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  1. giulio fedele Rispondi
    In realtà l’intervento del legislatore sarebbe utile, e anche auspicabile, solo se volto alla semplificazione del quadro normativo, non alla creazione di nuove norme da aggiungere alla babele già esistente, spesso addirittura illegittime come avvenuto colla riforma Polettti. La quale avrà come effetto solo nuovo contenzioso: infatti, il riformato contratto T.D, a-causale e rinnovabile più volte, non potrà sfuggire al vaglio dell’U.E -che già nel 2013 ha sottoposto l’Italia a procedura di infrazione per violazione della Dir. 1999/70/CE- e dei tribunali, atteso che, a norma di tale direttiva, il contratto T.D. deve essere giustificato da ‘condizioni oggettive’ (causa) e devono essere evitati abusi derivanti dal ricorso alla successione di contratti T.D. Sul piano della semplificazione, l’unico intervento legislativo veramente utile e necessario sarebbe il ritorno al sistema duale del rapporto di lavoro -autonomo o subordinato- eliminando gli ibridi (le forme di c.d. lavoro parasubordinato), meri escamotages elusivi inventati dalla bizantinesca fantasia dei nostri giuslavoristi che ha partorito oltre 45 forme di contratti di lavoro.Non esiste ‘in natura’ un tertium genus di lavoro che non sia né autonomo né subordinato, il lavoro o è l’uno o è l’altro.Tutti i problemi e le vertenze in materia di lavoro c.d. parasubordinato, nascono proprio di qui, perché si è finito per creare una selva mostruosa, difficile da penetrare anche per un avvocato, figuriamoci per un imprenditore!
  2. Bruno Perin Rispondi
    Operazioni che affrontino solo il lavo della forma di lavoro è inutile. Ciò sarebbe utile solo se ci trovassimo nella fase di crescita ma, purtroppo non siamo li. Siamo alla ricerca di una soluzione shock che crei lavoro ma tutti aspettano che i rischi se li prendano altri. Questa la mia proposta: - forti incentivi alle imprese che investono in innovazione - riduzione dell'orario aziendale che crei lavoro aggiuntivo con riduzione del costo contrattuale - recupero del differenziale salariale sulla base di aumento produttività nell'azienda - riduzione fiscale sul salario. - scala mobile nazionale legata all'aumento del PIL con parametri che misurino la crescita civile e sociale. Il sistema potrebbe essere adattato anche per accordi di settore o territoriali. In tali livelli scatterebbero incentivi alle imprese in proporzione alla distribuzione della ricchezza prodotta verso il territorio. Le banche sarebbero più garantite nel grado di restituzione. grazie per l'ospitalità