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SPREAD DEI VERTICI EUROPEI

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Il grafico rappresenta l’andamento dello spread di titoli decennali italiani, spagnoli e francesi con il bund tedesco. Si noti come fino a questo momento i vari summit europei non hanno sortito alcun effetto duraturo sullo spread.

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Lettera da una professoressa sull’Invalsi

  1. Piero

    Con l’accordo raggiunto vi sarà un peggioramento dello spreed dell’Italia, l’accordo prevede che la Bce non interverrà Più sui titoli statali, intervento che è esclusivo del fondo Efsf, fondo che è stato destinato anche alle banche, su tale fondo l’Italia partecipa al 19%, la Spagna ha già annunciato la richiesta di intervento per 100 miliardi (19miliardi dovranno essere trovati dall’Italia), con queste premesse e vista la dimensione del fondo Efsf (400 miliardi) e visto l’impegno che dovrà assumere l’Italia vi sarà un’attacco speculativo senza precedenti la prossima settimana.

  2. Piero

    Dove sono i commentatori, gli economisti che hanno plaudito al successo di Monti? La soluzione è nelle mani di Mario, ma non Monti, Draghi. Lui ha la possibilità di risolvere la crisi, se non lo fa, chiediamogli il perché. I suoi interventi pubblici non convincono nessuno, tantomeno i mercati, la manovra di ridurre dello 0,25% il costo del denaro e’ una manovra pubblicitaria perché tutti sanno che sull’attuale mercato non portava nessuna utilità: – dal lato delle banche, la riduzione dello 0,25% sia della remunerazione che del costo non fa cambiare la convenienza alle banche a detenere la liquidità presso la Bce; – dal lato dell’imprese, con gli attuali spreed in aumento giorno per giorno, tale diminuizione e’ irrilevante. Solo un programma di annuncio proquota di titoli di stato sul mercato su un arco decennale di almeno il 50% del debito pubblico puo’ salvare tutto (sono 500mld all’anno).

  3. Piero

    Squinzi non può parlare perché se critica il governo fa aumentare lo spread, per Monti la cura antispread è la dittatura, nessuno può parlare con tale minaccia. La cura anti-spread non esiste se non si lavora sulla causa, oggi tutti dicono di spezzare il circuito crisi debito statale e crisi banche, si vuole risolvere la seconda così la prima viene curata con la politica fiscale, è il più grave errore, le banche hanno un debito superiore agli stati e sono state in parte danneggiate dalla crisi dei debiti statali, la mutualizzazione delle banche è anche amorale, la banca è un’impresa se si comporta male è giusto che paghi, naturalmente vanno garantii i depositi.

  4. Confucius

    La mossa di Monti (e dell’Europa) sul fondo anti-spread mi ricorda il “pollo” che si siede al tavolo dei giocatori professionisti di poker con un gruzzoletto cospicuo ma incommensurabile con i gruzzoletti dei professionisti. Al primo tentativo di rilancio, il professionista rilancerà a sua volta per una cifra superiore al gruzzoletto del Fondo, che ci rimetterà l’intera posta. Come ci si può mettersi con 400 miliardi allo stesso tavolo di chi di miliardi ne ha 8000? Il valore dello spread dipende solo parzialmente dalle grandezze economiche (tant’è che gli USA, il Giappone e la Gran Bretagna, che non sono messi meglio dell’UE, sono esenti dal problema spread) ed è frutto principalmente delle scommesse degli operatori finanziari.

  5. marco

    Paghiamo interessi alti sul debito perchè i mercati temono un’uscita dall’euro e una successiva svalutazione monetaria e il pagamento del debito nella nuova moneta – la teoria monetaria delle aree valutarie ottimali e altri studi economici mettono in chiara evidenza che un’area valutaria può reggere agli shock solo in caso di integrazione fiscale, emigrazione interna e sopratutto di traferimenti di risorse – Il problema non è il debito pubblico ma il debito estero tra i paesi sel sud e quelli del nord che dovrebbero,attraverso dei trasferimenti, riequilibrare le bilance – Siccome non mi sembra ci sia questa volontà aspettiamo la fine dell’euro: pagheremmo interessi alti, come adesso del resto, ma almeno torneremo più competitivi sui mercati con una moneta più svaluata e metteremmo fine alla crisi. Come ci insegnano le politiche di Ciampi e compagni nel 92, vista la scarsa domanda, non dovrebbe aumentare di molto neanche l’inflazione.

  6. bissaorboea

    Sui giornali passa in sordina, ma è un dubbio che è venuto a molti.

  7. Piero

    Guardate Monti ha fatto manovre di rigore di lacrime e sangue senza ottenere nulla in cambio dall’europa, mentre la Spagna le stesse manovre verranno effettuate in cambio di un aiuto di 100mld alle banche e lo spostamento di un anno del pareggio del bilancio, penso che il premier spagnolo abbia una marcia in più di quello italiano, poi non ci dobbiamo scordare che all’aiuto alla Spagna partecipa anche l’Italia con il 17,9%, pertanto dobbiamo trovare anche questi fondi, io darei a Monti il premio della stupidita’

  8. Anonimo

    Gli interessi delle posizioni di scala delle economie maggiormente industrializzate sono deterministiche in termini di aumenti marginali dei PIL in equivalenza con la crescita del commercio internazionale e delle aperture del mercato interno.

  9. Piero

    “I politici pensano al voto, gli statisti pensano alle nuove generazioni”. Se Monti pensa alle nuove generazioni non può salvaguardare la rendita a scapito del lavoro e dell’impresa, tutti sanno che la deflazione e la politica attuale della Bce produce l’esatto contrario, Monti sta tutelando le multinazionali e le lobby anca rie a scapito degli stati dei lavoratori e delle PMI che sono l’ossatura dell’economia italiana. L’Italia ha goduto di prosperità dopo le svalutazioni competitive, non è un male la svalutazione, serve a riequilibrare i flussi di export, fa ripartire la produzione, crea occupazione, si è vero che può importare l’inflazione, ma questo oggi è il minore dei mail, poi una leggera inflazione fa bene per la crescita.

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