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  1. Confucius Rispondi
    Tanti bei discorsi teorici, interessanti per i politologi e per i politici diretti interessati alla poltrona in Parlamento. Per il resto, rimane in vigore il "pilota automatico" di Draghi, per cui può vincere chiunque ma le politiche da seguire sono sempre le stesse, vedi legge di stabilità di Renzi, che ha cambiato verso, nella quale gli interventi espansivi vengono via via limati a dopo ogni commento da Bruxelles e finiranno per azzerarsi prima dell'approvazione del provvedimento. Può cambiare il cuoco, scelto secondo il metodo più elaborato ed arzigogolato, ma il menù rimane sempre lo stesso!
    • Henri Schmit Rispondi
      Hmmm! Magari pilota automatico! Vedo solo un pilotaggio assistito. Ciurma e capitano restano, e appena fuori porto si ricomincia, con inchini e altre cose fantasiose. Per evitare questi rischi, serve un equipaggio capace e responsabile, responsabile davanti all'unico giudice di ultima istanza in democrazia, non i soliti amici nominati dal capitan Uncino di turno. Serve quindi il controllo attraverso una legge elettorale seria, aperta, individuale e competitiva, quello che propone l'autore.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Perfettamente d'accordo con l'autore. Aggiungo che c'è una contraddizione logica fra il concetto di lista elettorale e le categorie partiti-colazioni che non devono entrare nella normativa elettorale. Molto dipenderebbe dalla dimensione delle circoscrizioni; si parlava di 120 collegi da 4 - 6 seggi. Manca il punto cruciale del voto di preferenza; purtroppo il M5*è l'unico attore politico a promuovere un sistema di liste aperte, di tipo svizzero, inferiore solo a quello finlandese con voto unico (si vota per un solo candidato e ipso facto per la sua lista, se ce l'ha). Peccato che la Corte Costituzionale non abbia voluto capire l'opportunità offertale con l'ultimo tentativo di referendum abrogativo, non ammettendo la reviviscenza (del Matarellum). Bastava dopo togliere la quota proporzionale, ridurre la camera a 450 deputati e avere il sistema proposto dall'autore (non quello di Rick, che riammette i vecchi vizi). Inutile discutere se gli stratagemmi manipolativi della 270/2005, dell'Italicum o dell neo-Italicum sono in grado di garantire la governabilità; maggioranze prestabilite non reggono nel tempo e sono anti-democratiche. Vedo solo due soluzioni: un sistema individuale, aperto e competitivo come l'uninominale a doppio turno e/o l'elezione diretta del capo dell'esecutivo/governo.
  3. Rick Rispondi
    L'uninominale a doppio turno con tre partiti / coalizioni forti non garantisce la governabilità. Potrebbe funzionare se associato in qualche modo ad un premio di maggioranza, del tipo: 75% dei voti tramite collegi uninominali a doppio turno. Il rimanente 25% così assegnato: 1) In modo proporzionale tra i partiti, a listino bloccato, se nessun partito raggiunge il 40% dei voti della Camera oppure, 2) quanto necessario per raggiungere il 55% dei parlamentari al primo partito e il rimanente diviso in modo proporzionale tra i rimanenti partiti. Tornando all'Italicum, il premio al partito è pericoloso nell'attuale contesto italiano perché potrebbe paradossalmente favorire il partito più estremistico, se questo riuscisse ad arrivare al ballottaggio. Purtroppo gli italiani non hanno la maturità dei francesi che, nel 2004, votarono Chirac all'80% pur di evitare un fascista all'Eliseo