettabile? La sistematica esclusione di alcune categorie da certi beni o servizi non è una scelta neutrale e priva di conseguenze, ma impone uno stigma sociale. I motivi non sono sempre irrilevanti per il diritto: un motivo illecito può incidere sulla legittimità o sul disvalore sociale di un'azione o di un'omissione.
  2. pier luigi tossani Rispondi
    Quando, come in questo caso, l'attentato alla libertà religiosa viene fatto passare come lotta alla discriminazione. D'altronde, al di là delle questioni economiche trattate da lavoce.info, la prima battaglia oggi è ancora a monte della libertà religiosa e di coscienza. La battaglia è quella del totalitarismo omofilo sotto mentite spoglie democratiche, contro il diritto naturale. Quindi, contro la vita dell'uomo. Non per nulla, Dworkin era quello che diceva che il feto è uomo, ma non è persona. La partita si gioca su questo.
  3. Marco Ventoruzzo Rispondi
    Sostenere, come Fabio Checchi, che sia legittimo trattare diversamente due unioni in ragione del fatto che esse possano procreare o meno è assurdo, pericoloso e rivoltante. Cosa dire allora di coppie eterosessuali che non possono o non vogliono avere figli? Vietiamo loro di sposarsi per favorire la riproduzione della specie? Il fascismo e altri regimi dittatoriali e totalitari sono noti per politiche di differenziazione sulla base delle scelte e delle possibilità riproduttive. In ogni caso, in pressoché tutti i sistemi giuridici, esistono agevolazioni, sotto forma di deduzioni fiscali e simili, per chi ha figli. Il punto qui è un altro: garantire uguale trattamento a due persone indipendentemente dall'orientamento sessuale, un elementare principio di civiltà. E con tutta la simpatia per i cani, evitiamo paragoni inaccettabili: assimilare il rapporto tra due esseri umani con quello con un animale da compagnia, in questo contesto, è semplicemente sciocco e offensivo.
    • Fabio Checchi Rispondi
      Caro sig. Ventoruzzo, perchè non è leggittimo trattare diversamente due stati, se sono intrinsicamente diversi ? Non è assurdo, nè pericoloso, nè tanto meno rivoltante, visto che l'umanità lo sta facendo da migliaia di anni: il diritto romano che noi continuiamo ad utilizzare sotto sotto nella nostra legislazione ha dimostrato di funzionare molto bene in questi secoli distinguendo molto bene i diritti/doveri dei diversi stati e quindi la invito ad usare le parole in maniera più appropriata e opportuna. I regimi dittatoriali in questi anni, a differenza del passato, stanno cercando normalmente di limitare le nascite (vedi politica del figlio unico in Cina). Il punto, non sono d'accordo con lei, NON è garantire uguale trattamento a due persone: se la questione fosse solo così, perché limitarci a due persone e non a tre o a quattro? lo stabilisce lei che il rapporto ideale è solo di due persone e non magari di tre o quattro? E' lei che stabilisce qual'è l'unione giusta da normare se l'orientamento sessuale non c'entra ? Perchè due fratelli che vivono assieme non devono veder riconosciuta dalla legge la loro unione? o due sorelle? O al limite io e il mio cane che è più di una persona per me? Quello che intuisco è che lei non ha nessuna conoscenza di cosa la legge serva e cosa siano gli ambiti propri della legge stessa. Non è sciocco e offensivo chiedere alla legge di normare solo ciò che potenzialmente garantisce la continuità della specie.
      • Marco Ventoruzzo Rispondi
        Gentile Signor Checchi, La ringrazio delle Sue osservazioni, dell'attenzione alle mie, e del tono costruttivo del Suo intervento. Un dialogo civile su questi temi è importante. Non sono del tutto estraneo al diritto, e offro qualche ulteriore considerazione. L'argomento che nella storia del diritto vi sono state differenze basate sullo status delle persone, non è convincente. I romani avevano anche la schiavitù; e i diritti di schiavi, cittadini, donne, membri della famiglia rispetto al pater familias erano molto diversi. E' corretto? Dobbiamo reintrodurre la schiavitù? Forse l'umanità deve progredire facendo tesoro del passato, ma con passi avanti sul piano dell'uguaglianza. Naturalmente trovo la politica del figlio unico cinese molto discutibile, non tanto perché non favorisce la moltiplicazione degli esseri umani (uno dei problemi del Pianeta è la sovra-popolazione), ma perché offende la libertà individuale e ha effetti collaterali tragici. Quanto ad altre unioni, fratelli che vivono insieme possono accedere ad almeno alcuni benefici che sono negati a coppie dello stesso sesso, e comunque se non sono sufficienti si può discutere di ampliarli. Rispetto la Sua idea che occorra aiutare chi ha figli, e in parte la condivido: ad esempio con deduzioni fiscali o altri aiuti per sostenere famiglie numerose e non abbienti. Pur amando i cani, però, non condivido, e potrebbe offendere qualcuno, la sua analogia tra coppie gay e rapporto cane-padrone. Cordiali saluti.
  4. Fabio Checchi Rispondi
    Si continua a far finta di non capire. Ci si rifiuta di andare alla radice della questione. Finchè, indipendentemente dalle proprie tendenze sessuali, si continua a considerare l'unione tra due omosessuali come matrimonio, cosa che non è naturalmente ne' intrinsecamente, perchè non è un unione potenzialmente feconda (perchè, per chi fa finta di non capire, naturalmente due persone dello stesso sesso non possono avere una discendenza), si continua a fare confusione tra parole abusatissime come discriminazione, uguaglianza e libertà. Non ci può essere uguaglianza tra due stati diversi e non è discriminazione dunque trattare due stati sociali in maniera diversa. Se lo Stato Civile come noi lo conosciamo e lo accettiamo non ha al suo interno delle norme che favoriscano la prosecuzione della società nel tempo, non è uno Stato legittimamente valido e, a mio modesto avviso, deve essere cambiato. Questo può significare che lo Stato in questione emani leggi che favoriscano la riproduzione della specie in modo naturale, favorendo le unioni matrimoniali che naturalmente contribuiscono a ciò: questa NON è discriminazione verso altre tipologie di unione, quale ad esempio quella mia con il mio cane, che amo alla follia, che riempio di amore ogni giorno molto meglio di tanti genitori disgraziati che fanno figli e poi li abbandonano etc.etc. Oppure, chi non è d'accordo, deve ammettere che la mia unione con il mio cane è matrimonio, tanto come quello di due omosessuali ...
    • Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
      tutto ciò che odio dell'Italia è racchiusa nella risposta del signor Cecchi, si fa finta di non capire che ci sono gli omosessuali che non sono cani (io comunque amo molto il mio cane e mai amerei Cecchi) e che si possono tranquillamente sposare per ovvie ragioni , non cosi il mio cane, questa non è solo discriminazione è Italia-Pensiero su questioni di libertà indivuduali e diritti civili, grazie Cecchi per ricordarci perchè il nostro paese è cosi , cioè cosi oscuro e pieno di ombre malefiche e puzzolenti
  5. Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
    Inevitabilmente il pensiero si rivolge ad un paragone con il nostro paese, e noi in Italia? siamo lontani anzi lontanissimi, non riesco nemmeno ad immaginare un matrimonio tra gay maschi o femmine in un ristorante qualsiasi italiano, a meno che gli o le spose lo facessero facendo finta di essere "altro" che sposi omosessuali, tipo amici etc...da noi prevale la solita ipocrisia e di leggi o libertà religiose o uguaglianze neanche a parlarne, o meglio , se ne può pure parlare, ma i fatti sono un'altra cosa proprio, confesso che le invidio parecchie queste discussioni e leggi americane, pur essendo etero ovviamente...comunque almeno non vengono arrestati o uccisi come avviene in certi altri paesi, è pur sempre qualcosa!