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  1. AM Rispondi

    Si devono distinguere le banche che si trovano in difficoltà a seguito di politiche di investimento spericolate, da quelle che sono in difficoltà a seguito della recessione e infine a quelle giudicate sostanzialmente sane, ma che sono penalizzate dai rating per il fatto di avere in portafoglio titoli pubblici del proprio paese (in genere banche italiane). Nel caso 1 la colpa è tutta dei vertici delle banche (spinti da obiettivi di guadagno personale), nel secondo caso si potrebbe forse addebitare un troppo generoso finanziamento dell'economia, nel terzo caso non vi è alcuna responsabilità delle banche e dei loro vertici, le colpe semmai dovrebbero essere addebitate ai governi del passato che hanno mal gestito le finanze pubbliche creando un patologico aumento del debito anche in periodi di economia favorevole.

  2. Piero Rispondi

    Una semplice riflessione, la Germania ha il costo del debito pubblico pari allo zero mentre l'Italia arriverà al 5%, cio' vuole dire che la Germania ogni anno ha in tasca 100mld in piu' dell'Italia da spendere, la Merkel dice che loro sono stati piu' bravi e non vogliono dividere tale utilita' con nessuno, penso invece che come ieri si fece l'unità dell'Italia, riunificando i relativi debiti pubblici, così anche oggi non si puo' prescindere da tali fatti ( vedasi articolo sul Il sole 24 ore odierno sull'unificazione dell'Italia con la lira). Non si esce da questa palude se la Germania non ragiona in termini di solidarieta', perché se l'Italia deve combattere, naturalmente nell'economia, si deve riappropriare delle armi, ossia della politica monetaria, quindi uscita dall'euro.

  3. Piero Rispondi

    Con l'accordo raggiunto nel vertice europeo è stato aggiunto all'Efsf il compito di salvare le banche alleggerendo la posizione della Bce, già la Spagna ha annunciato la richiesta di aiuto i 100 miliardi, la copertura del fondo avviene con il contributo degli stati, per l'Italia e' prevista una contribuzione del 19%, l'unica cosa certa del vertice è che l'Italia dovrà trovare. 19 miliardi, forse Monti faceva meno danni se rimaneva a casa.

  4. andreag Rispondi

    Approvo le linee di fondo dell'articolo, anche se non mi è chiaro come rifinanziare questo fondo "salvabanche":fosse anche l'Efsf o l'Esm, non credo che si possano succhiare altri fondi dai bilanci Statali,e condivido l'ostilità a cedere i nostri "gioielli"(quelli ci servono per le privatizzazioni) e certamente ora se ne cavano fuori pochi dai bilanci bancari:tanto vale ripescare l'idea di far accedere direttamente il fondo ai rifinanziamenti last resort della BCE. Perchè non fare come in America? Prestare i fondi ma vincolarli alla restituzione da parte delle banche in un paio di anni(non crediamo che oggi le banche concedano credito retail a tassi vicini all'euribor...),e poi alimentare il fondo con contributi (anche fiscali,magari)delle banche stesse,questo mi sembrerebbe positivo nel breve e equo nel mediolungo periodo. L'idea che il fondo o qualche istituzione europea acquisisca una partecipazione nelle banche che non ricapitalizzano accedendo al mercato, mi inquieta un pò.Preferisco evitare le nazionalizzazioni.

  5. Piero Rispondi

    Monti invece di chiedere aiuto per attivare il fondo Efsf ha proposto la garanzia delle partecipazioni pubbliche italiane ( il tesoro dell'Italia), ci dobbiamo privare di tali partecipazioni per garantire il prestito del fondo, ritorniamo al solito punto, abbiamo detto a Monti che puo' vendere le cose di sua proprietà ma non quelle di proprietà degli italiani, la riserva aurea, le ferrovie, la Rai, l'Eni ecc non si vendono alla Germania.