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  1. giacguido Rispondi
    Credo che Hamaui intendesse un'omogeneità nell'eterogeneità, quindi ogni paese del medio Oriente sarà caratterizzato dalla stessa varietà di popolazioni in diverse percentuali. Tuttavia va considerato che quest'omogeneità può sì migliorare i rapporti tra i vari Paesi, ma dall'altra parte aumenta notevolmente il rischio di rivolte interne. Perché inequivocabilmente aumenta anche il potere in mano alle minoranze, che chiederanno di sedere al tavolo con gli "autoctoni"
  2. Oscar Mina Rispondi
    Credo abbiate frainteso il punto dell'autore. Porto all'attenzione un fatto importante. Cito da sopra: "le potenze coloniali europee, quando disegnarono i confini dei nuovi stati nazionali, ignorarono quasi del tutto la geografia delle popolazioni". Come sono scoppiate la maggior parte delle guerre in Africa o Medio Oriente? Quando disegni confini col righello, sembra strano ma può succedere. Pertanto, la pulizia etnica a cui fa riferimento Giorgio è in realtà uno sfogo che purtroppo trova le sue radici nella tragica esperienza del colonialismo europeo (tragica ovviamente non per Francia o Inghiterra). Quindi, nelle parole dell'autore, non vi è alcun legame diretto tra pulizia etnica e sviluppo economico. Tornando alla questione di base, è un dato di fatto che ogni guerra cambia gli scenari geopolitici e, di conseguenza, economici. L'articolo, scritto da una persona che per fortuna conosce la storia, si limita a descrivere oggettivamente cosa accade in situazioni del genere. Non vedo nulla di assurdo in questo e sarebbe ipocrita negare quanto segue. I moderni stati nazionali sono forse nati da un fiore? Oppure da guerre? Se ricordo bene anche gli Stati Uniti d'America sono nati da guerre, in aggiunta allo sterminio della popolazione autoctona. E' innegabile che lo sviluppo è spesso associato a guerre: non si passa dal V secolo all'età moderna senza medioevo. Le previsioni del professore sono ben fondate e la necessità di ridisegnare i confini lo dimostrerà. Rileggete bene.
    • giancarlo Rispondi
      Concordo con Mina. Anzi ..la linea interpretativa di Hamaui è efficace proprio sotto il profilo antropologico.
    • Giorgio Rivero Rispondi
      Forse che India e Pakistan dopo la migrazione delle rispettive minoranze hindu e musulmane sono forse diventate un'area di stabilita' e sviluppo economico? Lo e' adesso l'India, ma a 50 anni dalla partition.. L'analoga migrazione delle rispettive minoranze avvenuta alla fine delle 1a guerra mondale tra Grecia e Turchia, ha forse impedito che scoppiasse la guerra a Cipro? Armenia e Azerbaigian sono stati assai omogenei al loro interno, eppure sono sempre sull'orlo di una guerra..Gli adesso omogenei stati di Serbia e Croazia hanno incamminato in questi 20 anni un percorso di sviluppo civico e economico? L'articolo termina con una dichiarazione che non è basata né su esempi passati né su argomenti incontrovertibili e dunque non "descrive oggettivamente cosa accade in situazioni del genere".
  3. Giorgio Rivero Rispondi
    "Avere stati più omogenei in termini culturali religiosi ed etnici potrebbe nel prossimo decennio ridurre la frequenza delle guerre civili, accrescere la fiducia fra cittadini dei diversi paesi e accelerare lo sviluppo economico". Ovvero la pulizia etnica alla fine favorisce aumenta lo sviluppo economico?
  4. pier luigi tossani Rispondi
    Cioè, l'Isis come motore di sviluppo?... non ci avevo pensato. Però, battute a parte, ogni uomo è omogeneo ad un altro, qualunque esso sia. Quindi, la teoria di Hamaui, antropologicamente, non regge.