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  1. rosario franza Rispondi
    L'Istat definisce la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, quindi con la CIGS una famiglia di due persone si avvicina alla povertà relativa! C'è chi sta peggio! Sempre l’Istat pubblica i dati sulla diffusione della povertà: un italiano su dieci vive in povertà assoluta. Il 10% della popolazione ! Acli e Caritas propongono di siglare un Patto Aperto contro la Povertà . Si vuole promuovere l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale nel nostro paese. Con il Reis ogni famiglia riceve mensilmente una somma pari alla differenza tra il proprio reddito e la soglia Istat della povertà assoluta e nessuna famiglia deve essere più priva delle risorse necessarie a raggiungere un livello di vita “minimamente accettabile”. La proposta è quella di introdurre gradualmente Il Reddito d’Inclusione Sociale, in quattro annualità. L’utenza viene ampliata annualmente e così il quarto – e ultimo – anno, il Reis è rivolto a tutte le famiglie in povertà assoluta. Il costo a regime è stato calcolato in 6,06 miliardi di euro . Durante la transizione, le prestazioni contro la povertà assoluta già esistenti vengono progressivamente abolite. La proposta del Reddito d’Inclusione Sociale è visibile al seguente indirizzo : http://www.redditoinclusione.it/ E' possibile che un partito di sinistra riformista, come è il PD, si concentri su una misura che riguarda 6.020.000 poveri ?Su questo obbiettivo sono anche disposto ad accettare una riduzione della mia pensione !
  2. Marco Di Marco Rispondi
    giusta l'idea di flessibilizzare l'importo per consentire spazi di manovra al governo, ma perché moltiplicare solo per un parametro alfa la linea di povertà? così si lasciano i beneficiari più poveri al di sotto di tale linea e si introduce uno scalino (aliquota mg > 100%) già al di sotto della linea di povertà (trappola della povertà pesante)... più articolata la proposta "classica", illustrata e stimata nell'ultimo Rapporto Annuale dell'Istat (cap. 5), sulla base della formula a*P - b*Y, con: 0<a<2 ; 0<=b<1
  3. Claudio Rispondi
    Mi domando cosa si aspetta a tagliare tutti i PRIVILEGI (voi della voce ne sapete qualcosa) e ricalcolare tutte le pensioni con il metodo contributivo (oggi in vigore per tutti) inserendo nella nostra beneamata costituzione il concetto che " IL DIRITTO ACQUISITO E' TALE FINCHE' NON LEDE IL DIRITTO COMUNE" se si continua ad avere tre diverse Italie si finisce come nel 1789 in un paese a noi molto vicino (per certi versi...forse sarebbe anche auspicabile) Grazie!
  4. Pier Luigi Tossani Rispondi
    Anche qui, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Per come lo Stato, e i capitalisti liberal-socialisti di mercato e di Stato, non solo keynesianamente ti impoveriscono il popolo con la "società dei consumi", ma anche lo prendono per i fondelli con l'assistenzialismo, pagato dal popolo stesso. Son convinto che gli oligarchi di Stato son lì che se la ridono tra di loro, scommettendo su quali altre angherie escogitare a carico del popolo, e fino a quando il popolo le sopporterà. D'altronde, tutto ciò è perfettamente logico. E' chiaro che l'unico strumento politico-antropologico che può far evolvere la presente miseranda condizione, e cioè la sussidiarietà, gli oligarchi capitalisti di mercato e di Stato, che di giorno litigano e la notte bagordano insieme, non lo daranno mai: se lo facessero, perderebbero il loro potere. Sta quindi al "popolo delle famiglie" di crescere in consapevolezza di questo bisogno. E, cammin facendo, rivendicare pacificamente il principio di sussidiarietà, e iniziare ad attuarlo... non c'è da scendere in piazza, né, men che meno, ricorrere alla forza, come qualche sventurato preconizzava... è solo una questione di auto-consapevolezza.