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  1. MS Rispondi
    Ma perché non ti chiedi, Guido, quali sono gli incentivi a spendere per interventi sotto le soglie che consentono di non usare le normative comunitarie? E se quegli incentivi permangono. Qualcuno se l'è chiesto, ed infatti non lavora più in Italia. L'UVER presenta un po' sempre le stesse elaborazioni....E molti elaborano i dati solo in modo da presentare una informazione neutra per non "disturbare il manovratore" (o per fare interessi poco chiari). In Italia non c'è alcuna valutazione della spesa pubblica infrastrutturale (tolte rarissime eccezioni), perché vige un rigido sistema di censura ed espulsione di chiunque ci provi....Poi c'è tanta retorica: tanti che parlano di corruzione, e pochi (per fortuna ci sono quei pochi) che la perseguono con serietà. E non c'è solo la corruzione (a fine corsa), a distrarre risorse. La politica è spesso oscura, gioca nell'ombra, manipola l'informazione per fare interessi più o meno buoni. Condivido che molte grandi opre opere possono avere serissimi problemi, ma come si controllano le tante piccole, tanto più se abilmente frammentate? Basta farsi delle belle passeggiate in alcune regioni. e leggere con molta attenzione i cartelli.. I porti turistici incompleti e inutili...ecc. ecc. Ma i dati ci sono ... il punto è che alcuni non hanno interessi ad usarli (se non per fare un po' di propaganda, o tirare l'acqua al proprio mulino). Niente autonomia di giudizio, niente valutazione, e 14 anni (perché questo è) di un'Italia che affonda..
  2. Paolo Quattrone Rispondi
    ottimo articolo. Il governo britannico ha lanciato la Major Project Leadership Academy MPLA, (in collaborazione con Oxford) per formare una classe di dirigenti che sappiano gestire (non eliminare, il che e' impossibile) la complessità. Devo dire che l'esperienza 9anche dal mio punto di vista di docente) e' entusiasmante anche perché i civil servants sono di ottimo livello e non dubito che eccellenze simili esistano anche in Italia ma debbano solo essere messe a sistema. La MPLA lo fa.