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QUELLA COLPEVOLE ASSENZA DI DATI SUGLI ESODATI

La vicenda degli esodati è frutto di una serie di errori. Soprattutto c’è stata una gravissima assenza di notizie: né l’Inps, né il ministro hanno reso pubblici i dati sui lavoratori a vario titolo coinvolti in processi di ristrutturazione con pensionamento anticipato. Se lo avessero fatto per tempo, la riforma varata a novembre avrebbe potuto essere più flessibile sull’età di pensionamento e avrebbe potuto prevedere soluzioni che tenessero conto degli incentivi dei lavoratori ad andare in pensione come delle scelte dei datori di lavoro. La soluzione ancora possibile.

La vicenda degli esodati è frutto di una serie di errori, il più grave dei quali non ci sembra sia stato sin qui messo in luce: la gestione privata di informazioni pubbliche da parte del presidente dell’Inps.

LA BATTAGLIA DEL PRESIDENTE

Da tempo denunciamo su questo sito come Antonio Mastrapasqua utilizzi a fini di battaglia politica i dati amministrativi raccolti dal suo istituto nell’esercizio delle sue funzioni. Ne ha il monopolio assoluto e, come abbiamo documentato, anziché renderli pubblici, li fornisce in modo del tutto inadeguato e li interpreta prestando il fianco a un loro uso politico. Diventano, questi dati, quasi un’arma di ricatto nei confronti della classe politica.
La legge assegna all’Inps il compito di fornire statistiche sulla copertura delle sue prestazioni assicurative. Da dieci anni Mastrapasqua ha anche firmato una convenzione con le maggiori università italiane per l’accesso ai dati dell’istituto, cosa che permetterebbe di ridurre quegli errori nel monitoraggio dei flussi verso il pensionamento che hanno dato luogo al problema degli esodati e che permetterebbe una valutazione indipendente degli effetti delle riforme di questi anni. Mastrapasqua non rispetta la convenzione che lui stesso ha firmato.
Più che una fuga di notizie, c’è stata una gravissima e inspiegabile assenza di notizie: né l’Inps, né il ministro hanno reso pubblici i dati sui lavoratori a vario titolo coinvolti in processi di ristrutturazione che prevedevano un pensionamento anticipato. Se lo avessero fatto per tempo, i limiti della riforma varata a novembre sarebbero emersi in tutta la loro rilevanza, sollecitando soluzioni che tenessero conto non solo degli incentivi dei lavoratori ad andare in pensione, ma anche delle scelte dei datori di lavoro. Si sarebbe potuto pensare a una riforma più flessibile quanto all’età di pensionamento onde tendere conto delle pressioni che vengono dal lato della domanda di lavoro.

LA SOLUZIONE C’È

Questa soluzione è tuttora possibile. Si basa su riduzioni attuariali delle pensioni per i lavoratori esodati o esodandi, pari circa al 2-3 per cento in meno per ogni anno precedente il raggiungimento della nuova età pensionabile. Al tempo stesso, bisognerebbe imporre ai datori di lavoro di continuare a versare per questi lavoratori i contributi sociali fino a quando questi maturano il diritto a una pensione piena. Chiaramente in questo quadro il datore di lavoro potrebbe anche optare per la reintegrazione dei lavoratori coinvolti e il lavoratore potrebbe cercare fonti di reddito alternative, tali da compensare la riduzione attuariale nella pensione, senza perdere il diritto a quest’ultima.

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32 commenti

  1. carmen

    In un paese normale un ministro che mente volutamente e deliberatamente occultando ai cittadini le informazioni si dimetterebbe. Cosa aspetta il ministro Fornero? Tecnici peggio dei politici.

  2. Giovanni

    Sono d’accordo con il prof. Boeri: la soluzione esiste, basta rinunciare alla ostinata difesa della barriera dell’età per la pensione. Non sarà certo difficile calcolare la riduzione degli importi in base all’età ed all’aspettativa di vita in modo da neutralizzare i costi. Non prendendo neppure in considerazione questa possibilità la Fornero mostra una rigidezza che alla lunga definirei insipienza.

  3. Cozzolini Enzo

    Ho letto il Suo testo e soprattutto nella parte finale dove parla di penalizzazioni del 2-3% l’anno e di far pagare contribuzioni di lavoro trovo il Suo testo… “fantasioso”. Sappia che molti di noi in mobilità abbiamo gia fatto CIG e CIGS, ci vuole penalizzare di più? Inoltre forse Lei non sà che molte aziende hanno chiuso e quelle che ci sono sempre sono in grave difficoltà, perchè forse come Lei sà c’è la crisi economica da diversi anni.

  4. Silvestro Gambi

    Circa 400.000 esodati? La cifra è semplicemente pazzesca. Basta fare il rapporto con la forza lavoro. Qualcuno ha fatto il furbo. Ed è bene che si analizzi il fenomeno un po’ più a fondo. Non voglio assegnare un valore normativo a pochi dati di personale dominio, ma gli esodati che io conosco hanno ricevuto una cifra ragguardevole dalle loro aziende, molto più che una semplice compensazione e lavorano dove lavoravano prima con un rapporto professionale. Insomma bisogna andare più in profondità su questa faccenda: gli esodati non sono tutti uguali e in ogni caso mi pare assurdo che si possa decidere (aziende o lavoratori che siano) una cosa così e su una materia che si sapeva fluida senza una clausola di salvaguardia. Qui più che risalire a bordo qualcuno deve essere scaraventato in mare.

  5. Beau

    State dicendo che hanno nascosto i dati reali per far passare la riforma?Se cosi fosse, sarebbe gravissimo.E questo punto chi ha fatto un uso “politico” di quei dati?Il governo, l’Inps o tutti e due ?

  6. regiu

    Se il finaziamento di tutte queste forme di sostegno del reddito richiede il sostegno della comunità, allora mi pare economicamente ed eticamente corretto chiedere ai beneficiari di mettersi a disposizione di strutture pubbliche (Comuni,Provincie, Scuole,ASL,ecc.) per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità; e ce ne sono! Non ricordo chi ma, una persona importante,diceva che piuttosto che lasciare oziare le persone sarebbe meglio far scavare e ricoprire.

  7. Bernardo GABRIELE

    Avevo già pensato a qualcosa del genere, traendo ispirazione da un’opzione, in verità più gravosa per il Lavoratore (conviene allo Stato): mi riferisco all’opzione per il pensionamento con calcolo contributivo a 57 anni d’età e 35 di contributi. Chissà mai perché, questa opzione è riservata alle sole donne impiegate nel pubblico. Resta però sullo sfondo una questione più importante: gli esodati sono tutti quelli che avevano abbandonato anzitempo il versante del lavoro perché era stato messo loro a disposizione uno scivolo per raggiungere quello della pensione, scivolo rimasto adesso appeso nel vuoto creato dalla riforma. Perché mai occuparci solo di loro, se in quel baratro sono finiti molti altri lavoratori anziani? Questi ci sono caduti senza scivoli, ma per licenziamento, fallimento o chiusura: è questa una buona ragione per lasciarli a reddito zero? Anche loro hanno versato grandi patrimoni in contributi all’INPS, e in molti casi si tratta di veri e propri milionari ridotti alla fame. Se la soluzione proposta da Boeri e Brugiavini non è onerosa per lo Stato, perché non estenderla, su base volontaria, a tutti gli ex-lavoratori anziani?

  8. Stefano

    Perché nessuno si rende conto di quanto sia assurdo che le aziende trovino più conveniente pagare dei dipendenti perché rimangano a casa, anziché per venire al lavoro? Qualcosa non funziona come dovrebbe.

  9. SAVINO

    La soluzione c’è (contributi sociali e possibilità di reintegrazione) ed è stata, tempo fa, la stessa Fornero ad auspicarla. C’è, però, tanto egoismo e tanta arretratezza culturale nei desiderata delle persone interessate e dei sindacati a voler essere per forza “accompagnati alla pensione”. Sono queste cose che continuano a far incrementare il debito pubblico. Piuttosto, il problema sono gli esodati o i precari?

  10. maurizio poli

    Tutto giusto quanto detto da Boeri. Ma perchè devono pagare i dipendenti ed i datori di lavoro? Se è stata concordata una fuoriuscita certamente quelle aziende avevano problemi. Ora, per una serie di eventi “strani” a pagare sono le persone che non hanno colpe. Gli errori del Governo e dell’INPS non contano? Occorre prima di tutto capire la reale portata dei singoli casi e poi ripianificare il tutto, e colpire coloro che volutamente hanno alterato o mistificato le informazioni.

  11. Salari Federico

    La proposta, in sè, appare ragionevole e chi scrive l’ha da tempo segnalata, ma come extrema ratio per ridare certezza di un reddito in tempi ragionevoli ( che sono quelli previsti e prevedibili al momento della perdita del posto di lavoro, compreso il differimento di un anno per la finestra mobile) e non biblici, poichè non tutte le posizioni pensionistiche possono sopportare queste riduzioni. Tenete conto che gran parte dei lavoratori coinvolti in questa vicenda sono dei c.d. lavoratori misti, la cui pensione già viene in parte calcolata con il metodo contributivo e subisce per questo delle riduzioni rispetto al calcolo integralmente retributivo applicabile a coloro che avevano 18 anni di anzianità contributiva al 31.12.1995. Comunque, ripeto, questa è la strada. Altra strada potrebbe essere quella di dare per il momento un acconto sul trattamento pensionistico spettante in base alle vecchie regole, per poi erogare l’intero nel momento in cui si maturano i requisiti di età secondo le regole in vigore dal 1.1.2012. L’unica da non percorrere è quella proposta da Fornero e Monti, cioè di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Noi non vogliamo elemosine.

  12. AG

    Condivido in pieno sia la considerazione che la riforma avrebbe dovuto tenere conto delle posIzioni dei datori di lavoro, introducendo adeguati incentivi al mantenimento in azienda delle persone con oltre 55 anni (e fino a 67-70), sia la proposta per risolvere il problema esodati. Aggiungo che mi pare sparita nel nulla l’Idea di prevedere un meccanismo di pensionamento graduale (mezza pensione e mezzo lavoro) che mia pareva un’ottima idea.

  13. AM

    Sono d’accordo con l’Autore. Vorrei inoltre aggiungere che un esame delle situazioni concrete rivela aspetti ignorati dal dibattito in corso. Conosco casi di esodo concordato con il datore di lavoro che prevedono la continuazione del lavoro sotto altra forma, non necessariamente in nero, con reciproco vantaggio. In questi casi ovviamente non si ha perdita del lavoro da parte del lavoratore esodato. Anche questi casi, non certo isolati, rientrano tuttavia nelle statistiche dell’esodo, pur se non nasce disoccupazione..

  14. Mauro Marchi

    Il Ministro Fornero, stizzita dai dati (a suo dire) inesatti forniti dall’Inps, ha sbottato dicendo che in un’azienda privata i dirigenti Inps sarebbero già stati licenziati: vorrei ricordare all’Egregio Ministro che i cittadini Italiani (suoi datori di lavoro) da oltre 6 mesi chiedono la grazia di avere da Lei questi dati. In un’azienda privata, anche chi dopo oltre sei mesi non risponde al proprio datore di lavoro sarebbe già stato mandato a casa.

  15. andreag

    Quello che mi sorprende è che un alto dirigente pubblico che non è eletto ma nominato, faccia politica nel modo segnalato dall’Autore, e che non venga nè richiamato nè sospeso/licenziato. Inoltre mi sfugge come mai autorevoli quotidiani siano tutti d’accordo nell’attribuire alla Fornero e al Governo una gestione “garibaldina” per non dire mendace della questione, ed è la prima volta che leggo invece di resposabilità di Mastrapasqua. La proposta dell’Autore è sicuramente buona, ma tanto perchè di equità il “Salva-Italia” è scarsissimo, io proporrei di reperire le risorse per la copertura dei questi esodati in più, allargando il calcolo secondo il contributivo a tutti coloro che sono già pensionati e percepiscono mensilmente almeno o più di 2.000 euro. Da qualche parte ho visto che sono circa il 20 per cento dei pensionati equamente divisi fra uomini e donne, e partendo dal presupposto che con discreta probabilità si tratta di stessi nuclei familiari, non credo che per loro l’impatto sia drammatico, e sicuramente il risparmio pensionistico sarà importante e soprattutto immediato e strutturale.

  16. luigi

    Il problema, che l’applicazione del principio attuariale non risolverebbe, mi pare sia il costo macroeconomico della emersione degli esodati. Fatti due conti 325 mila esodati che prendono la pensione (diciamo di 1000 euro al mese) costerebbero al bilancio pubblico 5 miliardi di Euro all’anno. L’argomento del contendere mi pare questo. Un peccato che di questo nessuna faccia menzione.

  17. Giuseppe Moncada

    Dalla lettura dei commenti non vien fatta rilevare l’anomalia, tutta italiana, del diabolico rapporto che esiste fra classe politica e vertici dei vari enti Pubblici. ” Da tempo denunciamo su questo sito come Antonio Mastrapasqua utilizzi a fini di battaglia politica i dati amministrativi raccolti dal suo istituto nell’esercizio delle sue funzioni….. Diventano, questi dati, quasi un’arma di ricatto nei confronti della classe politica… Da dieci anni Mastrapasqua ha anche firmato una convenzione con le maggiori università italiane .. .. Mastrapasqua non rispetta la convenzione che lui stesso ha firmato” Mastropasqua , in una sua recente intervista riteneva corretto che lui facesse parte di sei o più consigli di amministrazione di Enti Pubblici. Ebbene fino a quando si consentiranno simili storture sarà difficile che la politica in Italia possa essere lo strumento che opera nell’interesse della collettività. Purtroppo consetire simili storture è frutto sia della politica di centro destra che di centro sinistra. Certamente ciò non è opera della Fornero o di Monti. Ci auguravamo che le cose potessero cambiare, ma, forse , sarà una pia illusione.

  18. Angelo Miani

    Ci sarebbe un’altra proposta che si potrebbe fare, mi permetto di proporla agli autori: Si potrebbe mettere un tetto alle pensioni sopra i 5000 euro, e limitare gli stipendi dei top manager sia pubblici che privati. In questo modo, anno dopo anno, ci sarebbero i soldi per gli esodati. Se e’ vero che c’è lacrisi, questa c’è per tutti, non solo per alcuni.

  19. Vittmassi

    Ogni soluzione, anche quella proposta da Boeri, finisce sempre per penalizzare i lavoratori. Forse sarebbe più utile dire che la riforma Fornero è una riforma pensata da decerebrati, totalmente priva di progressività, fatta solo per scassinare i forzieri dell’Inps che peraltro erano (sono) addirittura in attivo-, per favorire le assicurazioni private, e, infine, per non far pagare le tasse agli evasori e per non fare una vera patrimoniale. Vergognosa poi la strumentalizzazione dei giovani (gli si è detto che la si faceva per loro), con la disoccupazione generazionale oramai superiore al 30%, e peggio sarà in assenza di turn-over.

  20. lollo1971

    La soluzione è andare in pensione quando si vuole dopo i 60 anni ma con il metodo contributivo per tutti e per tutto il periodo di lavoro. Il problema sono i diritti acquisiti (parlamentari o esodati che siano): un diritto, quando le casse sono vuote, diventa un lusso. Aiutiamo solo chi ha vermante bisogno.

  21. SAVINO

    Tra i temi più attuali delle tracce all’esame di maturità vi è quello sul rapporto tra i giovani e la crisi con la citazione di Paul Nizan: “Avevo vent’anni… Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”. E voi pensate ancora agli esodati? Ricordo, inoltre, che nei tanto vituperati accordi per i bancari (che ieri protestavano) è spesso presente l’assunzione dei figli in cambio dell’esodo anticipato.

  22. Sonia

    Concordo con Savino e aggiungo che il tipo di accordo esodo-assunzione figlio è stato fatto anche in Poste Italiane (con incentivi piuttosto robusti per il lavoratore che abbandonava)

  23. Donato Speroni

    Ho commentato l’articolo sul mio blog Numerus su Corriere.it: http://numerus.corriere.it/2012/06/21/esodati-attenti-all%e2%80%99uso-strumentale-delle-statistiche/ Donato Speroni

  24. Gianni

    Se veramente sono dei tecnici avrebbero dovuto prima fare una valutazione sui possibili danni che avrebbero ( e hanno ) causato. Invece si sono limitati a fare la cosa che chiunque poteva fare e cioè “un bel colpo di scure” sui diritti acquisiti dei lavoratori ed in particolare per quelli che dovevano andare in pensione nel 2012 o 2013 e sono in cassa integrazione non hanno accordi aziendali perchè piccole aziende. Bastava valutare i dati, che sicuramente non hanno consultato, e procedere per gradi. Troppo semplice tagliare e basta!

  25. luigi cuomo

    gentile professor Boeri, la stimo tanto ma vorrei segnalare che il termine esodato comprende diverse tipologie di ex lavoratori usciti dalle aziende a qualsiasi titolo. Infatti per evitare discriminazioni anticostituzionali la severissima Fornero ha previsto salvaguardie per tutte le categorie compresi i lavoratori cessati. E’ ovvio che a pari condizioni anagrafiche e contributive devono corrispondere pari trattamenti previdenziali. Volendo sorvolare sulle menzogne pronunciate per giustificare la necessità della riforma previdenziale, voglio esporre una mia idea: con il decreto salvaitalia sono stati chiamati a fare sacrificio di povertà centinaia di migliaia di disoccupati 60 enni che stavano per maturare la relativa quota, affinchè il paese non andasse in default così garantendo il pagamento di stipendi agli statali e pensioni ai pensionati. Questa teoria più volte ripetuta dai tromboni di stato mi sembra del tutto illogica, perchè non imporre tutti questi beneficiati dal decreto salvaitalia un contributo di solidarietà al fine di garantire la pensione con il sistema quote a tutti gli “esodati” ? Spero che lei voglia fare propria questa idea e darle la giusta risonanza. cordialità

  26. francope

    Detto in parole crude: l’informazione è potere, per cui ognuno si tiene strette le sue, che però sue non sono. Due esempi dal recente passato. Per molto tempo il Ministero delle Finanze ha negato all’INPS l’uso dei (e l’accesso ai) codici fiscali. Ancora oggi l’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) nega agli agricoltori l’uso del Data Base fotografico, che invece sarebbe molto utile. E dire che questo Data Base è stato costituito con i soldi degli agricoltori, le erogazioni appunto dell’Unione Europea. E pensare che negli Stati Uniti tutto ciò che viene realizzato con denaro pubblico E’ pubblico (vedi NASA per es).

  27. P. Bruno

    Gent.mo Dott. Boeri. Ormai le opinioni, le cure e i “senni del poi” si sprecano in merito a questa vicenda. Non riesco a capacitarmi perchè gli Esonerati dal Servizio DL.112/2008 Brunetta recepito dalla legge Tremonti , sono stati inseriti tra gli “esodati”. Aberrazione giuridica! Gli esonerati dal servizio prendono il 50 o il 70% dello stipendio; Non possono essere riassunti nella pubblica amministrazione; non hanno percepito incentivi di qualsiasi natura o consistenza (come l’assunzione di figli a seguito della loro adesione alla collocazione a riposo); non hanno percepito alcun TFS o TFR. Hanno aderito semplicemente ad una legge dello Stato con vincoli e paletti ben definiti ed ora lo Stato, attraverso la Fornero ed i suoi tecnici, fanno carta straccia del decreto in possesso di ognuno di loro, Esonerati dal Servizio. Qui ormai non è più se avere fiducia di questo governo, ma delle intere Istituzioni come ha sentanziato la sentenza nr. 822 del 1988 sulla modifica del legislatore di adempimenti legislativi che non si sono ancora conclusi e sono stati varati da un precedente legislatore . Grazie per l’attenzione ed auguro a Lei ed al suo staff un buon lavoro. P. Bruno

  28. Giuseppe L'Altrelli

    ho letto l’articolo del professor Boeri, ieri, su repubblica e lo condivido in toto. Finalmente una visione razionale e universale per affrontare un problema, creato dalla riforma Fornero, che riguarda la totalità dei nati negli anni cinquanta. Da tempo si parla del pensionamento flessibile, lo condivideva Bersani e, credo, anche la Fornero, per lo meno così aveva scritto in un articolo sulla rivista di Italiani-Europei ed invece hanno partorito un mostro generatore di infelicità. Vada avanti con la sua proposta Boeri e, se può, si faccia ascoltare da Bersani. In tanti ci speriamo.

  29. P. Bruno

    Buon Giorno Professor Boeri. Mi permetta, non capisco cosa possa significare la parola “attuariale”. Io come tanti altri (950 o 2650 ?) attualmente siamo giuridicamente, tramite l’Istituto dell’Esonero, DL Brunetta nr.112/2008 recepito dalla legge Tremonti, in posizione di assenza dall’ufficio, quindi Esonerati dal lavoro in base all’art.72 di detto decreto. Già l’averci inseriti tra gli esodati è a mio parere una aberrazione giuridica che sicuramente produrrà conseguenzialmente dei ricorsi. Difatti noi non siamo assenti dal lavoro per accordi sindacali e/o incentivi come l’assunzione di figli, liquidazioni extra o accordi presso il il Ministero del Lavoro. Siamo Esonerati dal Servizio per una Legge dello Stato, (al 50 o 7o% dello stipendio) quindi restrittiva (non possiamo essere riassunti in servizio) e con condizioni ben chiare e gli interlocutori dovrebbero e sono solo 3: 1) Lo Stato, che ha emanato la Legge; 2) il dipendente che ne ha usufruito; 3) l’ente ex INPDAP ora INPS; Ora sembra (la Fornero e il suo staff) vogliano rimangiarsi il tutto o abiurare. Che si leggano la sentenza nr.822/1988 dell Corte Costituzionale prima di provocare altri danni! Cordialità P. Bruno

  30. D.Michele

    Si continua a dire che gli esodati hanno lasciato volontariamente il lavoro ricevendo incentivi sostanziosi. Non so in altre aziende ma in Telecom abbiamo solo avuto quanto ci spettava, ovvero la differenza dello stipendio tolta la quota di mobilità pagata dall’INPS per i mesi restanti al raggiungimento della pensione. Inoltre non è che la cosa sia proprio volontaria, al raggiungimento dei requisiti cominciano a tempestarti di telefonate quotidiane e a prospettare scenari non proprio allegri per il tuo futuro in azienda, alla fine dopo sei, sette rifiuti accetti perchè sei stanco e vorresti mandare tutti a quel paese.Pertanto non vedo perchè dovrei perdere anche solo l`1 % della pensione che mi spetta per qualcosa autorizzata anche dal governo, se la legge vale per me deve valere anche per l’azienda e quindi che riprendano al lavoro quanti non hanno raggiunto ancora i requisiti.

  31. Bernardo GABRIELE

    Gli esodati, per quanto numerosi, sono un problema minore, se rapportato a quello dei più, per i quali uno scivolo, vergognosamente, non è stato nemmeno un’ipotesi. E in entrambi i casi si tratta di titolari di capitali indisponibili per centinaia di migliaia di Euro, quando non milionari, ridotti alla fame con le loro famiglie. Un bel coraggio chiamarla “Previdenza Sociale”. Sogno un sistema universale dove non ci siano mille fondi (tra INPS e casse privatizzate) e una giungla normativa surreale e inestricabile, dove parole come “ricongiunzione”, “totalizzazione”, “anzianità” e “vecchiaia” siano sconosciute, ma ci sia solo un computer di fascia alta e poche centinaia di addetti. Basta questo, infatti, per realizzare il metodo contributivo (cioè la restituzione statistica dei contributi versati), adesso applicato a tutti i lavoratori. Sogno un sistema che, una volta versato quanto basta a raggiungere un vitalizio superiore alla pensione sociale, ti permetta di ritirarti quando decidi tu, senza alcun altro vincolo. Immagino che in Europa esista già. Il sogno sarebbe averlo qui, in Italia.

  32. flavio

    Completamente d’ accordo: Dipendente media industria italiana con marchio storico nel proprio settore viene acquistata da multinazionale svedese che progressivamente in 4 anni acquista altri marchi italiani, quasi la totalita’ del settore. Tutto lecito. Questi, in tutte le aziende prosciugano la produzione portandola in Cina. Quotazione in borsa e dividendi manegement in crescita,tutto documentabile. Tutto lecito, son stati bravi, noi italiani non siamo capaci di fare economia di scala, non pensiamo in grande. Quindi divento esubero come altri 150 dipendenti, prospettiva personale: accettare 3 anni mobilita’ pagarmi 1 anno di contributi volontari per arrivare alla pensione di 40 anni.Queste erano le leggi del 2009: io azienda posso ristrutturare seguendo i canali leggittimi che la legge mi consente e io lavoratore altrettanto, con avallo di accordo in sede provinciale della mia citta’, piu’ regolare di cosi’. Questi erano gli accordi, se vengono cambiati leggittimamente dallo stato (riforma Fornero) per piacere ci sediamo attorno un tavolo e ne ridiscutiamo io e la mia ex prosperosa azienda. Qualcuno ci aiuterà?

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