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  1. Emanuele De Candia Rispondi
    Anche alle attuali condizioni in cui i vincoli del patto vengono sostituiti dal pareggio di competenza, il problema dell'overshooting rimane attuale. La creazione di un mercato dei diritti ridurrebbe sia alcune problematiche di coordinamento che quelle inerenti gli schemi adottati di incentivi. Rimane che le condizioni affinché sia efficace attengono alla certezza sulle risorse disponibili (esogena) e alla capacità di programmazione (carente). Interessante sarebbe effettuare alcuni esperimenti pilota a livello regionale.
  2. Romain Bocognani Rispondi

    Sono sorpreso di leggere che "la sperimentazione del Patto territoriale non ha dato grandi risultati" quando la regionalizzazione del Patto di stabilità interno ha dato risultati molto positivi: nel 2011 ha consentito di liberare 1,2 miliardi di euro di pagamenti alle imprese per spese in conto capitale (prevalentemente lavori pubblici) come si può leggere al link http://www.ance.it/docs/competenze.aspx?id=16&pid=11&pcid=12&docId=6313. Questo è quanto affermato non solo dal'associazione dei costruttori di Confindustria ma anche dalla Corte dei Conti nel suo recente Rapporto sul coordinamento delal finanza pubblica dove la Corte indica che la regionalizzazione ha permesso di attenuare le tensioni sul sistema economico locale erodando lìimporto dei margini finanziari autorizzati dal MEF ma non utilizzati da alcuni enti. Detto ciò gli spunti di riflessione, compresa l'idea di un mercato di autorizzazioni di indebitamento come -credo- in Spagna, sono interessanti e sicuramente da approfondire.

  3. andrea cazzaniga Rispondi

    Ecco, non so come dire, ma mi sembra un modo fallimentare di affrontare un effetto collaterale al problema e non il problema. Una redistribuzione delle risorse in base ai bisogni sarebbe certamente molto piu' appropriata. E smettiamola di credere che il "mercato" sia lo strumento adatto per regolare la distribuzione di qualsiasia cosa!

  4. Massimo Matteoli Rispondi

    Se non rivediamo subito i vincoli stupidi del patto di stabilità imposto agli enti locali salta anche quel poco che resta della nostra capacità di investimento. Oggi invece si prendono le risorse un tempo destinate ai Comuni e tramite la Cassa Depositi e Prestiti si dirottano per finanziare le maxi-opere del ministro di turno. Purtroppo non abbiamo tempo da perdere e bisogna essere consapevoli che solo i Comuni sono in grado in tempi brevi di far ripartire gli investimenti pubblici. Le modifiche "a pagamento" proposte dall'articolo non risolverebbero nulla ma anzi renderebbero il patto oltre che stupido anche ingiusto.

  5. Anonimo Rispondi

    Le crescite delle spese monetarie di natura pubblica e delle concorrenze delle società di mercato sono capital-intensive in regime di tassazione e delle variabilità dei prezzi della produzione. Dunque, le strategie di mercato della politica di Stato è funzionale alle commutazioni finanziarie dei regimi monopolistici privati.