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  1. Anninavip Rispondi
    Credo che il problema del lavoro abbia generato nei giovani molta sfiducia rispetto alla gestione politica del Paese e sia una delle cause principali dell'astensionismo
  2. Leon Rispondi
    Articolo ineccepibile. Solo una domanda : cosa vuol dire realmente la famosa frase "cercare attivamente lavoro" ? Perché se io mando un curriculum via email viene considerato o no "ricerca attiva" ? Se si , come si fa a sapere che io ho realmente mandato quel CV? Ciò mi fa dedurre che la ricerca attiva è quantificabile solo da quelli che vanno a perdere una giornata a fare la fila inutilmente al CPI più vicino...e quelli che non vanno non è che "non cercano", solo ritengono inutile ( e a ragione) andare al CPI.. Poi altra cosa : siamo i più precari d'Europa e , allo stesso tempo, senza welfare ( manca il reddito minimo, i minijob tedeschi defiscalizzati e altri benefit per i disoccupati che ci sono in tutta Europa. Ricordo che il disoccupato italiano è alla mercé del mercato , se il mercato non lo accetta, lo Stato lo abbandona e lascia morire). Giusto quello che dice l'autore , altroché la ex ministro Fornero ( che ha però sistemato bene la figlia) , qualcuno dovrebbe spiegare a certa gente e ai politici che , per esempio, se un tizio non accetta un lavoro in nero in un'altra città , rimettendoci anche soldi a fine mese, non è choosy. Come dice l'autore, gli italiani non sono affatto choosy. Ma certuni ci vogliono fare credere ( e con molti ci riescono) che se non ti fai sfruttare ( che è diverso dal "fare la gavetta") allora "non vuoi lavorare". Chi può , emigri. Chi non può in questo momento, faccia un piano per emigrare il più presto possibile. Non c'è futuro in Italia.
  3. Kristian Rispondi
    sarebbe interessante vedere il trend a partire dalle Riforme-TREU, il numero di nati post-riforme è maggiore nel 2014 rispetto al 2007, penso vi sia una relazione. A questo si aggiunge che tutti gli annunci (del grafico) e le riforme del lavoro, nel periodo 2007 si sono occupate della modifica dei rapporti contrattuali (cioè dei lavoratori) e non di politiche industriali (cioè del lavoro).
  4. Alfonso Salemi Rispondi
    Immaginiamo che tutte le persone che devono andare in pensione passino a tempo parziale. Il 50% della retribuzione viene pagata dall'azienda ed il 50% anticipata dall'INPS. Il lavoratore non perde neppure un euro durante l'ultimo anno anche se la retribuzione pensionabile viene intaccata di una piccola quota. L'azienda o l'ente datore di lavoro potrebbe assumere una persona disoccupata (senza porre limiti di età). Le posizioni lavorative che non possono essere dimezzate (es. dirigenti) potrebbero versare la metà della retribuzione in un fondo che servirà a retribuire i disoccupati purché lavorino, anche in soprannumero, in aziende o enti adatti al loro livello di istruzione. In questo modo non verrebbero dimenticate le nozioni e le esperienze acquisite. Nel caso che il posto occupato non fosse più disponibile si passerebbe ad occupare un'altra posizione di un pensionando. I sindacati potrebbero gestire questa attività di collocazione del personale utilizzando personale qualificato. Ogni anno vanno in pensione almeno 300000 - 400000 persone.......... Perché non è possibile ragionare su questa proposta (che ho già fatto varie volte da 15 anni a questa parte alla segreteria del mio partito) ? Cordiali saluti
  5. Michele Rispondi
    Se riesce a far peggiorare questo dato (elevatissimo) vuol dire che la "riforma" è ancora peggio di quanto ormai ritenga. Un conto è salire dal 20 al 40 per cento, un conto è dal 45 al 65.. Ma dopo l'episodio dell'istat di qualche giorno fa, non mi stupirei se venisse "comprato" o "chiuso" lo stesso istituto.
  6. pier luigi tossani Rispondi
    al di là delle promesse impossibili, quando tutto è stato provato e si è dimostrato fallimentare, l'unica soluzione per il lavoro per i giovani è la "società partecipativa":
    • Piero Rispondi
      Purtroppo sono vere cose che tra loro sembrano contraddittorie.. 1) io sono prof nelle scuole superiori: Tutti all'interno sanno perfettamente che se si dovessero dare i "veri" voti il 50% sarebbe bocciato, così tutti in tutta l'Italia alziamo i voti ipocritamente e le statistiche ed i telegiornali si beano delle nostre performance... 2) quelli che han dato del choosy.. in un caso son tutti e tre albergati marito/moglie/prole nella stessa università per puro merito.. nell'altro caso si tratta di noto figlio di noto alto burocrate diventato junior viceministro.. 3) una nota ministra dell'istruzione, molto esperta i neutrini e forse pure in neuroni, propugnava il merito.. ma lei se ne andò dal nord alla Calabria a prendersi il suo bel meritato pezzo di carta... la Somma dei punti 1+2+3 (tutti contemporaneamente veri) ci dice che la cultura familistico/clientelare/ipocrita di Massa di questo paese ha contribuito a tracciare un declino inevitabile di cui questi anni son solo l'inizio..