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  1. Francesco Rispondi
    Complimenti per la lucidissima analisi dei tempi. Sono un dipendente pubblico e, ad ogni governo, mi ritrovo nuovi dirigenti ex art. 16, co.6, del dlgs 165/01 che hanno come unico interesse portarsi a cara pezzi dello Stato.
  2. Ryvert Rispondi
    Questo articolo mi ha davvero letto nel pensiero! Condivido ogni sillaba. Mi permetto di aggiungere una considerazione: i dirigenti "cooptati" saranno sì a tempo determinato, ma facilmente trasformabili in dirigenti a tempo indeterminato mediante concorsi ad personam, che vinceranno senza difficoltà, anche grazie al punteggio accumulato negli anni dell'incarico. Io sono un funzionario e per ben 2 volte mi sono classificato 2° in concorsi da dirigente. In entrambi i casi, il vincitore era un dirigente a tempo determinato giunto a fine incarico, il quale, benche avesse ottenuto un punteggio inferiore al mio nelle prove, mi batteva grazie al punteggio per titoli. Gli anni di servizio effettuati come dirigente, infatti, gli davano in punteggio per titoli altissimo, inarrivabile per gli altri candidati che non avevano avuto la fortuna di avere un "padrino" che li gratificasse di un incarico dirigenziale. Una lotta impari. La riforma, anziché rimediare a questa piaga, non farà che accentuarla, calpestando ancor più il già moribondo principio di imparzialità della pubblica amministrazione.
  3. rob Rispondi
    ...il male parte da lontano molto lontano: anni '70! La ricorda questa data Oliviero? Non credo serve dire altro..
  4. Aldo Rispondi
    No non è <> è il caso di un ennesimo scandalo ed anche qui le pari oppurtunità vanno a farsi friggere!!!