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  1. ROMANO Rispondi
    Dopo la lettura dell'articolo, vi dico che: a) le proiezioni sono assai interessanti, ma indicative, nella individuazioni di prossimità, b) nella traduzione italiana occorre considerare la notevole rigidità del campo professionale. Per il primo caso nel passato ho svolto delle sintesi per aree professionali così di può cogliere le prospettive di area (p.es. il sanitario negli Usa è un pò più ampio del caso italiano). Ricordo per l'area lombarda le ricerche sull'occupabilità universitaria svolte dal progetto Specula edite e curate dalla CCIAA di Milano. Il futuro è guardate avanti e nello specchietto retrovisore.
  2. Alberto Rispondi
    Quando ero al liceo con i miei compagni tutti avevamo dei progetti: chi come me voleva fare l'ingegnere, chi l'economista, chi lavorare nella ditta del padre. Solo due non sapevano che fare e si sono lasciati trasportare dalle situazioni con grosse difficolta' e problemi nel mantenere una famiglia. Voglio solo dire che: 1) ci sono professioni (e non servono studi, tutti le conosciamo bene) che ti faranno fare la fame oggi e fra 20 anni; 2) che per emergere serve lavoro, impegno e sacrificio dedicando la propria giovinezza a studiare e padroneggiare conoscenze che gli altri non hanno. Il resto sono sogni, specialmente oggi con la globalizzazione. Nel '73,all'uscita dalll'universita' (finita nei tempi esatti-le multinazionali non assumono chi ha perso piu' di un anno!), ero fluente in inglese e francese. Risultato: ho sempre lavorato in grossi gruppi americani, svizzeri e tedeschi (poi ho imparato anche il tedesco) e per 15 anni, quando ero gia' dirigente di vertice, ho dovuto respingere le offerte dei cacciatori di teste. Mia moglie ricorda bene che mentre ero all'universita' facevo 30 giorni di vacanza l'anno inclusi sabati, domeniche, feste, Natale, Pasqua e Capodanno e ci vedevamo due o tre ore a settimana. Ne e' valsa la pena? Per noi si, per altri forse no. Buona fortuna
  3. Sandra Rispondi
    Ho letto l'articolo. E devo unirmi ad altri commenti. Questo studio è basato su dati relativi alla situazione degli Stati Uniti d'America. Quindi è rivolto ai 15 enni americani ed alle loro famiglie insomma non serve a nulla a noi italiani/europei. A proposito consiglio la possibilità di fare una ricerca su quali corsi post - laurea fare oggi (quali sono quelli che tirano di più?) cosa richiede oggi il mercato del lavoro ... non tra 10 anni e negli Stati Uniti d'America ... che noi viviamo nella Repubblica Italiana ed in Europa non negli United States of America. Grazie.
  4. Andrea Rispondi
    Vorrei precisare che i complimenti NON sono ironici! Non era per criticare uno dei pochi siti di informazione interessanti! Semplicemente l'argomento lavoro (anche per chi lavora) sembra a volte tabù.
  5. Andrea Rispondi
    Lavoce.info è sempre un ottimo sito per studi e analisi. Sarà il contesto, però , ma molte di queste mi sembrano come puro stretching, o un allenamento prima di partire per la vera corsa. Un interessante articolo accademico.
  6. Antonio Carrano Rispondi
    Trovo questo tipo di articoli un puro esercizio accademico, lontani dalla realtà giacché riferiti ad una realtà non nostra. Cosa importa ad un giovane italiano ancor più alla sua famiglia quale sia la tendenza sui lavori più richiesti tra dieci anni negli Stati Uniti d'America, assolutamente nulla. Quello che interessa ad un giovane italiano e alla sua famiglia è quale saranno i lavori più richiesti in Italia e forse al massimo in Europa nei prossimi anni. Uno studio in tale direzione sicuramente rappresenterebbe un aiuto concreto sia per i giovani italiani sia per le loro famiglie.
  7. Giuseppe1947 Rispondi
    La frase che viene ripetuta da tutti ''la disoccupazione giovanile è al 45% '' è molto forzata ma fa effetto. Io la considero non veritiera perchè non si può considerare disoccupati i ragazzi di 16 anni che non hanno ancora un lavoro ( ma quale lavoro a 16 anni!! ? ) e non stando studiando. Dai 16 ai 18 è cmq un periodo transitorio dove molti soggetti non hanno ancora capito cosa fare e sopratutto i genitori degli stessi non sono stati in grado di dare stimoli appropriati ai propri figli ( io ad esempio sono tra questi). Va tenuto presente anche questo, quindi bisogna parlare anche dei genitori perchè è anche colpa loro (cioè nostra) se un soggetto naviga attorno ai 25 ai 30 anni e non ha ancora definito bene cosa fare, dove farlo e sopratutto quale impegno metterci. Riguardo all'indagine effettuata negli Stati Uniti penso che tale proiezione delle attività future si attendibile ( ma un buon boscaiolo troverà sempre lavoro). Insisto però sui genitori (dei quindicenni) verso i quali spingere affinchè nascono gli stimoli giusti nella loro prole.
  8. Michele Garulli Rispondi
    Ma seriamente si vorrebbe che un quindicenne (o la sua famiglia) orienti le sue scelte sulla base di simili proiezioni? E' uno scherzo? A parte che i growth rate vogliono dire poco: di psicologi industriali oggi ce ne sono 2, tra dieci anni saranno in 3 (+50%), ma non sara' facile per un ragazzino di oggi essere uno dei 3 fortunati... Ma soprattutto meglio un bravo boscaiolo entusiasta del suo lavoro, ultra competente, piuttosto che un esperto di sicurezza informatica svogliato e che guarda tutto il tempo dalla finestra sognando di essere nei boschi!!!
  9. alberto ferrari Rispondi
    Scusate ma a me pare che bisognerebbe ragionare in termini di valori assoluti e non di percentuali ( quanti posti attesi in più o in meno di una determinata professione rispetto ad altre) altrimenti è come dire che in alcuni paesi la vendita di macchine Ferrari è raddoppiata: se ne vendevano 2 e ora se ne vendono 4. E ciò rischia di creare false illusioni.
  10. umbedx Rispondi
    Venti anni fa, ( e siamo nell'ordine di grandezza dei tempi dell'articolo ) vendevo 1 disco da 1 GB a 48 milioni di lire : aveva le dimensioni di 50 cm x 25 cm x 70 cm. 1 TB di disco sarebbe costato 48 miliardi di lire e avrebbe occupato 93 metri cubi di spazio. Avessi dovuto progettare un sistema di trasporto dalla fabbrica al "mercato" , avrei pensato a vagoni ferroviari. Il mio disco da un TB l'ho pagato 70 euro e occupa 7 cm x 10 cm x 1,5 cm. Penso che tra 10 anni la lettura di queste previsioni ci farà sorridere parecchio... Cordialmente