Sergio Mattarella, appena nominato presidente della Repubblica, ha rivolto il primo pensiero alle difficoltà e alle speranze dei concittadini. Tra queste, ai primi posti c’è sicuramente il lavoro. Conti alla mano, si vede che la ripresa non basterà a ridurre la disoccupazione se non arriveranno anche riforme (del lavoro, del fisco, della pubblica amministrazione, della giustizia civile) che scoraggino le delocalizzazioni. Riforme il cui iter -tra annunci, impegni, scadenze fissate e poi slittate- è difficile da seguire per gli italiani. Per questo proponiamo un Orologio delle riforme che riassume schematicamente il cammino dei provvedimenti.
Parlando di lavoro che non c’è, spieghiamo anche come i dati mensili Istat su occupazione e disoccupazione offrano un quadro solo parziale di ciò che succede sul mercato del lavoro. E che cosa serve per far funzionare i servizi di orientamento, mediazione e formazione professionale. Meglio darli in mano alle regioni o al governo centrale?
Ora che il dado del Quantitative easing è stato tratto (da Draghi) rimane la grande domanda sulla sua efficacia nel rilanciare il credito e l’economia. Contro il pessimismo della Bundesbank, si possono ricordare i possibili benefici di contrasto alla deflazione, di diminuzione del rischio dei debiti sovrani e di risanamento dei bilanci in sofferenza delle banche.
Ribattezzata “legge anti-moschee”, la nuova normativa della regione Lombardia sui luoghi di culto riguarda formalmente tutte le religioni ma nei fatti ostacola quella islamica. Di dubbia costituzionalità, serve a chi privilegia la propaganda alla soluzione ragionevole dei problemi.
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