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  1. Carmelo Catalano Rispondi
    Articolo fin troppo ecumenico. Quanto emerso dall'AQR (Asset quality review) pone un problema di ben altro rilievo rispetto alla struttura dell'esercizio della BCE e dei criteri di Basilea. I 4,8 miliardi di svalutazione dell'attivo di MPS, riferiti al bilancio al 31.12.2013, sono un'enormità. E pongono più di un interrogativo sull'attendibilità del bilancio di MPS ma, soprattutto, sull'affidabilità dell'operato della Vigilanza esercitata dalla Banca d'Italia.
  2. marcello Rispondi
    faccio Notare che Deixa è una delle banche di sistema, ovvero TBTF e che è stata bocciata. Anche AXA (Francia) è stata bocciata. Quindi se Atene piange,, Sparta non ride. Circa la validità dei test basati sugli scenari, ci sarebbe da riempire pagine e pagine, pure esercizi di statica comparata, inutili e dannosi. Il problema della sottocapitalizzazione delle banche è storico e vorrei ricordare che la ponderazione della rischiosità dell'attivo, più che arbitraria, cancella quella che è la realtà dei fatti: le banche tedesche e francesi hanno livelli di leva da far tremare i polsi (tra 30 e 40) a cui le banche italaine non sono mai giunte. Il problema è molto più generale e riguarda la scellerata scelta di adotatre il modello della Banca Universale, che storicamente e ciclicamente ha solo prodotto disastri come anche il nostro paese ha sperimentato tanto da promulgare le famose leggi bancarie. ma si sa il tempo cancella al memoria e tutti si sono piegati alle richieste tedesche abbondonando non solo il doppio circuito, ma anche l'idea del gruppo polifunzionale. Qual è la sorpresa?
  3. Marcello Esposito Rispondi
    Per capire cosa è accaduto e cosa accadrà con la consegna delle chiavi del sistema bancario italiano a Francoforte, basta leggere l'intervista di Repubblica oggi ad Angeloni. "Nel codice genetico del supervisore europeo c’è l’obiettivo di rimuovere il circolo vizioso tra banche e debito sovrano …oggi sappiamo che i titoli di Stato non sono più senza rischio… mi aspetterei che durante il 2015 … anche in Europa ci sia consapevolezza crescente di questa realtà". Messaggio ricevuto. Forte e chiaro.
    • overthecounter Rispondi
      Bene, allora basta che la BCE garantisca con certezza i debiti pubblici nazionali come prestatore di ultima istanza. Se non lo fa allora vuol dire che per noi restare ancora in questo sistema non è un buon affare.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Il prestatore di ultima istanza è altra cosa, ovvero non garantisce i debiti di uno Stato bensì il sistema finanziario allorquando si dovesse trovare in crisi di liquidità (e non in condizione di insolvenza).
  4. Gabriella Chiesa Rispondi
    le banche italiane detengono titoli del debito pubblico italiano (sono "investors of last resort), questo crea qualche problemino nello stress test -- problemini che altri non hanno (come, Germania, Austria,.Francia,... -- ve lo ricordate il Sarko trade) .