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  1. sergio Rispondi

    Penso che l'struzione sia talmente strategica che occorre fare in modoche tutti gli strumenti tecnologici ( palmari, ipad etc ... ) vengano da subito implementati in tutte le scuole. Ad oggi internet , la tv digitalestallitare hanno creato un sistema di comunicazione con il quale la vecchia metodologia scolastica è superata. Non si può pensare solo ad un gruppetto di eccellenti lasciando sulla strada molti ragazzi senza un futuro.

  2. Francesco Rocchi Rispondi

    Speravo che Profumo fosse in grado di introdurre dei margini di logica in un sistema che ne è privo: l'idea di incentivare con sgravi le imprese che assumono i laureati migliori riposa sul presupposto che solo un intervento legislativo possa permettere l'assunzione di gente con buoni voti, come se le aziende fossero disinteressate a lavorare con gente capace. Se questo è vero, il problema sono le aziende; se non lo è, vuol dire che i buoni voti dell'università sono mal concessi. In entrambi i casi, gli sgravi non servono a niente, se non a migliorare qualche tabella di dati farlocchi. Per il resto, anche Profumo pensa evidentemente di poter gestire tutto dal centro: forse non passerà mai l'idea che il Ministero debba semplicemente accompagnare istituzioni autonome e responsabili nell'espletamento dei loro compiti, rispettandone l'autonomia, favorendone le buone pratiche e censurandone gli errori. No, rimane l'idea che ogni singola scuola in realtà è un ramo di un immenso organismo che si vorrebbe si muovesse all'unisono in cui le generiche disposizioni del centro devono coprire ogni evenienza si verifichi alla periferia. I risultati si vedono, direi.

  3. Silvia Gualdi Rispondi

    Concordo con Paolo: "é necessario incentivare gli studenti meritevoli indipendentemente dal reddito dei genitori .." E anche sul fatto che "Mescolare le cose é molto Italiano" e porta alla paralisi. Se ogni scuola individua lo studente migliore, anche l'istituto professionale lo farà, così come il tecnico. Per la mia esperienza, gli studenti più avvantaggiati economicamente non coincidono con i più capaci e studiosi, anzi. Mi sembra necessario introdurre meccanismi che ribadiscano che studiare e impegnarsi è importante e viene riconosciuto, idea che negli ultimi anni non ha avuto molta fortuna.

  4. paolo Rispondi

    L'incertezza normativa (compresa la smentita del lunedi' delle proposte della domenica "a sua insaputa") direi che costituisce la regola, non l'eccezione. L'elenco sconfortante delle modifiche normative nel corso del tempo dice una cosa precisa: l'Accademia è inemendabile, grazie ad Accademici che dimostrano ogni volta che non c'è architettura normativa che possa o garantire contro la cattiva volontà degli uomini. Qualcuno crede davvero che l'una o l'altra forma concorsuale possa garantire alcunché contro il malcostume? Siamo seri. Per sicurezza, l'unica cosa su cui si sono trovati d'accordo tutti è di riservare al Corpo Illuminato anche i concorsi da ricercatore, per evitare sorprese o rompiscatole...

  5. Paolo Rispondi

    A mio avviso, se si vogliono valorizzare le eccellenze, é necessario incentivare gli studenti meritevoli indipendentemente dal reddito dei genitori con opportuni incentivi anche non soltanto strettamente monetari. Se poi lo studente fosse svantaggiato, sarà opportuno supportarlo per il proseguio degli studi, anche se non totalemte eccellente. Mescolare le cose é molto Italiano, ma molto poco motivante per i giovani.

  6. Andrea Zhok Rispondi

    Ciò che dice Daniele Checchi sull'università è sostanzialmente vero, ma con una precisazione: il sistema della cooptazione responsabile, che è universale nei modelli anglosassoni, richiede appunto valutazioni affidabili ex post delle scelte compiute dai dipartimenti, che vengono premiati o puniti di conseguenza in termini di finanziamento (pubblico, in alcune realtà anche privato). Ma l'autore si chiede come sia possibile che, se si ha fiducia in tali valutazioni, non si lasci spazio libero alla cooptazione. Il problema però è costituzionale: in Italia non è costituzionalmente possibile accedere a posti pubblici se non attraverso una procedura concorsuale, dunque, indipendentemente alla fiducia o meno nella valutazione ex post il concorso è ineludibile. - Nota ad uno dei commenti: cooptazione non è una parolaccia; di per sé indica semplicemente la scelta collettiva di un gruppo. La scelta dei dipartimenti UK si fa per cooptazione, resa responsabile dalla procedura di valutazione ex post del RAE (adesso si chiama diversamente, però).

  7. Pino Mirabella Rispondi

    In merito al sistema di premi previsto dalla bozza ministeriale per le scuole medie superiori, rilevo in primo luogo che il problema del nostro sistema formativo non è la mancanza di punte di eccellenza ma la grande dispersione scolastica e il purtroppo basso livello medio di capacità acquisite. A proposito delle proposte governative, non credo neppure si possa parlare di "meritocrazia". I rituali di premiazione dei "primi della classe"ivi configurati, oltre a essere non più di trovate propagandistiche destinate a lasciare il tempo che trovano, sembrano una combinazione tra la vecchia retorica tipo "Cuore" di De Amicis e gli attuali giochini a quiz delle televisioni. Osservo, in fine, che è triste notare la distanza infinita tra un Ministro, per giunta "tecnico" e Rettore universitario, e la realtà della scuola italiana

  8. alessio fionda Rispondi

    Caro Checchi, sarebbe poi davvero necessario già a partire dall'anno accademico 2011-2012 inserire un consenso informato all'accesso delle università, all'interno del foglio di consenso sono riportati tutti dati di cui le università già dispongono: numero di studenti, numeri di fuori corso, età media di laurea, numero di stage e tirocini. Almeno renderebbe più consapevoli gli studenti che scelgono quasi sempre l'università in fretta e sotto l'ombrellone. Occorre poi una seria politica di lotta ai fuori corso universitari, inserire i crediti obbligatori per lo stage per tutti i corsi di laurea, non c'è studente che non possa fare un stage. Sono tutte cose a costo zero.

  9. matteo strano Rispondi

    Caro Checchi, prima di leggere il suo articolo, stavo pensando esattamente le stesse cose. Non avrei saputo scrivere meglio le mie idee! Schizofrenico è l'aggettivo che aggiungerei forse per descrivere questo atteggiamento di ciascun nuovo ministro. Pare proprio che nessuno sappia resistere alla tentazione di contro-riformare riforme ancora non attuate. Alle carriere molti ricercatori hanno già rinunciato da tempo. Questa pianificazione continuamente sospesa, questo incessante rinviare da un limbo normativo al successivo, questa concezione surrealista del tempo, per cui il PRIN appena bandito porta la data del 2010, questa continua invocazione del merito da parte di un ministero che non riesce a rispettare le scadenze che si è dato da solo deprimono. Deprimono terribilmente i ricercatori attuali e potenziali. I cervelli all'estero temo che non leggano neanche più le cronache italiane, e quindi almeno su un punto mi sento di contraddirla. Non saranno certo questi profumoleaks a scoraggiare i cervelli esportati. Cordialmente, M.S.

  10. fausto Rispondi

    Una proposta per indirizzare gli studenti verso i corsi di laurea più impegnativi e necessari al Paese: detassare le iscrizioni ai corsi di laurea più richiesti dalle imprese per i più meritevoli; gli altri, quelli che si iscrivono in massa a corsi di laurea che creano solo disoccupati e meno meritevoli paghino!

  11. RP Rispondi

    Alcune note: (a). "che un sistema universitario in generale recluti attraverso meccanismi di cooptazione è innegabile e forse anche ineludibile (sicuramente non è specificità del solo sistema italiano)"; strano sono professore in un'università straniera e qui nessuno è stato reclutato per cooptazione. Quando ho fatto il mio colloquio di assunzione era la prima volta che incontravo ciascuno dei 5 commissari: per la serie volere è potere. (b) Basta leggere la rassegna stampa del Miur da venerdi' in poi per rendersi conto che la bozza di cui si dicute nell'intervento è stata sconfessata dal ministro già lunedi'.