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  1. AM Rispondi

    L'articolo è interessante, ma si nota l'assenza di confronti con la BCE e almeno con una media delle altre banche centrali europee, soprattutto dell'area Euro. Se i dati italiani differiscono notevolmente dalla media europea vi è un problema italiano. In caso contrario è semmai un problema comune in Europa o forse non è neppure un probelma. Suppongo che vi siano tipi di attività in cui prevalgono le donne e non mi riferisco al lavoro domestico.

  2. Giulio Savelli Rispondi

    Molto interessante. I due fattori individuati come minor propensione al rischio e la minore autostima mi pare possano essere intesi come un difetto dei test, che misurano implicitamente anche aspetti non pertinenti alle abilità da considerare e li "sommano" a ciò che il test intende valutare. Mi chiedo quindi se non ci siano anche - nel tipo di ragionamento richiesto, nella velocità richiesta - elementi che favoriscono il ragionamento maschile rispetto a quello femminile, posto che gli stili cognitivi non sono eguali nei due generi, a parità di capacità nel risolvere problemi complessi.

  3. C.R. Rispondi

    Contributo interessante. Mi chiedo se abbiate considerato nelle vostre elaborazioni anche chi accede alla carriera di coadiutore in quanto vincitore o candidato “particolarmente meritevole” delle borse Stringher, Mortara e Menichella (vedi ad esemptio l’art. art. 12 di questo bando http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/lavorare/borse/bando_SMM_2012_2013.pdf). Immagino di no visto che parlate soltanto di 9 selezioni e vi concentrate sulla prima fase del concorso. Forse, esaminando anche quei dati, potreste andare oltre alla valutazione della minore propensione al rischio e dell’autostima delle candidate.

  4. RS Rispondi

    Apprezzo la profondità delle analisi condotte e gli sforzi fatti per ridurre i gap fra generi ma ciò che mi chiedo è se sia più importante mirare agli equilibri fra generi oppure cercare di selezionare nella maniera migliore possibile le capacità e le competenze più utili per svolgere una certa attività. Certo è condivisibile cercare di rimuovere eventuali discriminazioni ma gli eccessi non giovano.

  5. Fabrizio Rispondi

    Personalmente trovo il tema dell'articolo molto interessante, a mio parere l'analisi dovrebbe essere talvolta completata con altri punti. Ad esempio dire che la percentuale delle donne dirigenti è aumentata nel 2012 rispetto al 2002 di per sé non è migliorativo. Avendo la Banca mandato in pensione circa 1500 persone, tra cui dirigenti (prevalentemente maschi nel passato?), il numero di donne potrebbe essere rimasto più o meno costante, ma la percentuale aumentata in maniera fittizia in funzione di una diluizione del numero di maschi tra i dirigenti. Forse bisognerebbe allargare questo punto. Tutto l'articolo si basa su differenze tra i punteggi di maschi e femmine, ma non viene mai data un'indicazione sulla siginificatività statistica delle differenze. Si sostiene che il datore di lavoro potrebbe "accordare involontariamente una preferenza a candidati appartenenti a un certo gruppo". Attenzione, anche il controfattuale è vero: da un lato si preferiscono soggetti risk-lover(uomini), dall'altro si preferiscono soggetti risk-adverse (donne). Fra l'altro la coda sx della figura 1 mette qualche dubbio anche su questo punto (st. significativo?). Avrei anche altri punti. Un caro saluto

  6. Leopoldo Rispondi

    “In tutte le sezioni gli uomini hanno risposto a più domande e hanno sbagliato meno rispetto alle concorrenti”
    “Nelle due fasi successive il vantaggio è stato mantenuto”
    “tra gli uomini sono più diffuse alcune caratteristiche positivamente correlate con il punteggio ottenuto e, presumibilmente, con l’abilità lavorativa”
    “Rispetto alle donne, gli uomini si caratterizzano per una maggiore probabilità di avere conseguito un titolo di studio post-laurea e di avere precedenti esperienze di lavoro in impieghi a tempo pieno”
    “Parteciperebbero al concorso della Banca i candidati maschi più abili, mentre questo non sembra avvenire per le femmine”
    “L’ipotesi di discriminazione implicita non è corroborata”
    “Le donne tendono a essere meno sicure di sé rispetto agli uomini”.

    A me sembra che, grazie al vostro articolo, "la ricerca dei motivi della peggior performance femminile nei concorsi" abbia fatto notevolissimi passi in avanti