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  1. Alberto Breschi Rispondi

    Il Governo con la spending ha tagliato budget solo ai privati e posti letto, in dato relativo dieci volte in piu' al privato accreditato, in dato assoluto nella stessa misura. Come si concilia con gli impulsi allo sviluppo, con le aperture alla concorrenza ed all'impresa privata. Per rendere piu' efficiente il pubblico e risparmiare cosi' alcuni miliardi occorre rendere autonomo l'ospedale pubblico, con bilanci trasparenti, applicare a tutti le stesse tariffe e gli stessi controlli di qualita'. Tetti di sistema unici per tutta l'ospedalita e tariffa variabile comune ai due settori. Solo cosi' vi sarebbe certezza della spesa e vera competizione. Allo stato programmazione e controlli, ad enti pubblici autonomi (verificabili e sanzionabili) e privati accreditati la produzione dei servizi. Perche' questa forma di liberalizzazione non piace al Premier? E' mal consigliato ?

  2. GIANFRANCO Rispondi

    Molto interessante l'articolo del Prof Mapelli, originale e alla ricerca della verità sanitaria. Certamente l'Italia è ai primi posti come speranza di vita, qualità di vita e efficienza del sistema sanitario. Sarebbe pero' possibile disaggregare i dati valutando le perfomance a livello provinciale e potremmo scoprire dlle differenze significative. Ad esempio un dato importante è quello delle morti evitabili stimato nella Atlante delle morte evitabili pubblicata alcuni fa dal Ministero oppure i dati del programma nazionale esiti dell'Agenas che costituisce uno sforzo per valutare gli outcomes di alcuni interventi e prestazioni ospedaliere. Il regionalismo sanitario è diventato forse un centralismo che ha soffocato le istanze degli enti locali probabilmente ridando più potere di controllo e di indirizzo ai Comuni con un ruolo di supervisione delle Regioni e non di gestione con linee guidea ministeriali potrebbe servire a rendere ancora più efficiente il sistema e ridare il diritto alla salute come tutela attiva da parte dei cittadini.

  3. Carlo Turco Rispondi

    Bene, mi sembra che al di là di certi toni piccati la risposta ai commenti ridimensioni decisamente affermazioni e inferenze (e toni) del primo articolo. Nessuno vuole buttar via il SSN, ci mancherebbe altro: questo non toglie che ci sia molto - moltissimo - da fare per migliorarlo; quali che siano i risultati delle classifiche internazionali basate su statistiche considerate insufficienti e, talora, fuorvianti proprio dalle istituzioni che ne fanno uso (perché sanno di che si tratta).

  4. antonio gasperi Rispondi

    Attendevo la replica che è arrivata e sulla quale il professore Mapelli ha la mia approvazione nella sostanza: l'esercizio di autofustigazione non è mai stato positivo, fin dai tempi degli ordini flagellanti.. tuttavia mi sarebbe piaciuto un breve commento riguardo alla scandalosa politica di risparmio sulla pelle dei disabili (mi riferisco in particolare alle persone non autosufficienti che gestiscono la propria assistenza domiciliare) che gli ultimi governi stanno perpetuando proprio dal 2008. cordialmente