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  1. tartassata Rispondi
    Mi chiedo perché chi ha scritto l'articolo non abbia citato ad es. l'art 3 del dpr 1092/73 che cita della ritenuta sugli assegni di attività sugli emolumenti dei dipendenti statali versata in conto entrate Tesoro, (quindi i contributi dei dipendenti sono finiti all'erario)e l'art 210 del medesimo dpr, incluso la copertura da parte dello stato delle spese per fondo pensioni. L'idea dell'articolista sarebbe quella di aumentare i contributi a carico dei dipendenti pubblici, tra l'altro senza specificare quanto a carico del dipendente. Inoltre non cita il blocco pluriennale del turn-over. L'idea quale sarebbe? che i dipendenti in servizio si devono fare pure carico del blocco del turn over con conseguente diminuizione delle entrate previdenziali?
  2. tartassata Rispondi
    strano che non si citino le disposizioni del DPR 29/12/73 n.1092, che prevedeva all'art 3 la ritenuta in conto entrate Tesoro a carico dei dipendenti. Quindi ovviamente quei soldi sono finiti nel bilancio dello Stato. Strano inoltre che non si citi l'art 210 che prevedeva lo Stato partecipasse alla copertura delle spese con un contributo da stabilirsi, per ogni esercizio finanziario. .Invece di proseguire con le disposizioni ex art.210, siccome i soldi sono rimasti all'erario, si vuole fare pagare ai lavoratori in servizio, senza nemmeno tenere conto del blocco del turn-over. anche il costo delle dismissioni dei dipendenti deve essere fatto a carico dei dipendenti pubblici in servizio? ma non scherziamo, dopo che si tengono per quattro anni l'indennità di buonuscita.
  3. Aldo Rispondi
    Non capisco se il TFR maturato da ora dei dipendenti Indap viene dato dall'Inps in questo modo sottraendo a coloro che realmente versano, inoltre la stessa cosa per chi oggi dei dipendenti Indap va in pensione.
  4. Giorgio Rispondi
    Quando si è prospettato lo scioglimento dell'Inpdap e la sua confluenza nell'INPS non si è levata né fra gli esperti di materia previdenziale né nel parlamento né sui mezzi d'informazione nessuna voce critica. La decisione è stata assunta esclusivamente con l'unico criterio di risparmiare sui costi amministrativi senza tenere in alcun conto gli effetti negativi della decisione che non sono solo quelli di carattere tecnico economico indicati nell'articolo ma anche altri fra cui quello di aver creato un mastodonte elefantiaco con poteri enormi su tutto il complesso sistema previdenziale. Come spesso accade prima si assumono i provvedimenti sull'onda del politicamente corretto del momento e solo dopo ci si accorge delle conseguenze negative delle scelte che con una discussione più seria ed approfondita nel corso dell'esame del provvedimento e un atteggiamento più critico da parte degli osservatori si sarebbero facilmente potuti evidenziare.
    • Massimo Antichi Rispondi
      "...vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare..." gli esperti, cui punta l'indice, possono esprimersi preventivamente solo se interpellati. Se qualcuno me lo avesse chiesto lo avrei certamente fatto. Cordiali saluti, Massimo Antichi
    • Antonella Rispondi
      Ma qualcuno ha scoperto che fine hanno fatto tutti gli immobili di cui l'ex INPDAP era proprietario? Nessuno, e quantomeno lo Stato, se ne preoccupa, eppure di proprietà ne aveva tante...
  5. enzo Rispondi
    Più che un pasticcio si tratta di una truffa. non è che l'operazione di fusione sia stata fatta tanto per..l'obiettivo era di appropiarsi del surplus dell'Inps (ovvero dei contributi dei lavoratori dipendenti del settore privato) . In altri termini le pensioni dei pubblici non vengono pagate dello stato ma con i contributi dei lavoratori privati (tanto la cassa è ormai unica) questo riduce la spesa pubblica o la rinvia. In realtà nel settore privato molti versano contributi che per diversi motivi non torneranno mai indietro, quindi in parte il colpaccio ai danni non solo dell'inps ma anche dei fessi può riuscire
  6. Piero Bonacorsi Rispondi
    Mi pare che la definizione partita di giro letta nel commento precedente non si possa riferire alle spese pensionistiche ma solo alle imposte di fatto si tratta di contribuzioni personali dei dipendenti che concorrono al calcolo della futura pensione.
  7. Giovanni Fino Rispondi
    Molti dei commenti precedenti sembrano una summa tra Brunetta con i fannulloni e i vari tribuni di piazza. Attenzione: qui si tratta di un pregevole articolo tecnico che spiega, con dovizia di particolari, perché é contabilmente sbagliato sommare le pere con le mele ovvero fare di tutta l'erba contributiva un cavo per abbeverare le pubblica opinione alla fonte della demagogia. La verità è che la fusione INPS e INPDAP non ha avuto ragioni contabili ma meramente tecnico-gestionali, ovvero per diminuire consigli di amministrazione, laute prebende e razionalizzare i costi del personale. A quanto ne so, ben poco di tutto ciò è stato effettivamente conseguito e, in più, da una fusione fatta per scopi tecnici sono derivate conseguenze contabili fuorvianti come il presunto buco che in realtà, come ben spiega l'autore, è più virtuale che reale. Tanto è vero che la lodevole soluzione proposta è senza oneri e servirebbe ad allentare un'ingiustificata pressione mediatica basata su premesse sbagliate, ovvero che si debbano trattare i lavoratori pubblici come quelli privati anche sotto il profilo contributivo. Così dimenticando che il datore di lavoro pubblico è lo stato e non un privato, e di conseguenza gli oneri contributivi per il medesimo sono partite di giro (mentre evidentemente non lo sono nel caso in cui il datore di lavoro sia un privato!!!). La sensazione molto sgradevole è che si voglia tenere alta l'attenzione per tenersi pronti ad eventuali nuovi interventi di settore che, come l'autore dimostra, non avrebbero giustificazione alcuna perché al netto dell'equivoco gestione ex-INPDAP non esiste alcuno sbilancio contributivo per le casse dell'Inps. Ma questo, nonostante la chiarezza delle tesi dell'autore, sembra inesorabilmente difficile da digerire per chi è troppo preso dalla sindrome del "dalli all'untore"....
    • Massimo Gandini Rispondi
      Ovviamente che lo stato debba versare contributi è un’assurdità, resta comunque il fatto che i pensionati ex indap siano un macigno difficilmente digeribile per l’inps e soprattutto per il Paese. Alla mia età (47 anni) il mio datore di lavoro (ingegnere e insegnante di scuola tecnica superiore ) era già in pensione da anni. Ora di anni ne ha settanta e l’assegno previdenziale lo percepisce da quasi trenta , un assegno mensile non proprio simbolico (quasi 1000 euri mensili) che integra i guadagni dell’attività impenditoriale. L’indap , a prescindere dalle partite di giro contabili, è comunque un tumore in seno all’ente previdenziale
  8. rosario franza Rispondi
    Nel 2013 le gestioni private erano in attivo: + 6,7 miliardi di euro. Le gestioni pubbliche (ex inpdap) erano in passivo: - 516,00 milioni di euro. La causa del disavanzo dell'INPS non va ricercata nella spesa pensionistica che, nell'anno 2013, risulta avere un saldo complessivo di + 6,205 miliardi di euro. Nel 2013 il buco dell'INPS era di - 8,72 miliardi di euro e quindi era determinato dall'assistenza. Insisto nel voler separare le pensioni dall'assistenza, perché le prime sono finanziate dai contributi versati dai lavoratori e dalle aziende, mentre la seconda deve essere sostenuta da tutti tramite le tasse!
  9. gualtiero Rispondi
    Per azzerare i privilegi e le pensioni d'oro, quindi gli sprechi, sarebbe siffciente applicare il sistema contributivo a tutti indistintamente, anche per le pensioni già in essere. E' più giusto poichè credo sia chiaro a tutti che non è possibile percepire pensioni superiori a quanto si è versato sotto forma di contributi. Inoltre in tal modo anche i politicanti che hanno fatto 1 mese di presenza e che oggi vivono a sbafo della collettività, percepirebbero solamente l'equivalente di 1 mese di versamenti. Più onesto di così si muore.
    • Eleuterio Rispondi
      Ragionamento tecnicamente corretto che però dovrebbe essere applicato sempre: in caso di decesso tutti i contributi pagati e non elargiti tramite le pensioni devono ritornare agli eredi, così come i contributi versati senza che nessuna pensione sia poi erogata per qualsiasi motivo (e senza limiti di tempo)
  10. Raffaella Bordini Rispondi
    la gestione ex Inpdap è in disavanzo perchè molte volte è stato lo stato il maggior evasore.Per ripianare i conti ed assicurare una futura pensione ai giovani bisogna tagliare le pensioni over 5000 euro lordi, tagliare la reversibilità ha chi ha un reddito personale netto superiore ai 3000 euro netti, tagliare le cosiddette pensioni di privilegio del personale miilitare previa visita medico-legale INPS.Dai risparmi si può ricavare il reddirto minimo garantito per i giovani purchè accettino di lavorare in una PA o altro ente.
  11. serlio Rispondi
    Un'altra delle nefandezze attuate da Mr rigore e equità, da colui che ha effettuato il peggior massacro fiscale degli italiani affinché il sistema si perpetrasse. tanto pagano i contribuenti....
  12. Savino Rispondi
    Non si può fare esclusivamente previdenza sociale. L'INPS deve essere ripensato innanzitutto come un Ente di assistenza, per aiutare chi è rimasto indietro a causa della crisi. Il welfare e il sistema pensioni deve essere ripensato in modo più equo e occorre un parere costituzionale che attualizzi ai nostri tempi il concetto di "diritti acquisiti". Non sono costituzionalmente tali, a stretto rigore dei primi 3 articoli, nè i vitalizi, nè le pensioni d'oro, nè le baby pensioni, nè le pensioni con sistema retributivo. Il regime ex INPDAP è un ulteriore privilegio inaccettabile ed è segno tangibile di un'economia che si è basata solo sul posto fisso statale per decenni.
    • marino Rispondi
      chi sostiene che il sistema retributivo non è "equo e non è solidale tra generazioni" dimentica che chi (queste erano le leggi) lavorava di più o accettava più disagi, proprio in "ottica pensionistica", pagava anche più tasse pensione e aliquote irpef superiori ... ma era un investimento, per il futuro! Quale iniquità, quale egoismo? La vera iniquità è che anche in quel contesto temporale, esistevano "facilitazioni" grazie alle quali molti, troppi versavano allora 10 per incassare Ogg e anche più: ecco le vere iniquità da abbattere.e da recuperare, anche E con effetti retroattivi (cercare alla voce casta, privilegi ecc). Sono evidenti, grosse come il m. Everest e ... indifendibili ma i nostri governi, destra sinistra o "ibridi", non le vedono. Possibile ?