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  1. Alessandro Rispondi
    Gentile prof... La lezione dell'accaduto è il perfetto contrario di quello che afferma. Infatti non appena il cambio e' saltato gli svizzeri sono venuti a comprare in Italia. Un cambio variabile consente di compensare le inefficienze di un paese non il contrario. Ecco un buon motivo per avere un tasso di cambio valutario rispetto alla Germania...oppure forti trasferimenti...quelli che con le buone o le cattive faremo nei confronti della Grecia... Finalmente!
  2. andreag Rispondi
    Professore, vorrei farle due domande: 1. È possibile che una banca centrale intervenga sui mercati valutari tramite strumenti derivati, piuttosto che acquistando/vendendo valuta spot? E se sì, in che modo, tempi, modalità? Che rischi si assume a bilancio e chi li controlla? 2. Ragionando in un modello Mundell-Fleming a cambio fisso, mobilità imperfetta dei capitali e "paese piccolo", intuisco che la riduzione "sottozero" del tasso di riferimento svizzero (dicembre 2014) possa essere dovuta alla rincorsa della identica riduzione dei tassi BCE, ma una volta lasciato libero il cambio di fluttuare, per me questa spiegazione diventa errata. Può darsi che andando sotto lo zero la SNB preparasse il terreno a limitare la rivalutazione del franco e contemporaneamente voglia intervenire a sostegno dell'ingente debito privato dei residenti?
  3. Fla Rispondi
    "Gli effetti, almeno per ora, sono stati deludenti, a testimonianza di quanto difficile sia gestire i tassi di cambio in un mondo ad alta velocità di circolazione dei capitali. Una lezione altresì importante per chi pensa a salti all’indietro per il nostro paese, a tempi in cui il cambio della lira era libero di fluttuare.". Non sono affatto d'accordo con questa affermazione. A mio avviso con questa frase si sposta il centro d'attenzione sul tasso di cambio dal vero, e forse unico (assieme a dollaro come moneta mondiale di scambio), problema e cioè "alta velocità di circolazione dei capitali". Anche perchè i capital inflow sono gestiti da finanzieri o assicurazioni a caccia di rendimenti... Come segnala oggi il Sole24Ore: "Le 80 persone più ricche del pianeta hanno risorse equivalenti ai 3,5 miliardi di poveri che costituiscono il 50% della popolazione globale. Mentre l'élite possiede in media 2,7 milioni di dollari a testa, il 99% si deve accontentare di 3.851 dollari... lo scorso anno é stato particolarmente positivo per i leader del settore farmaceutico e sanità, la cui ricchezza é aumentata del 47 per cento". Proprio sicuri che sia ne sia il tasso di cambio il solo ed unico responsabile?
  4. MAURIZIO MICHELI Rispondi
    concordo in toto. esposizione sintetica ma lucida, chiara, razionale
  5. Chris Rispondi
    Interessante articolo professore, mi permetto una piccola puntualizzazione. Non esiste una banca centrale svizzera, ma una banca nazionale svizzera. Ovvero la BNS. Cordiali saluti
  6. Aprile Rispondi
    Caro Professore, la mossa della Bcs e' stata improvvisa: mi piacerebbe capire se ci sono modi di abbandonare la difesa del cambio che siano meno dannosi alla credibilità della banca centrale. E' possibile abbandonare la difesa del cambio in modo più graduale? Pensa che l'abbandono abbia più a che fare con il QE in arrivo o con il costo per la Bcs (FT parlava di circa 80% del GDP svizzero in titoli esteri)? La ringrazio.
    • Tommaso Monacelli Rispondi
      Ha a che fare con entrambi gli aspetti, che però non sono diversi. Il QE della Bce avrebbe messo ancora più sotto pressione la Bns, inducendola ad una espansione maggiore della quota di asset esteri nel proprio bilancio, e quindi esponendola a un rischio di mercato crescente
  7. manuel Rispondi
    Non mi é molto chiaro il punto dove parla dell' impossibilità di difendere la parità.