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  1. Piero Rispondi
    Renzi ieri ha avuto una caduta di stile nel momento in cui in via anticipata ha affermato che non farà un'asse mediterraneo con la Grecia, ha perso una occasione d'oro che furbescamente la francia ha già sposato.
  2. Piero Rispondi
    La soluzione del debito greco potrà essere solo affrontata con titoli di lunga durata, parliamo di 50 anni, con un interesse legato al pil della Grecia, ossia deve essere una variabile del pil, così anche il rimborso del capitale che dovrà partire dal decimo anno, abbiamo in questo modo liberato il problema del debito, verrà gestito con obbligazioni europee, si partirà quindi con gli eurobond, che dovranno servire anche per finanziare gli investimenti pubblici di ogni nazione, abbiamo un capitale bel fondo Esm che permette l'emissione di eurobond per oltre 1000 mld, somma piùcche sufficiente per rilanciare il pil europeo. Il QE farà la sua parte con le imprese private, mentre il fondo salva stati, opportunamente modificato servirà per risanare il debito greco e rilanciare gli investimenti pubblici in Europa.
  3. Alberto Chilosi Rispondi
    " la riduzione del debito tedesco nel 1953" c' entra come i cavoli a merenda. Si trattava di un debito di guerra risalente in buona parte alle famose riparazioni imposte alla Germania col trattato di Versailles, non derivante dall' azione corrotta e irresponsabile di governanti liberamente eletti in tempi pacifici e di ordinaria amministrazione, come nel caso greco.
    • Giorgio Rivero Rispondi
      Cioé il famoso "moral hazard" in caso di debiti di guerra non vale? Ai fini del debito meglio esser "onesti" (anche se un po' nazisti..) e mettere a ferro e fuoco l'Europa per due volte in vent'anni che esser corrotti ma senza attaccare nessun vicino? Che poi il moral hazard dovrebbe valere anche per chi presta, già ma le banche tedeschi e francesi sono già state salvate con il pacchetto di aiuti della troika, che paghiamo anche noi..
  4. Hk Rispondi
    Syriza ha vinto e fra le varie promesse c'è un condono fiscale. Per questo non sono state pagate le tasse a dicembre. La Lagarde del'Imf ha in essenza detto di preferire di dare aiuto a paesi dove i bimbi muoiono piuttosto che a paesi di evasori fiscali. Per una volta sono con lei.
  5. giordano carlo nicoletta Rispondi
    Adesso con queste votazioni vediamo cosa ne verrà fuori con la restituzione del debito, l'unica speranza che si possa arrivare a un 'accordo ragionevole che non metta a repentaglio la moneta unica, ovvero che la Grecia resti nell'unione, se no si innesca una uscita che non so se converrebbe sostenerla.
  6. Maurizio Cocucci Rispondi
    E adesso? Adesso prosegua con il programma concordato e onorando gli impegni. La Grecia è stata aiutata ben oltre il necessario e ancora oggi si registra una spesa pubblica elevata a fronte di una pressione fiscale inferiore a quella di molti altri Paesi tra cui l'Italia. Il debito greco è gravato da un costo in termini di interessi inferiore di gran lunga a quello che pagano gli altri e questo proprio perchè gli aiuti provengono in gran parte da obbligazioni emesse dai fondi salvastati e da prestiti bilaterali, inclusa la 'egoista' Germania. Quindi ora la Grecia faccia la sua parte e ripaghi i debiti.
  7. Piero Rispondi
    Se si votasse in tutta Europa oggi avremo due schieramenti, il primo a favore di questa politica del rigore, il secondo a favore di un'Europa dove la solidarietà deve essere espressa con i fatti e non con le parole, ricordo a tutti che i paesi nordici si tengono ben stretti i surplus della bilancia dei pagamenti ottenuti grazie al cambio fisso, oramai il popolo ha compreso questo problema. Solo un'integrazione fiscale POTRA salvare l'Europa. Se la Germania ci ha messo due anni per fare un'allentamento monetario, penso che l'integrazione fiscale con i "furbi" italiani o con i "bari" greci non verrà mai fatta. Allora è preferibile annullare l'unione monetaria, che ha provicato solo miseria e lasciare gli altri accordi in vigore.
  8. Giorgio Rivero Rispondi
    Se Syriza fa un racconto lacunoso della crisi, altrettanto si puo' dire di quest'articolo. "Forse un po’ di austerità e un bel po’ di riforme erano inevitabili per un paese con un rapporto Deficit/Pil del 15 per cento e un’economia con un disavanzo verso l’estero del 16 per cento del Pil, come la Grecia aveva nel 2009". Forse si, ma questi numeri non possono certo attribuirsi a Syriza. Forse si potrebbe parlare del sistema clientelare con cui Pasok e Nuova Democrazia hanno governato la Grecia per 40 anni, gonfiando le dimensioni del suo stato e del suo debito pubblico. Forse si potrebbe capire come nel 2001, con l'appoggio di Goldman Sachs, la Grecia riusci' a entrare nell'euro falsificando i bilanci. Forse. Peccato, pensavo che l'autore, visto che "nel 1997-2001 è stato consigliere del premier greco Costas Simitis" potesse aver qualche idea su tutti questi elementi. Forse saranno oggetto del suo prossimo articolo.
  9. EzioP1 Rispondi
    La grande lezione della Grecia. A parte i vari commenti sulle problematiche che la Grecia dovrà affrontare, questo voltare pagina dai partiti tradizionali ai nuovi emergenti è indice di una crescente forza politica dei cittadini. Cosa ha fatto succedere questo passo ? La risposta è facile, l'assurdo e cattivo governo, l'evasione fiscale, l'immobilismo e quant'altro. Difficile dire se questa svolta è quella giusta, ma il popolo greco l'ha voluta e la vuole provare. Il modello dell'austerità, della severità, della mancanza di equità, ecc. non ha funzionato. Il nuovo anche se si è imposto con forme di populismo è ciò che il popolo greco ha voluto reagendo al cattivo governo, alla mancanza di “vision” della UE, all'avidità della Germania e altro ancora. Ora che il ghiaccio è stato rotto il rischio è che anche altri paesi seguano l'esempio greco se la UE non sarà capace di orientarsi diversamente da ora.
  10. Piero Fornoni Rispondi
    Quando penso alla difficolta' di fare riforme in Europa mi sento abbatuto . Basta pensare a "il ‘diritto’ degli insegnanti a non essere valutati per la loro performance e a non essere sottoposti a misure disciplinari se non vanno a lavorare." In Peru' il governo di sinistra ha imposto l'obbligo di esame periodico per gli insegnanti e se non passano l'esame devono fare dei corsi di aggiornamento se poi non raggiungono un livello soddisfacente sono licenziati. La sinistra europea se vuole un' Europa prospera deve eliminare le ingiuste rendite di posizione in Grecia , in Italia etc. .
  11. Paolo Pini Rispondi
    a me la narrazione banale e semplicistica invece appare proprio questa, e poi sinistra radicale ? certo rispetto alla socialdemocrazia liberista sara' anche radicale, per me è solo di sinistra punto