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  1. Maurizio Cocucci Rispondi
    Quando si parla di copiare il modello tedesco occorre capirci bene: tutto il sistema deve essere introdotto, non quello che fa comodo tipo menu 'a la carte'. Intanto occorre trasformare gli uffici del lavoro in vere e proprie agenzie così come fecero in Germania con le riforme Hartz. Attualmente gli uffici del lavoro sono semplicemente enti burocratici che non danno alcun aiuto concreto al lavoratore in cerca di lavoro. In Germania invece lo seguono, lo invitano ad effettuare corsi professionali o di aggiornamento. Quanto al contratto di lavoro sono favorevole che ambedue le parti possano rescinderlo ma nel caso dell'azienda questo deve avvenire in cambio di una adeguata indennità economica. Se a fronte di licenziamenti di top managers le aziende pagano milioni di euro non vedo perchè non dovrebbero indennizzare il lavoratore con qualche migliaio. Poi, e qui sta il riferimento al modello tedesco e alla sua specifica introduzione integrale, serve un welfare che preveda una indennità per un certo periodo di tempo proporzionata al reddito che percepiva il lavoratore, che in Germania corrisponde al Arbeitslosengeld I (o ALG I), per poi prevedere a seguire un assegno più basso ma che permetta al disoccupato, che dimostra seriamente di impegnarsi nella ricerca di una nuova occupazione, di coprire le spese vive e che in Germania corrisponde al Arbeitslosengeld II (ALG II o Harz IV). Cancellare l'art.18 tout court senza fare il resto è irricevibile. E non è il modello tedesco.
  2. Enrico Rispondi
    Un'ulteriore domanda è: ma i sindacati italiani sarebbero maturi per una cogestione? Anche qui bisognerebbe confrontarsi con il modello tedesco (partendo dai bilanci e dalla trasparenza)
  3. giulio fedele Rispondi
    Come previsto, alla fine della festa e al di là delle smentite, dei giochi di parole e degli inglesismi alla moda (jobs act, ecc.), la 'fissa' è e rimane sempre l'art. 18. Se Renzi continua per questa strada annunciata, è probabile che il lavoro sarà la buccia di banana colpevole della sua caduta: CADUTO SUL LAVORO, scriveranno sulla sua lapide. La vera semplificazione che si rende necessaria in materia di lavoro è l'eliminazione delle oltre quaranta forme di contratto di lavoro inventate dalla bizantinesca fantasia dei teorici nostrani (ma "in natura" inesistenti) e il ritorno al sistema duale: il lavoro è, e non può non essere, se non dipendente o autonomo (non esiste "in natura" un tertium genus ibrido detto "parasubordinazione"). E se poi si vuole scopiazzare il sistema tedesco, benissimo! Ma che si replichi l'intero sistema di quel paese, a partire dai salari, dalla 'cogestione' dell'impresa e coinvolgimento dei lavoratori/sindacati, al welfare e alla responsabilità sociale di un'impresa disposta a investire e a impegnarsi in proprio e non solo a chiedere.
    • Paolo Pini Rispondi
      Ok Francesco, bene, concordo ma cosa c'entra in tutto cio' l'articolo 18 ed il dibattito estivo ? l'ho seguito il dibattito, tutta fuffa politica, altro che dibattito, ... che a nulla conrtibuisce, mentre ragionare su democrazia industriale è tutt'altra cosa ... come fai tu bene, ma l'attacco non ci azzecca.. ciao
    • Michele Garulli Rispondi
      Perfettamente d'accordo. Aggiungerei solo due temi di riflessione. 1) il modello tedesco necessita di tempi molto lunghi, non si improvvisa in 2/3 anni. 2) per dare i suoi risultati positivi il modello tedesco necessita di una classe imprenditoriale capace nel tempo (usando una metefora automobilistica per spiegarsi in breve) di creare le BMW, Audi, Mercedes e non le Fiat Duna.
      • Hk Rispondi
        Però richiede anche lavoratori e sindacati che non siano ideologicamente anti impresa
    • cristiano Rispondi
      sono perfettamente d accordo con te Giulio: si potrebbe fare un altro esempio..hanno modificato l'articolo 18, vanificando la sua funzione di tutela con il motivo apparente di allinearci alla disciplina dei licenziamenti degli altri paesi europei..Chissà come mai però nessuno vuole allinearsi ai migliori paesi europei sui salari: sono anni e anni che leggo sui giornali che abbiamo i salari più bassi d'Europa...dobbiamo allinearci agli altri paesi solo sulle modifiche peggiorative per i lavoratori? su quelle migliorativa mai però..Comodo cosi.Come al solito siamo di fronte alla solita strategia di volere la botte piena e la moglie ubriaca....