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  1. Leonardo Rispondi
    in effetti, Amen.
  2. Matteo Rispondi
    L'articolo fornisce spunti interessanti sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista "calcistico". Da un lato si pone una questione etica che va al di là del mondiale di calcio e dovrebbe far sorgere domande a chi sostiene un modello di sviluppo economico passante attraverso nuove "potenze" che, a quanto pare, non tengono conto dei più basilari diritti umani in nome del dio denaro. Cosa fanno i grandi governi occidentali oltre a chiudere gli occhi nel migliore dei casi (o applaudire e incentivare nei peggiori?). Dal punto di vista più ludico, per così dire (di ludico nel grande calcio é rimasto poco), è interessante constatare come la mancanza di etica sia ormai prassi comune e pienamente accettata, specialmente in Italia, dove l'allenatore citato nella nota 1 sia ora il selezionatore della nazionale, nonostante una condanna sportiva, nominato appunto ct da Tavecchio, altro dinosauro della politica sportiva italiana, anch'egli pluricondannato. Amen.