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  1. SAVINO Rispondi

    Certa sinistra, spiace dirlo, nel corso degli anni '90, ha pensato di risolvere il problema della disoccupazione giovanile con una flessibilità di tipo assistenzial-solidale, fatta di contentini a intermittenza, ora ai disoccupati, ora alle imprese. Garantire fluidità al mercato del lavoro non è come fare assistenza sociale e, su questo, ha fatto sicuramente bene Fornero a scindere le due cose. Oggi, linguisticamente, le linee guida ventennali della sinistra italiana sono sintetizzate nell'espressione ricorrente di Bersani "diamo un pò di lavoro" purchessia. No, bisogna creare le condizioni perchè venga dato accesso al lavoro buono.

  2. andreag Rispondi

    Quel che inoltre emerge dalla tabella 3 è l'impressione di un forte effetto sostituzione: se sommo la riga degli ex lavoratori tipici che sono passati all'atipicità oppure alla ricerca o inattivi (2,3mln), questi sono all'incirca pari alla somma dei lavoratori atipici, di quelli in cerca e inattivi che sono diventati tutti tipici (2,1mln). L'impressione è tanto più rafforzata se paragono gli atipici che hanno perso il lavoro e sono in cerca e quelli che precedentemetne erano alla ricerca e ora sono atipici (0,6mln e 0,5mln rispettivamente). Le differenze possono essere state ben determinate dalla contrazione della domanda di lavoro che comunque si era già cominciata a manifestare dal il 2009.