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  1. Daniele Ranieri Rispondi
    dispiace leggere un articolo così superficiale nei giudizi è sbagliato persino nei dati. Il D.Lgs 81 ha 306 artt. e XIII titoli di cui però solo un paio con tematiche generali in particolare il I composto di appena 61 art. Troppi? Stiamo parlando di un testo atteso da tempo che raccoglie una legislazione dal dopoguerra a oggi. Non tale da essere portato a giustificazione di "percezioni di normative burocratiche indigeste". Se questo c'è, e purtroppo c'è, non dipende dalle norme ispirate a una larga partecipazione che le adatti alle concrete situazioni aziendali, ma a culture imprenditoriali arretrate ferme a prima del 1945 (Mayo), alla Total Quality e ai nuovi orientamenti postmoderni organizzativi e di benessere lavorativo . E il numero degli infortuni e' l'apice di tale arretratezza.
    • Francesco Bacchini Rispondi
      Mi dispiace contraddirLa, ma il d.lgs. n. 81/2008 è stato ampliato ad opera del d.lgs. 19 febbraio 2014, n. 19, con il quale è stata data attuazione alla direttiva 2010/32/UE; l'ampliamento riguarda il nuovo titolo X-bis dedicato alla "PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE OSPEDALIERO E SANITARIO", disciplinato dagli artt. 286bis-286septies: Tali articoli, ovviamente, si aggiungono a quelli originariamente presenti nel c.d. "Testo Unico", che, purtroppo, unico non è affatto. A chi segue saltuariamente le vicende della specifica materia, ovviamente, può sfuggire, così come il fatto che, non è tanto la disciplina generale di cui al titolo I (il recepimento della direttiva quadra 89/391/CEE) ha rappresentare il problema applicativo, bensì la enorme massa di regole tecniche o presunte tali, contenute nei restanti 13 titoli (11 sono i c,d, titoli tecnici) e nei 53 allegati, per non parlare della moltitudine di norme direttamente o indirettamente collegate e tutt'ora esterne e spesso non coordinate con il d.lgs. n. 81/2008. Che piaccia o meno, anche la sicurezza sul lavoro dovrà passare, necessariamente, per una profonda semplificazione! Senza che ciò debba significare una diminuzione delle tutele, anzi! FB
  2. rosario nicoletti Rispondi
    E' un argomento del quale si sente parlare raramente, se si escludono i piagnistei di rigore sull'alto numero (peraltro mai viste statistiche nelle quali vengono accostati paesi diversi) degli incidenti sul lavoro. La legislazione è sicuramente caotica ed inadeguata; è certamente parte dei tanti lacci e laccioli che paralizzano le nostre imprese.
  3. Marco Cosentino Rispondi
    Critica ampiamente condivisibile. Inoltre, la normativa è attualmente del tutto incentrata sulle aziende e non tiene conto in alcun modo delle peculiarità di altre situazioni, una per tutte l'università, con aule didattiche e laboratori di ricerca, per la quale le diverse norme devono essere declinate troppo spesso con forzature, ambiguità e distorsioni. In ogni caso, con un'impostazione essenzialmente buriocratica e "difensivista" e quasi mai pragmatica e volta al perseguimento di condizioni di reale sicurezza e salute.