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  1. Andrea Chiari Rispondi
    Chiedo una cortese risposta agli esperti. Si dice che i lavoratori immigrati svolgono lavori che gli Italiani non vogliono più fare. Ma in una società di mercato se una retribuzione è ritenuta troppo bassa e non si trova personale cosa si dovrebbe fare? Aumentare la paga. Io per duemila euro in fonderia non ci vado (me lo posso permettere), per tremila magari ci faccio un pensiero, per quattromila faccio il sacrificio. Ma se viene un immigrato che lo fa per mille è chiaro che il livello retributivo si abbassa. E, come dite giustamente, l'impresa può essere tentata di privilegiare un incremento di manodopera a basso costo e a bassa specializzazione (un modello più cambogiano che scandinavo) rispetto a un investimento sull'innovazione. Insomma, con una disoccupazione così alta tra i giovani (e non solo) l'immigrazione deprime i salari, rende più difficile per gli Italiani trovare un lavoro dignitosamente pagato e non agevola il miglioramento produttivo. Può darsi che queste riflessioni non sia elegante farle. E siccome sono una persona educata, rispettosa delle persone e di tutte le culture, comprensiva dei drammi dei paesi poveri e milito in una sinistra che sull'argomento ha le antenne sensibili, mi sento un po' a disagio sull'argomento. Prometto di non dire più queste cose. Temo però che continuerò a pensarle.
  2. antonio gasperi Rispondi
    Grazie alle autrici perché l'analisi dei dati in base alla teoria della produzione (purtroppo rara a livello accademico) è sempre foriera di risultati interessanti. In attesa di dati più aggiornati, mi permetto di suggerire una simulazione dell'ipotesi finale sulla variabile innovazione. Segnalo quello che mi pare un refuso: se esiste un rapporto di sostituibilità fra lavoro generalmente qualificato e non, il fattore che scoraggia l'innovazione non è l'aumento degli immigrati ma l'aumento del lavoro non qualificato tout court.
  3. Massimo Gandini Rispondi
    non sono un accademico esperto di sociologia , sono un semplice impiegato metalmeccanico che conosce per esperienza diretta quanto descritto nell'articolo. Domanda , quale è l'apporto degli immigrati extracomunitari al sistema manifatturiero italiano? La mia esperienza mi porta a rispondere nel modo seguente, ovvero praticamente nullo per quanto riguarda gli immigrati africani, contenuto ma apprezzabile da parte dei rappresentati della razza dinarica (slavi , romeni, ect...) . Una decina di tecnici e operai specializzati piacentini (la mia città) vale piu di tutta la forza lavoro dell'africa nera subsahariana. Sono sensazioni empiriche ma molto, molto veritiere
    • IC Rispondi
      Razza dinarica? Parliamo più appropriatamente di immigrati dall'Europa orientale