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  1. Aldo Rispondi
    E' inutile la pressione fiscale è aumentata pure con Il nuovo regime dei minimi: con l’imposta al 15% non conviene più, inoltre l'aumento contributi inps si è finito per uccidere i semi o i germogli di eventuali nuove imprenditorie, ma tanto questo vale pure per le imprese più anziane così espatriare è la soluzione migliore In un paese dove si uccide sul nascere non c'è speranza ma illusioni per i più incantati!!!
  2. marcello Rispondi
    Come si può verificare dalla lettura della relazione della RG la spesa pubblica nel 2014 è di 780 milirdi di questi 90 sono diinteressi sul debito e 221 di rimborso prestiti, cioè 311 miliardi. Le spese in conto capitale sono di 58 milairdi e si arriva così a 370 milairdi, La speaa corrente aggredibile è di 410milairdi di questi circa 300 miliardi sono trasferimenti all'INPS, trasferimenti agli enti locali e spese per il personale. rimangono 110 miliardi che servono a finazare tutto il resto dalle missioni all'estero all'Università. Si può sicuaramente tagliare sul costo del personale a cominciare dagli incentivi e bonus dei dirigenti pubblici, che non hanno eguali nel mondo, e che sono vere e proprie regalie posizionali altro che incentivi per prevenire l'azzardo morale, ma da qui a fondare una manovra di risanamento sui tagli della spesa corrente ce ne corre, anche con tagli del 10% si avrebbe una manciata di miliardi insufficenti per una qualunque inversione del trend in presenza di aspettative deflattive. Non vedo alternative a una massiccia spesa pubblica per investimenti e a una patrimoniale sulla ricchezza, comunque composta e ovunque detenuta, oltre il milione di euro.
  3. Massimo Bertarelli Rispondi
    Complimenti per la chiarezza dell'articolo. Il tema della riduzione della spesa pubblica deve essere la priorità assoluta. I denari pubblici vengono spesi senza ordine, etica nè equità da troppi anni. Credo che nessun governo democraticamente eletto in Italia possa essere in grado di affrontare tale tema in maniera efficace ed efficiente. Pertanto mi auguro che la Troika arrivi al più presto.
  4. Piero Rispondi
    Legge di stabilità ridicola. Come rileva il Prof Daveri, abbiamo minori spese, aumentano le spese correnti, diminuiscono quelle in conto capitale e gli interessi, contestualmente aumentano le entrate tributarie. Questa è una legge per campare al governo, sperando in tempi migliori. A mio avviso Renzi dovrebbe fare subito due cose: - una vera legge di stabilità 2, ossia ridurre la spesa pubblica del 10% in due anni, abbiamo 40 mld annui, contemporaneamente si devono eliminare l'Irap e ridurre le imposte si lavoratori. - a livello europeo deve fare un richiamo ufficiale alla Bce, come riferito da Draghi e' in una situazione di illegalità, fare subito un vero QE e non uno zoppo, come si accingono a farlo; penso che gli screzi tra Draghi e la Bundsbank siano finti, alla fine Draghi pur avendo la maggioranza non sta facendo nulla. - per rilanciare il credito alke imprese occorre a livello interno un poderoso intervento dello stato con il fondo centrale di garanzia. Non riesco a vedere un'altra soluzione, avremo un 2015 ancora peggiore, con la riforma del lavoro, appena pubblicati i decreti delegati vi saranno licenziamenti di massa da parte delle grandi aziende, vi dovrà essere l'intervento dello stato, che non è stato previsto nella legge di stabilità. Alla fine a questa legge si dovrebbe cambiare nome legge di instabilità.
  5. Maurizio Rispondi
    Volevo fare una breve sottolineatura delle perplessità dell'autore circa le prospettive di crescita degli anni a venire: 1,2% 2,6% addirittura 3,1% mi sembrano numeri a caso buttati li per far quadrare i conti. Da dove dovrebbe venire questa crescita non è dato capire, dalla rinnovata efficenza della PA? dall'assunzione di prof senza concorso? dal'aumento esponenziale dell'emigrazione o dalla chiusura continua di imprese in tutti i settori? o dal continuo calo dei prezzi? Dato che ogni anno c'é una piccola manovra correttiva prepariamoci che a settembre (se non a giugno!) ci sarà un ulteriore giro di vite sulla pressione fiscale. Dobbiamo sempre sperare che i tassi restino bassi perché è chiaro che un leggero rialzo dello spread accompagnato ad una mancata crescita renderebbe difficoltoso il mantenimento della Stabilità dei conti pubblici
  6. Mario Cancellieri Rispondi
    è una nota chiara, la legge di stabilità sembra aumentare la spesa pubblica 2015 più per motivi elettorali, di breve respiro che per visioni scelte lungimiranti, considerando l'attuale momento di prezzi al ribasso cercare di ridurre il rapporto debito pubblico PIL mi sembra sia una priorità ineludibile improcrastinabile per la classe politica
  7. Guest.1 Rispondi
    ''la legge non porta a una netta riduzione di imposte, ma solo a una riallocazione del carico fiscale tra lavoro e risparmio (e imposte indirette che potrebbero aumentare a seguito delle clausole di salvaguardia del 2016 e 2017). La mancata riduzione delle imposte ha una sola causa: l’assenza di un taglio più incisivo della spesa pubblica, senza il quale le imposte sono destinate a rimanere dove sono anche negli anni a venire.''. nihil novi sub sole. Come potrebbe essere diversamente? Questa non e' matematica. Non e' economica. Sempre e solo 'Manuale CENCELLI'. Nonostante i Pasolini, Montanelli (e prima i Prezzolini). Struttura di costi neofeudale (Fara, Eurispes 2007; siamo in vena di citazioni, per scolpire il concetto: nihil novi sub sole). Serve un cambio radicale di paradigma. Che nessuno fara', o vorra', confidando nell'impunita' e nella consueta compravendita di voti/azzardi morali. Spiace per i toni, ringrazio il Prof. Daveri, ma, again, niente di nuovo da decenni. Ergo...
  8. Elena Pizzo Rispondi
    Segnalo che la relazione tecnico-illustrativa della Ragioneria generale dello Stato cui rinvia attraverso apposito link l'articolo è quella della legge di stabilitá 2014
    • francesco daveri Rispondi
      Grazie della segnalazione ora correggiamo
  9. Rainbow Rispondi
    Analisi della legge di stabilita'obiettiva, ineccepibile,perfetta,direi scientifica,complimenti! Peccato che in nessuno dei talk show politici la manovra di bilancio venga spiegata ed analizzata in questo modo! Questa spiegazione del prof. Daveri potrebbe essere presa come modello didattico x spiegare,ai cittadini volenterosi di informarsi ( non lo farebbe quasi nessuno,perche'e'complicato e manca la volonta'di imparare!)come funziona la comunicazione politica: ciascuno estrapola i dati di bilancio secondo la convenienza personale x avallare faziosamente la propria tesi! Gli oppositori -esempio un esponente del movimento 5 stelle,una Giorgia Meloni,un Salvini- direbbero che le tasse non calano citando unicamente il volume complessivo delle entrate che rimane invariato,e il dato sul deficit sotto al 3% per veicolare l'idea che la manovra non e'espansiva ( omettendo di citare il dato sul tendenziale,che in assenza di manovra, sarebbe al 2,2 del pil invece che al 2,6% del Pil!). Un esponente del governo citerebbe il volume assoluto della spesa in aumento x avallare l'idea della manovra espansiva ( tecnicamente lo e'rispetto al tendenziale!), e il dato sul deficit al 2,6%- che rimane sotto il 3, ma aumenta rispetto al 2,2 del tendenziale! Tutti hanno un po'ragione e un po'torto,e'tutta questione di interpretazione e di numeri ( ognuno citerebbe quelli che gli convengono!),"di comunicazione", appunto! Tutti utilizzano ( non solo Renzi!) a piene mani comunicazione e retorica!
  10. bob Rispondi
    "....La spending review non ha tagliato la spesa in misura sufficiente." Professore la ritengo troppo seria e competente per sostenere una affermazione del genere. Nessuno in questo Paese può tagliare la spesa pubblica come in tanti "proclami" si grida. Lei sarebbe capace? Sa cosa vuol dire eliminare spesa in un Paese che ha oltre 10 livelli di potere ( Stato, Regioni, Provincie, Comuni, circoscrizioni,comunità montane, enti vari di bonifica, magistrati delle acque etc etc) vuol dire mettere alla fame non meno di 10 milione di persone. Lei crede che sia possibile?
  11. Roberto Rispondi
    Complimenti per l'ottimo articolo che spiega in modo semplice le variazioni dei conti pubblici in base all'ultima legge di stabilità. In pratica il governo sta sfruttando quel margine che ci separa dal 3% di deficit/pil, cercando di fare misure minimamente espansive nella speranza che le previsioni di crescita odierne vengano rispettare altrimenti si rischia l'ennesima manovra correttiva. In questo modo però non si riuscirà a ridurre il deficit strutturale secondo i parametri europei ne tanto meno ridurre il debito pubblico. Le previsioni oltremodo ottimistiche per il 2016 e 2017 non le prenderei seriamente in considerazione visti i tanti errori che sono stati commessi in questi ultimi anni. Concordo nel considerare la riduzione della spesa pubblica la vera sfida per la politica italiana e l'unica possibilità per lanciare politiche realmente espansive. Su questo aspetto la spesa pensionistica è uno dei temi cardine quindi spero che il nuovo presidente dell'Inps e ideatore de lavoce.info, Tito Boeri, riesca a mettere in pratica le tante teorie espresse proprio su questo sito.
  12. Enrico Rispondi
    Ottimo articolo, chiaro anche per chi non è "del mestiere". In definitiva si torna sempre al punto di partenza: taglio della spesa (e quindi, sempre e comunque, del bacino elettorale....). E' anche preoccupante che non si parli piu di spending-review: dove sono i documenti partoriti da Cottarelli? Infine la domanda delle domande: quanto può durare?