Con la crisi economica e gli interventi del governo Renzi in materia istituzionale e tributaria, il modello di federalismo fiscale disegnato dalla riforma del Titolo V della Costituzione ha perso pezzi e coerenza. Ma non ce n’è ancora uno alternativo. È urgente metterci mano.
La Bce ha deciso che le banche greche non potranno più chiederle fondi dando in garanzia titoli del debito pubblico del loro paese. Un provvedimento tecnico ma anche un segnale politico: se Atene e Bruxelles non arrivano a un accordo, non sarà Draghi a togliere le castagne dal fuoco all’area euro. Il ministro delle finanze ellenico Varoufakis propone all’Europa di convertire il debito verso i creditori sovrani in derivati indicizzati alla crescita del Pil greco. La proposta presenta pochi vantaggi e molte difficoltà di attuazione. A cominciare dal fatto che manca di un piano credibile per la crescita.
Siamo (quasi) in deflazione, come mostra il grafico. Un buon affare per chi ha un lavoro, perché il potere d’acquisto del suo salario è aumentato. Per gli altri (e forse per l’Italia), un rischio da brivido.
L’intenzione del governo di privatizzare (parzialmente) Ferrovie dello stato mettendo sul mercato il 40 per cento della holding si scontra con la logica del mercato. La società infatti è proprietaria della rete dei binari, asset costosissimo e poco redditizio per gli investitori. Che è bene rimanga pubblico. Ecco perché e come.
Sotto la pressione degli investitori internazionali, il governo fa una parziale marcia indietro sul voto maggiorato o plurimo. Rimane che un troppo elevato premio di fedeltà agli azionisti di lungo corso per dare stabilità all’impresa rende inamovibili i soci di maggioranza (a partire dalle fondazioni bancarie). Un meccanismo controverso da ripensare.
La giunta per le immunità ha “assolto” il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli per gli insulti razzisti rivolti all’ex-ministra Cécile Kyenge. Crediamo che la giunta abbia commesso un grave errore, interpretando in maniera del tutto impropria il principio della libertà di espressione. Riteniamo che la battaglia politica ancor prima dei rapporti quotidiani tra persone debba mantenersi all’interno di regole civili. La redazione de lavoce.info esprime solidarietà all’on. Kyenge. 
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