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  1. giovanni Rispondi
    Mi sono laureato 32 anni fa in Ingegneria, terzo del mio corso, a 25 anni; non c'era alcuna selezione in ingresso, ma c'era quella vera del corso di laurea; qui vengono proposte soluzioni più o meno fantasiose, ma prive di realtà; l' unica cosa che è cambiata rispetto a quasi 40 anni fa è la fame degli studenti figli del popolo ed ovviamente la forbice sociale dei figli dei ricchi ( scemi )
  2. Enrico Motta Rispondi
    Ho fatto il medico per quarant'anni, dopo la laurea. Il sistema attuale non sarà perfetto ma mi sembra meglio di quelli che sono proposti in alternativa. Quello tipo Francia di far fare un anno e poi scegliere, come spiega l'articolo, è da evitare assolutamente.
  3. sergio firpo Rispondi
    La proposta sull'accesso a medicina mette in rilievo alcune situazioni positive:1)lo studente sceglie il suo percorso formativo,2)lo impegna ad ottenere i migliori risultati lungo tutto il corso degli studi,3)non potrà trovare giustificazioni nel dire che la scuola lo annoia,4)lo mette a confronto diretto con gli altri studenti.Certo, il merito è più esasperato che non nel sistema attuale ma almeno la preparazione è più coerente con gli accessi alla facoltà,e meno occasionale saranno i risultati.Tra l'altro il titolo di maturità in ragione della preparazione di base diventerà più facilmente spendibile sul mercato del lavoro.Ma si sa nel nostro Paese le cose più chiare e lineari sono di difficile realizzazione.Resta il problema della valutazione relativa agli accessi e nei singoli corsi di studio inferiori.Ma se si è fatto in altri paesi (esempio GB)non si vede perchè non si possa fare anche da noi.Meno ideologia e più positivsmo nella Scuola renderebbe anche più efficiente il sistema didattico complessivo.
    • paolo forin Rispondi
      L aproposta dell'autore è, mi pare, esattamente quell agià in vigore da anni qui in Italia per Ingegneria. Credo che se funziona pe run ingegnere non possa essere da meno per um medico...
  4. Nicola Zuccherini Rispondi
    Scusate, cari professori, ma che senso ha spostare le catene di montaggio degli esamifici e la connessa burocrazia su e giù per la carriera scolastica degli studenti? Per risolvere questi problemi, come sapete benissimo, si deve farla finita con 1) il valore legale del titolo di studio e di conseguenza 2) gli esami finali in qualsiasi forma 3) il numero chiuso all'università: invece di selezionarli in base a astratti requisiti d'ingresso, selezionateli in base ai risultati che hanno dentro il percorso universitario!
    • Amegighi Rispondi
      Concordo pienamente con Lei. Le premesse dell'articolo sono sicuramente reali. Solo persone prive di intelletto (e dubito che il Ministro lo sia) non possono pensare all'assoluta impossibilità di poter fare una reale e seria didattica in un primo anno di Medicina aperto a tutti. Siamo abituati a "ricevere sulla testa" decisioni che si scontrano con la realtà, ma questa sarebbe proprio un suicidio vero e proprio, oltre ad aprire in pieno una (giusta) protesta di chi dovrebbe IMPARARE in un anno frequentando (perchè dimenticate che la frequenza a Medicina è OBBLIGATORIA) aule strapiene e seguendo lezioni raffazzonate nella confusione. Concordo pienamente con l'idea degli autori dell'articolo di considerare gli anni delle scuole superiori e sulla possibilità di fare un esame ripetibile per ottenere la qualifica ad iscriversi a Medicina nell'Università X. Ma con questo si ritorna SEMPRE ALL'ETERNO PROBLEMA: IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO. In USA e UK semplicemente NON C'E'. Voi confondete la Licensure in Medicina, cioè l'esame di Stato, cioè l'Abilitazione con la Professione Medica con la Laurea che NON DA' alcuna abilitazione. Se non esistesse più il valore legale del titolo di studio, allora ciascuna Università potrebbe scegliere la strategia migliore per fornire la sua Didattica (non solo in Medicina) e il valore della sua Didattica sarebbe probabilmente rispecchiato in migliore misura nella preparazione dei laureati e nell'inserimento al lavoro di questi.
  5. Giacomo Guido Rispondi
    Inutile pensarci tanto, l'attuale modalità sarà sempre la migliore tra quelle possibili. Viene spesso sottovalutata la sua importanza, ma vertere anche su logica e cultura generale, oltre alle materia portanti della facoltà, assicura un tipo di studenti che hanno statisticamente più possibilità di altri di sopperire al carico di studio che il corso di laurea ti impone. Bando alle ciance e ai ricorsi!
    • Ivano Mosconi Rispondi
      Penso anch'io che il sistema dei test, pur non perfetto, ma comunque perfettibile, non abbia alternative. L'errore dell'ultima edizione è stato di proporlo in concomitanza con la preparazione agli esami di maturità. Negli altri anni gli studenti motivati si preparavano e nella maggior parte dei casi lo superavano, chi avrebbe voluto intraprendere questi studi tanto per provare veniva scoraggiato prima di perdere tempo e denaro. Una convincente disamina dei vantaggi del test si può trovare sul sito Alpha test.it/test di ammissione. Oltre ai difetti esposti dal Prof. Ichino, la proposta del ministro lascia perplessi sulla correttezza della selezione in una facoltà non impermeabile a nepotismi e favoritismi.
  6. giuseppe campagnoli Rispondi
    Uno studente diplomato con 100 su 100 alla maturità in una scuola molto rigorosa, riesce ad accedere fortunosamente, dopo una selezione che è apparsa aleatoria, approssimativa e forse iniqua ,ad una scuola universitaria speciale di chiara fama. Fa il suo corso regolare in un clima di esasperata competizione tra colleghi non tutti alla pari per capacità e merito come vorrebbe la nostra costituzione e non tutti onesti dal punto di vista dell’accesso alle agevolazioni nei servizi universitari come vorrebbe la morale e la legge. Il nostro studente ottiene in genere voti medio-alti e prende la sua laurea triennale con il massimo dei voti dopo studi costanti e faticosi da fuori sede con un costo familiare rilevante e fondato sul sacrificio. Si iscrive alle prove di ammissione per accedere alla Laurea Specialistica presso la medesima scuola che ha frequentato con capacità e merito. Studia tutta l’estate per superare delle prove fondate su prestazioni sulle quali nessuno,per inciso, lo ha preparato nei suoi studi precedenti.Il candidato viene ritenuto idoneo solo in due delle tre materie scelte, ma non in quella che avrebbe dovuto, insieme alla prima, caratterizzare la sua professione e dove aveva avuto profitti superiori ai 28/30 di media. Dov’è l’equità? E la didattica? Dove la attendibile valutazione? Gli stessi docenti si sono smentiti platealmente? Lo stesso studente nel frattempo è stato ammesso con il solo dossier studiorum in due prestigiose analoghe scuole all'estero!!