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  1. Confucius Rispondi
    L'Unione Europea era, nel sogno dei fondatori, una unione di popoli che si erano combattuti ferocemente per secoli per cooperare alla costruzione di un futuro di pace e di benessere. Queste diatribe su tecnicismi che portano a differenze di risultati tra lo 0,0 e lo 0,2 % mi sembrano discussioni tra "ragiunatt" (come si dice a Milano), privi di qualsiasi respiro. E non per niente la UE di oggi, dove i "ragiunatt" la fanno da padroni, è una accozzaglia di paesi che si sgambettano a vicenda per ottenere un vantaggio individuale a breve termine, senza alcun progetto per il futuro, in balia dei Mercati. Lasciamo un po' perdere la ragioneria e torniamo alla sana "politica", se c'è ancora qualcuno in grado di proporla! Quanto ai debiti pubblici, qualcuno è veramente convinto che verranno mai rimborsati? C'è qualche esempio storico di uno stato che abbia effettivamente rimborsato al suo valore reale (e non in carta straccia) quanto chiesto a prestito alle banche od al mercato? Qualcuno è veramente convinto che l'Italia sarà in grado di rimborsare tre milioni di miliardi di vecchie Lire (cioè 1500 miliardi di Euro o tre fantastiliardi di Paperone) per raggiungere il mitico indebitamento del 60% del PIL?
    • Di Fabrizio Aldo Rispondi
      Io non concordo con la manovra del governo ma con l'opinione del Prof. Piga: il governo pur tagliando le tasse attua una manovra regressiva. Sta riducendo sia le tasse, sia la spesa ma il moltiplicatore della spesa ha effetti maggiori del moltiplicatore delle tasse. A causa della mancata crescita le entrate diminuiscono e cio' è dovuto alla mancanza di investimenti. Sono meglio le proposte di Alesina e Giavazzi.
  2. antonio petrina Rispondi
    Le regole non sono "stupide" :semmai è la loro applicazione che ingenera complicazioni specie per la nuova contabilità UE (SEC2010) e pertanto come dar torto al ministro dell'economia di prender tempo sulla corretta ed intelligente applicazione delle regole europee?
  3. Roberto Rispondi
    Concordo pienamente con questo articolo. Il punto focale per i conti italiani è proprio il deficit strutturale e la sua struttura di calcolo alquanto complessa che può produrre diversi risultati e diverse interpretazioni. Questa è l'unica flessibilità che può chiedere l'Italia alla commissione UE, il rispetto del 3% del deficit nominale invece è d'obbligo per via dell'elevato debito pubblico. Non bisogna però dimenticare che l'Italia deve ridurre il debito pubblico, questo significa che se ci viene concessa oggi della flessibilità è per fare delle riforme strutturali altrimenti nei prossimi anni saremo ancora al punto di partenza chiedendo nuovamente flessibilità per il mancato rispetto della regola sul rientro del debito. Concordo anche sul fatto che delle regole sui bilanci ci devono essere, altrimenti gli stati sfrutterebbero al massimo l'azzardo morale, semmai queste vanno riviste sulla base della crisi che c'è stata e semplificate riducendo al minimo le possibili interpretazioni.