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  1. LeM Rispondi
    A questo punto proporrei anche di sceglierli coi gratta e vinci: sarebbe più coerente per uno stato che si regge sui proventi delle lotterie e sulla vendita di droghe legalizzate (sigarette)...
  2. bob Rispondi
    ..una proposta frutto di un Paese che non vuole e non ha memoria storica e che è guidato da saltimbanchi improvvisati che non sanno dove mettere mano. Un principio del genere contrasta in maniera evidente con il concetto di progetto e programmazione politica, di sistema-Paese, di indirizzo e di linne guida lungimiranti. Per dirlo con una metafora: i bidelli divenuti presidi!!
    • Piero Borla Rispondi
      Da un paio d'anni i revisori dei conti nei comuni ed enti locali sono nominati per sorteggio (D.L. 13/8/2001, art. 16 comma 25). In questo caso si tratta di rompere il legame fra controllori (i revisori) e controllati (gli organi istituzionali dei comuni, che prima nominavano i revisori) E' presto per dire se il sistema funziona; potrebbero emergere aspetti non positivi. Volendo sviluppare la proposta, bisogna lavorare sulla selezione della platea fra cui operare l'estrazione : quali requisiti, e chi li verifica (l'AGCOM non sembra l'organismo più adatto). Come è già stato detto, la Repubblica di Venezia seguiva un procedimento molto complicato
      • bob Rispondi
        ..considerando anche il periodo storico la repubblica di Venezia era 4 osterie, 4 fondachi e un gruppo di signorotti che il fine settimana andavano a ubriacarsi a Mirano. La mia è una battuta ma credo che non possiamo fare esempi o accostamenti del genere..........se non per altri banali e beceri motivi
  3. Paolo Rispondi
    Riconosco che il sorteggio casuale offre garanzie di imparzialità. Ma è l’imparzialità il criterio cui ispirare una scelta così strategica per la in-formazione e l’identità culturale del paese? Scegliere il supermanager della RAI è assimilabile a un concorso con curriculo per un dirigente della PA? Gli esempi elencati da Bobbio di decisioni fondate su sorteggio fanno riferimento a situazioni davvero assimilabili a quella in gioco? Mutui agevolati, genitori affidatari ecc. Si tratta di beneficiari, destinatari ultimi della decisione. Non è invece la decisione sulla RAI la scelta su un soggetto che, a sua volta, avrà la responsabilità di produrre ulteriori decisioni? Non “grandi numeri” dove il sorteggio può produrre soluzioni efficaci ed eque, ma un caso ‘singolare’ e ripetibile solo ogni x anni. Certo in Italia sono comprensibilissimi i timori delle degenerazioni partitocratiche. Ma è col sorteggio che fuori Italia si scelgono CEO e CdA? Non è la RAI – nell’epoca dello strapotere della Tecnica e della Finanza globalizzati - uno dei pochi ambiti rimasti a disposizione della Politica nazionale? Non è forse vero che in questo momento della vita politica italiana – cfr. Incalza-Lupi – contro il potere dei grandi manager da più parti si torna a invocare lo spoils-system cioè una politica meno subalterna ai grandi burocrati? È poi molto diversa dal punto di vista della rilevanza il caso RAI da quello INPS (che gestisce circa il 20% del PIL)? Anche qui sperimentare il sorteggio?
    • Gaetano Stucchi Rispondi
      Ragionevoli gli interrogativi proposti da Paolo. Provo a rispondere punto per punto. 1. Il sorteggio proposto dal M5S non garantisace solo imparzialità, ma imparzialità fra candidati validi. 2. È vero che i sorteggiati dovranno a loro volta prendere decisioni con competenza, ma sopratutto con indipendenza : qualità indispensabile ( competenza senza autonomia = efficienza eterodiretta ) più di una managerialità o di una eccellenza non facili da definire in modo oggettivo nel settore della produzione culturale. 3. Il rimando alle soluzioni adottate « fuori Italia » per lo stesso tipo di problema è fuorviante : se nel nostro paese avessimo lo stesso livello di cultura civica o di etica politica di UK o Germania, il problema si porrebbe con drammaticità assai minore ( e le soluzioni possibili sarebbero più normali ). 4. Del resto si vedano gli andirivieni di Renzi e dei suoi rispetto al modello duale della BBC, evidentemente sentito come un eccessivo allentamento del controllo « politico » sul servizio pubblico. 5. La contrapposizione fra Tecnica – Finanza da un lato e Politica dall’altro, così come fra burocrazia e spoil system, è molto fuorviante e spudoratamente ottimista : abbiamo sotto gli occhi prove evidenti di complicità oggettiva e sistematica ( intenzionale ! ) fra i due livelli. Non due mondi – ideologie – sistemi di potere in conflitto, ma al contrario reciprocamente funzionali e corresponsabili : certo non in teoria, ma nel concreto caso storico Italia ! 6. La scelta di Boeri viene citata a sostegno della tesi anti-sorteggio, ma purtroppo è l’eccezione che conferma la regola : che mi dici, Paolo, della maggior parte dei suoi predecessori ? non sarebbe stato meglio sorteggiarli ?
  4. loredano Rispondi
    il sistema elettivo che ha retto, bene, la repubblica di venezia per secoli era un misto di sorteggio e scelta abbiamo una evidenza di funzionamento
  5. Marco Rispondi
    Oggi bene o male qualcuno sta govenando in Italia, ma la crisi politica di un paio di anni fa mi aveva portato a pensare che l'unica soluzione sarebbe stata sorteggiare i parlamentari a partire da una rosa di candidati. Una rosa abbastanza ampia e dei criteri da definire per avere persone con un buon livello culturale minimo (laurea?) e magari esperienze utili (lavorative, di relazione...?). Il caso avrebbe così rotto quei meccanismi di scambio di favori e di politica corrotta che si autoalimenta. Potrebbe bastare anche solo una legislatura, per potere così ripartire da zero e cominciare da una situazione sana... o quasi.
  6. giuseppina Rispondi
    concordo con Lei prof, perchè non provare!? In fondo in questo modo si potrebbero evitare i classici meccanismi perversi che inficiano le decisioni.
  7. giuseppe Rispondi
    con un pool da cui sorteggiare scelto da un agcom nominata così http://www.ilpost.it/2012/06/08/perche-le-nomine-agcom-sono-illegali/ ? stiamo sereni!
    • Gaetano Stucchi Rispondi
      L'analisi di Bobbio ( degna di tanto cognome ! ) è impeccabile, e distrugge definitivamente la falsa ( e ipocrita ) percezione del sorteggio, proposto dal M5S, come pura provocazione. Nella discussione in corso il sorteggio fra candidati "validati" è l'unica soluzione che disturba veramente il controllo proprietario dei partiti sul servizio pubblico. Tuttavia non va sottovalutato il punto debole della proposta ( come dice Giuseppe ): chi sceglie i validatori ? Dato per certo che i commissari AGCOM non sono più indipendenti dalla politica di un CdA RAI eletto dalle Commissioni Parlamentari, come si esce da questo circolo vizioso ? L'unica cosa che riesco ad immaginare -- oltre al filtro costituito dai pre-requisiti e dalle audizioni pubbliche dei candidati sorteggiati -- è di raddoppiare il metodo proposto: cioè di costringere AGCOM a nominare secondo le stesse regole ( albo dei candidabili e sorteggio ) un comitato intermedio provvisorio, incaricato appunto e solo di eseguire la procedura di nomina del Cda RAI. Almeno si raddoppierebbe la barriera "casuale", trasparente e selettiva tra le scelte fiduciarie della politica e i criteri di oggettiva competenza e qualità alla base di una lista pubblica di "ammessi al sorteggio".