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  1. Gianni Rispondi
    I governi hanno fatto delle scelte che sono state criticate fin dall’inizio. L’aumento della pressione fiscale in ogni settore a livelli estremi non ha retto neppure tra i più convinti difensori della Patria portando crolli dovunque nell’economia; si elargisce 80 € per prelevarne 100 con la TASI, e poi perché dovrebbe farlo un investitore straniero se le leggi mutano ogni altro giorno e quelle che ci sono non sono chiare e un tribunale impiega decenni per codificarle. Le scelte di politica fiscale e considerare “untore” – a torto o a ragione - chiunque acquisti un immobile o un bene che supera i 1000 € hanno avuto queste conseguenze. Chi può lo fa in altri Paesi chi non può li lascia in banca temendo ogni giorno un prelievo alla Amato o alla Cipro : come non stupirsi della mancata ripresa !
  2. rob Rispondi
    la situazione attuale ( la crisi cosidetta non piove dal cielo) è frutto di una problematica culturale che quindi genera una problematica strutturale. 40 anni di follia gestionale non si risolvono con 4 pseudo- riforme. 7-8 livelli di potere tra Stato e periferia si sapeva che era una follia ma nessuno ha protestato perchè serviva alla poltica e alla burocrazia per creare consenso. Potrei andare avanti con mille esempi ma mi viene in mente questa equazione: in interi settori produttivi gli italiani non sono più presenti: edilizia, agricoltura, ristorazione. Ma se andiamo a vedere dati statistici scopriamo che abbiamo ancora fasce di analfabetismo elevate, percentuali di giovani che lasciano la scuola alte, percentuali di laureati molto basse. Ma allora cosa fanno gli italiani? La cattiva politica e la pessima cultura li ha ingannati con l'idea del posto sicuro in Regione come nell'ultima circoscrizione o nell' ente inutile o come nel comodo e inutile impiego dell'accertatore di sosta. Sarà dura se non impossibile fara capire a tre generazioni che la pacchia è finita e che sono stati presi per il culo. E nessuna riforma si può fare su delle fondamenta culturali di questo tipo perchè miseramente crollano
  3. Robert Dragon Rispondi
    mi spiace far notare che dall'estate 2011 il PIL è solo sceso... è l'evidenza che quanto fatto da allora ha avuto effetti negativi. E cosa è stato fatto? niente di reale.
  4. Maurizio Cocucci Rispondi
    Il dato comunicato è certamente deludente ma personalmente credo che dovremmo andare oltre e considerare anche altri parametri macroeconomici che se da un lato non sono propriamente entusiasmanti dall'altra possono fornire elementi di prudente fiducia. In ogni caso se guardiamo le componenti del Pil l'istituto nazionale di statistica spiega che quella della domanda interna è rimasta invariata mentre quella estera netta è risultata negativa, quindi è il commercio estero che ha portato questo risultato e passando ai dati ultimi pubblicati dalla stessa Istat si nota come questo sia dovuto ad un calo delle esportazioni verso i Paesi extra europei mentre verso quelli continentali, inclusa l'eurozona, queste sono aumentate anche se leggermente. Si tratterà ora di vedere se nel secondo semestre la domanda interna tornerà a crescere, magari sostenuta dal famosi 80 euro mensili che se riferiti all'intero 2014 rappresentano un beneficio fiscale di circa 6 miliardi sui 900 totali annui di spesa per i consumi delle famiglie. Tornando ai dati da leggersi in qualche modo in chiave positiva, sono quelli relativi all'occupazione che negli ultimi mesi ha segnato un incremento, quello della produzione industriale e il calo del numero delle ore di cassa integrazione. Questo significa che il Paese necessita di ricevere al più presto interventi che diano stimolo alla domanda, tradotto via al più presto alle riforme e alla revisione della spesa pubblica.
  5. serlio Rispondi
    il massacro fiscale perpetrato da mr MM per conto dei partiti parassiti, ci ha condotto nella più profonda stagnazione. troppe tasse, patrimoniali ignobili che impoveriscono il paese mentre il debito pubblico aumenta, aumenta, aumenta. unica soluzione riduzione di 50 miliardi di spesa pubblica, in un anno. come hanno fatto i francesi, che i nostri intellettuali tanto citano quando vogliono giustificare il loro statalismo incallito.
  6. enzo Rispondi
    per prima cosa l'dea della profezia che si autoavvera dovrebbe cominciare ad essere messa da parte. bisgna anche chiedersi che attendibilità hanno le previsioni di istituzioni ufficiali visto che expost non sono mai rispettate ( a questo punto perché tenerne conto in fase di previsione) . le riforme certo : ma quanto tempo ci vorrà a farle (con le notorie resistenze) e dopo quanto tempo se ne cominceranno a vedere gli effetti. si dice che i consumatori attendono a causa della deflazione, dell'incertezza : ne dovrebbe conseguire che i risparmi stanno aumentando (non ci credo). siamo in una situazione straordinaria , è inutile aspettare che le cose si aggiustino da se , vanno recuperate tutte le risorse possibili dal settore pubblico (ormai si sa quali) e investirle sotto un rigido controllo commissariale (al fine di ottenere un moltiplicatore positivo sull'economia del paese ed evitare che la malpolitica malamministrazione se ne appropri per altri fini
  7. Zag(c) Rispondi
    Anche l'articolista parla delle riforme come toccasana per la ripresa del PIL. MA veramente si è convinti, che l'eliminazione del Senato, piu ridurre ad un manipoli di parlamentari la Camera, l'eliminazione deli consigli provinciali possa portare in crescita la recessione con deflazione in atto, E non solo in Italia?
  8. piero Rispondi
    Ok riduzione massiccia della spesa pubblica di almeno il 10%, da attuare con eliminazione sprechi, spese standard e tagli lineari, da realizzare in due anni, sono 35 mld all'anno. Subito è da attuare la soluzione del credit crunch per le imprese, se non viene fatta una iniezione di credito di oltre 100 mld non se ne viene fuori, lo stato tramite il fondo di garanzia deve immediatamente garantire le imprese sane, che finalmente potranno ottenere il credito che permette a loro di crescere e non chiudere. L'intervento sul credit crunch va fatto con un decreto legge, senza rinviare ai decreti attuativi, oggi non sono ancora attuati i decreti del governo Monti.
  9. Cristiano Rispondi
    Per far ripartire l'economia serve un intervento serio e consistente sulla spesa pubblica. Invece di criticare Cottarelli il Governo e Parlamento dovrebbero muoversi a mettere mano sulle inefficenze da lui indicate. Il tempo è scaduto! I crescenti flussi di denaro investiti all'estero dagli italiani ed il rialzo dello spread sui titoli pubblici italiani dovrebbero far capire che oramai non si scherza più, altro che #enricostaisereno...Ora è #matteostaisereno che di te (imprese e famiglie) poco si fidano andando ad investire all'estero. Grazie alle varie Tobin tax, Bollo sui dossier titoli, Ritentua al 26%, Tari, Tasi, Tarsu, Imu, Irap, Irpef, accise varie...., per non parlare di giustizia e burocrazia, anche un santo fuggirebbe! Sveglia!!