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  1. Maria Rosaria Maione Rispondi
    Il premier ha rottamato i politici del partito cui dice di far parte con volti nuovi e giovani che si limitano ad eseguire ciò che viene imposto dall'alto e a fare eco di sue idee e proposte con coro unanime.Nulla è cambiato in altri campi dove amministratori ,dirigenti hanno solo cambiato poltrona a discapito delle competenze acquisite .Certo ciò non favorirebbe l'intento di agevolare l'iter delle riforme .Ha resuscitato un B. ,ormai fuori di scena elevandolo a padre costituente in riforme della Costituzione.Dove sono finiti il tanto atteso conflitto di interessi da tutti invocato ,il taglio degli assurdi privilegi dei parlamentari ed ex e con l'approvazionedel decreto Concorrenza non ha neppure sfiorato classi sempre agevolate...Avrebbe dovuto ,prima di avviare un discorso sulle riforme ,cercare di riportare nel Pd non dico unità di intenti ma una possibile serenità di dialogo e un'apertura seria verso le opposizioni .E' facile procedere ,come accaduto in precedenza ricorrere a continui decreti per disarmare l'ostruzionismo e il dissenso Vedremo nel concreto i risultati di questa rottamazione ed in particolare della riforma del mercato del lavoro.
  2. Maria Rosaria Maione Rispondi
    La risposta è negativa !
  3. B. Malipiero Rispondi
    La polemica contro i mandarini, per la precisione, aveva ad oggetto i tanti Magistrati, soprattutto, ma non solo, consiglieri di Stato, incaricati di posizioni dirigenziali di vertice, che realizzano un corto circuito tra politica, amministrazione, e giustizia - tale che ci si trova ad essere al tempo stesso giudici e soggetti del giudizio. L'incompatibilità tra la posizione di magistrato, e quella di amministratore è manifesta, ma su questo Renzi non ha fatto granché: soprattutto il Ministero della Giustizia è ancora una roccaforte di magistrati ordinari che perseguono carriere parallele, mentre i loro colleghi meno ammanicati con la politica fanno quello che solo un magistrato può e deve fare: udienze e sentenze.
  4. marimé Rispondi
    direi che avrebbe potuto fare di più. ma soprattutto, cosa aspettiamo a tagliare assurdi privilegi agli EX PARLAMENTARI? A quale titolo un ex parlamentare dovrebbe godere di una pensione se ha un suo lavoro e perdipiù redditizio? a quale titolo ad esempio paghiamo 1.700 € di rimborsi trasporti agli ex parlamentari?
  5. Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
    Sentire il governo dire che oggi e' stato licenziato il decreto Concorrenza con una certa enfasi, sapendo che non sono riusciti a toccare minimanente ne' notai, ne avvocati, ne' farmacie,niente che non sia un po' di fumo, mi fa capire che forse basta dire e pensare di farle le cose per ottenere dei risultati, non farle per davvero,che i cambiamenti veri sono impossibili e che tutto rimane sempre come e' da secoli , i ricchi e i poveri, quelli che contano e quelli che non conteranno mai niente come noi e che nessuno puo' farci niente in fondo e ho capito finalmente che i cambiamenti non li fanno i politci ma il tempo e che sono impercettibili nell'arco di una vita, quindi i giovani che hanno delle speranze vadano via, per me nel mondo anglo che rimane il migliore che c'e' attualmente.
  6. Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
    E' tutta propaganda, si è visto oggi con le liberalizzazioni, non ne hanno fatta neanche una e cassato ancora una volta, per esempio, quella che riguarda le farmacie, i signori del farmaco sono troppo potenti, persino un video con un anziano morto a causa della presunta chiusura di una farmacia di paese (la quale licenza costa milioni di euro per paesi sopra i 1000 abitanti e sui 500 costa 500-600 mila euro e figuriamoci se quello chiude e poi non se ne saprebbe il motivo piuttosto vende e poi le farmacie non si possono chiudere!)le riforme delle professioni non si possono fare , punto. Gli interessi dei ricchi non si possono toccare e si piglia in giro la gente dicendo che c'è un rottamatore che in reatà è un rottatorino, ma ino ino......
  7. rosario nicoletti Rispondi
    Mi sembra che la rottamazione meglio riuscita a Renzi sia quella sulla "spending review", inseguita dai vari governi insediati per volere presidenziale. Pare sia sparita tutta la documentazione dell'ultimo revisore, Cottarelli. Se si parla di "trasparenza dell'amministrazione", non sarebbe opportuno sapere i risultati di queste reviews?
    • Stefano Rispondi
      Temo che analizzare la "rottamazione" (ammesso che la si possa quantificare con una percentuale) sia fuorviante. Penso che non sia "quanti" capi, segretari, direttori, commisari, presidenti, ecc. ma "quali". Nell'organizzazione, come nel gioco del domino, un persona determina, a catena, la qualità delle persone che sceglie e controlla. Ma anche questo non basta, purtroppo. Nell'ente pubblico dove lavoro hanno nominato un nuovo commissario, che ha "rottamato" il precedente (già in età di pensione...). Anche se il nuovo, credo, sia una persona onesta e capace, è "indotto" a operare con capi e capetti scelti dalla precedente gestione. Di fatto tutto come prima. La burocrazia gattopardesca. Sarebbe meglio definire gli obiettivi e valutare i risultati (possibilmente con le percentuali).