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  1. Luigi Musolla Rispondi
    Per la situazione italiana la via più veloce per modificare l'attuale situazione è sicuramente (e prutroppo) quella fiscale: 1. aliquote fortemente progressive alla crescita della rendita immobiliare (slegate da altri redditi) 2. colpire con fiscalità ad hoc e penalizzante immobili sfitti (ovviamente con un primo periodo di esenzione) ed annullamento dell'edificabilità di un terreno dopo un periodo molto breve (con eventuale successiva ed onerosa richiesta di nuova autorizzazione) 3. ancora maggiore facilitazione fiscale delle rendite dei proprietari quando affittano (con un tetto massimo però). Le altre soluzioni segnalate dagli autori sono a lungo (per l'Italia lunghissimo...) tempo.
  2. Sergio Brenna Rispondi
    Boitani e Ponti dicono che permettere case più alte ne diminuirebbe il costo: non si rendono conto che in realtà stanno parlando di una maggior quantità e densità edificatoria, ma vaglielo a spiegare ai valenti economisti che se bevo una quantità smodata di alcol in bicchieri alti e stretti non per questo mi fa meno male!
  3. Sergio Brenna Rispondi
    L'attuale legislazione italiana sarebbe chiara e efficace, senza le deroghe neoliberiste degli anni '80-'90: se con un piano attuativo ti puoi dotare di tutti spazi pubblici prescritti fai case alte o basse a piacimento, se no prevalgono densità e altezze del contesto. Piuttosto perché non usare la Corte Costituzionale n. 384/2007 che, per rilevanti finalità sociali (edilizia economico-popolare), riconosce possibili riduzioni all'esproprio di pubblica utilità a prezzi di mercato per abbattere la rendita fondiaria parassitaria?