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  1. Michele Daves Rispondi
    Amareggia vedere che c'è chi ancora crede che qualunque discorso di critica a iniziative palesemente discriminatorie e probabilmente incostituzionali come quella trattata nell’articolo ci veda del "buonismo" e non del pragmatismo. Possibile che sia cosi difficile comprendere che marginalizzazione e discriminazione portano solo problemi di coesione sociale? Non si vuole negare che esistano delle difficoltà di convivenza con l’Islam - e con altre religioni o culture più o meno tradizionaliste/paternaliste – si vuole piuttosto affermare con forza che questa non è la soluzione, peggio ancora, che questa è la maniera più probabile per creare quei terroristi in casa cui tanto temiamo. Forse è proprio questo il punto, per sopravvivere leghisti e affini necessitano di mostri da bruciare sulla pubblica piazza che poi siano loro stessi a crearli sembra che importi a pochi. Infondo la pancia vince sulla testa da sempre, come strategia per creare consenso funziona alla grande, la storia c’insegna però con quali conseguenze nefaste.
  2. Leon Rispondi
    Come ha ricordato l'autore, nei paesi islamici fanno lo stesso "giochetto" delle norme urbanistiche per evitare il diffondersi di chiese. Non ci può essere dialogo con l'islam : l'autore ricorda che Francia e Germania investono per "formare personale musulmano". Eppure Charlie Hebdo si trova in Francia. In Germania certi musulmani turchi sono così integrati che , alla terza generazione, non parlano ( e non si sforzano di parlarlo, nè vogliono parlarlo) una parola di tedesco. Oltre che le cellule terroristiche islamiche hanno anche forti legami con islamici nel territorio tedesco ( quindi, a mio parere, sono soldi buttati). Non amo la Lega nè il centro destra, ma ritengo l'islam un pericolo per la società occidentale, quindi se per contrastare i buonisti nostrani ( cioè , in questo caso, quelli che l'autore chiama "avvocati battaglieri e magistrati indipendenti") è necessario aggirarli con una buona legge rivolta esclusivamente a limitare fortissimamente il nr delle moschee, allora ben venga. Un'altra soluzione ci sarebbe : buttare fuori tutti i musulmani. Antidemocratico, anti-illuminista, ecc. Ma io voglio vivere in una società occidentale, laica, senza che qualcuno mi minacci perché deve imporre la sua religione. Ecco, se ai musulmani non gli sta bene ( che poi, tra l'altro, si potrebbe aprire il capitolo dell'immigrazione, che favorisce solo chi ci guadagna con gli immigrati, altro che "immigr.= opportunità) che se ne vadino. Nessuno li ha invitati, nessuno li vuole.
  3. Andrea Rispondi
    Dire che la libertà di culto non è garantita mi sembra eccessivo. Ognuno resta libero di credere nella/e divinità che preferisce anche senza l'autorizzazione a costruire un tempio.
  4. Luca Rispondi
    Capisco, anche se non giustifico, l'emotività che questioni del genere possono suscitare. Resta il fatto che in questo genere di discussioni tutti gli argomenti sono ammissibili tranne quello, trito e ritrito, della reciprocità. A parte la banale questione di principio (i cattivi comportamenti altrui non mi danno il diritto di - né devono essere un incentivo a- adottarli in casa mia), la questione pratica irrisolvibile è che la reciprocità si applica alle relazioni bilaterali di due ben definiti Stati sovrani (o, al limite, a due ben definite associazioni di Stati), non certo a entità indefinite e multiformi come l'Islam. La reciprocità si può applicare a un cittadino in virtù, eventualmente, della sua nazionalità, non certo della sua fede. Lo status dei non-musulmani varia enormemente da stato a stato, non può essere affrontato in termini di reciprocità (ovviamente ciò non significa che non si possa chiedere rispetto per i diritto dei cristiani ove questi non vengano rispettati). Che tipo di reciprocità si vorrebbe opporre a degli italiani di fede islamica che volessero aprire un luogo di preghiera? Mi sembra più onesto vietare i minareti perché stonano col paesaggio.
    • bob Rispondi
      ..appunto una legge assurda proposta da un clan politico che ben conosciamo per i danni enormi che ha causato a questo Paese, la cartina al tornasole del livello di cultura in cui versa il Paese e certe zone in particolare
    • IC Rispondi
      A mio avviso non si tratta di discriminazione ma dell'applicazione anche per gli edifici religiosi di una normativa farraginosa che rende più incerte e più costose le pratiche burocratiche e che apre la stada alla corruzione. Nei comuni lombardi sono ancora lontane dalla soluzione pratiche riguardanti demolizione e ricostruzione di edifici già industriali in cui i proprietari accettano una riduzione sino al 50% della volumetria originaria. Nel frattempo sono state cementificate zone agricole irrigue fra le migliori in Europa
  5. Fabio Rispondi
    Non vedo citata nell'articolo la condizione delle religioni non islamiche, nei paesi a maggioranza mussulmana. Perchè si guarda sempre al proprio orticello, per criticare, senza guardare le difficoltà rovesciate delle altre fedi in terra islamica. Quando sarà facile costruire una Chiesa cristiana, evangelica o cattolica o una sinagoga, in un paese come l'Egitto, ad esempio, che vanta ben 10 milioni di cristiani, allora avrà senso criticare in qualche modo le leggi regionali italiane ! Che comunque anch'io non condivido appieno ... by the way !
  6. bob Rispondi
    ..la follia della "bufala federalista" motore e volano di una burocrazia che strangolerà questo Paese
    • Mauro Rispondi
      Cosa diavolo c'entri il federalismo, vero, presunto, o anche solo annunciato, con la burocrazia che strangola lo sa solo lei. Le ricordo che l'ipernormazione inutile e dannosa scaturisce soprattutto dallo Stato centrale.
      • bob Rispondi
        ..c'entra di una legge assurda proposta da un clan politico che ben conosciamo e della follia delle "leggi regionali" moltiplicatori di burocrazia. L' Abruzzo ha più leggi dell' intera GB. Una volta fatta la legge gli islamici dove si sposteranno appena dopo Casalpusterlengo? La teoria del condominio ha creato il disastro che tutti vediamo
  7. Guido Zichichi Rispondi
    In che modo questa nuova legge di livello regionale potrebbe entrare in conflitto con il percorso, ormai avviato, di assegnazione di tre luoghi di culto a Milano?