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  1. Elena Stanghellini Rispondi
    Il grafico mostra una relazione positiva, ma non lineare, come invece induce a pensare la giustapposizione di una linea retta. Lo scatter plot fa pensare più ad un andamento quadratico della forma funzionale. Inoltre, è evidente che al crescere del tasso di scolarità aumenta la variabilità del CPI. Una trasformazione logaritmica del CPI può risolvere entrambi i problemi (non linearità e varianza crescente), lasciando il messaggio di un relazione positiva invariato.
  2. Elena Stanghellini Rispondi
    Il grafico mostra una relazione positiva tra CPI e NER, ma non lineare, come invece induce a pensare la giustapposizione di una linea retta. Lo scatter plot fa pensare più ad un andamento quadratico della forma funzionale. Inoltre, è evidente che al crescere del NET aumenta la variabilità del CPI. Consiglio di esplorare se una trasformazione logaritmica del CPI non possa risolvere entrambi i problemi (non linearità e varianza crescente), lasciando il messaggio di un relazione positiva invariato.
  3. claudio Rispondi
    L'ennesimo post che butta sul tavolo grafici di correlazioni, senza nemmeno dire se sono statisticamente significative. A me pare che sopra un enrollment rate del 70 pct non ci sia più alcuna correlazione (sopra quella soglia ci sono moltissimi paesi). Potete smentirmi?
  4. Pedante Rispondi
    Va bene che l'economista pensa in inglese, però leggere educazione secondaria fa male agli occhi