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  1. Giandomenico Re Rispondi

    E' imbarazzante (e assolutamente ingiustificata) l'avversione di Ponti per il treno, soprattutto considerando che dovrebbe essere un esperto. Giusto alcuni punti di riflessione:
    - all'estero, nei paesi più avanzati (es. Svizzera e Germania e anche la Provincia di Bolzano ) il treno è privilegiato: come mai?
    - quando si comparano i costi di esercizio, si dimentica di dire perchè l'autobus costa meno (se non si includono i costi ambientali e solo per pochi passeggeri, sia chiaro): in particolare sorvoloa sull'obbligo del treno di avere due persone a bordo (macchinista e capotreno), nonostante il treno sia un mezzo con mezzi di sicurezza nettamente superiori a quelli degli autobus. Non per niente all'estero (e nella provincia di Bolzano) sui treni a bassa frequenza il macchinista manovra e fa controllo biglietti (alle fermate)
    - altro parametro, chissà come dimenticato, è la velocità di esercizio, generalmente superiore e più regolare rispetto a quella degli autobus. La Lombardia (come la Toscana), in un panorama desolante in Italia, ha creduto nel treno e i fatti gli stanno dando ragione, con un aumento dei passeggeri (>50%) : vedremo i danni del Piemonte.

  2. Marcello Martinez Rispondi

    La liberalizzazione viene indicata come soluzione per lo sviluppo del TPL da più di dieci anni. Tuttavia, i bilanci delle aziende pubbliche di TPL presentano costi enormi. In alcune regioni sembra che vi siano richieste pari più di 20.000 € annui per assicurare un solo veicolo. Gli standard di sicurezza rendono l’organizzazione costosissima. Senza dimenticare il costo del carburante e della componentistica. Si dà invece per scontato i privati siano disposti a acquisire un parco veicoli e ferroviario obsoleto, sostenere incredibili costi di gestione del personale, subire influenze e condizionamenti politici. Tali condizioni non rendono “appetibile” il settore. Il trasporto pubblico universale con tariffe estremamente basse non è più sostenibile neanche affidandolo a privati. Occorre invece ripensare la politica della mobilità nel suo complesso. La Norvegia, produttore di petrolio, vuole abolire le auto a benzina. Sarebbe una rivoluzione per le ztl e il road pricing, Condivido le considerazioni di Marco Ponti, ma non credo che la liberalizzazione sia più possibile e utile in Italia. Forse è troppo tardi. Si rischia di applicare una ricetta vecchia ad un problema nuovo.

  3. ivan beltramba Rispondi

    Condivido una parte delle osservazioni. Ma solo una parte. Soprattutto il confrontare il bus*km/anno (e non bus/km anno) non mi sembra corretto. le autolinee extraurbane nelle ore di punta a malapena tengono medie di 25 km/h: in bici con un minimo di allenamento si battono, per non parlare delle strade confgestionate da percorrere. Ma, soprattutto, una corriera è di solito da 12 metri e 55 posti a sedere (a volte da 18 metri e 85 posti) mentre un treno (Minuetto è il più piccolo) parte da 145 posti a sedere, un due piani da 8 carrozze arriva a 1000 posti a sedere. Anche sulla accessibilità a persone a ridotta mobilità le corriere sono scarsissime dato che sono i classici bus alti "granturismo" e si acquistano pochi "derivati", mentre i treni e le stazioni stanno (molto) lentamente migliorando. Avrebbe molto più senso confrontare il costo per posto offerto (Euro/posto*km). Forse si scoprirebbe che il treno è più economico dell'autolinea .... Consiglio un link al riguardo: www.chicago-blog.it/2012/05/03/chi-vince-e-chi-perde-al-gioco-del-lotto-unico-di-ivan-beltramba/

  4. Marco Longoni Rispondi

    La legge regionale ha aspetti criticabili ma su una cosa è totalmente condivisibile, assieme alla politica regionale degli ultimi 10 anni: l'avere puntato decisamente sul ferro. L'autobus non è affatto sostitutivo del treno, specie con in numeri e con la congestione stradale della Lombardia. Forse Ponti, con cui - se non lo si fosse capito - sono in totale disaccordo, ama gli autobus perché non li prende mai. Anche la vicenda dei costi va inquadrata. Costasse anche meno, l'autobus non ha nemmeno lontanamente l'efficacia del treno, e poi non costa meno se correttamente si guardano i costi dei posti offerti/Km invece dei costi della vettura/Km. In parole povere il treno porta 1000 persone, e si riempie; l'autobus ne porta 50, e difficilmente si riempie. C'è comunque modo di confrontare le due scelte seguendo, tempo due o tre anni, l'andamento del TPL in una Lombardia che ha puntato sul ferro e in un Piemonte che lo sta smontando (tagliano corse e chiudono intere linee). Vedremo chiaramente cosa funziona. Parte in vantaggio la Lombardia che in pochi anni ha quasi visto raddoppiare i passeggeri trasportati sui treni, mentre il Piemonte ha appena iniziato il declino.

  5. daniele tagliabue Rispondi

    Un viaggio in treno? Sarà forse più economico per le nostre tasche ma ha dei costi altissimi per l’ambiente. E’ quanto emerge da uno studio dei ricercatori dell’Università della California di Berkeley, pubblicato su “Environmental research letters": viaggiare su un treno pendolari può essere più inquinante che percorrere la stessa distanza su un jumbo jet. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori Mikhail Chestyer e Arpad Horvath hanno comparato le emissioni generate nell’intero ciclo di vita da 11 diversi mezzi di trasporto come automobili, treni, autobus ed aeroplani. Nell’analisi sono state incluse le emissioni dei motori, ma anche quelle derivate dalla costruzione di veicoli e infrastrutture e il carburante per alimentarli. Non solo. Sono stati calcolati anche il numero di passeggeri che ogni mezzo può trasportare nel suo ciclo di vita e il numero di chilometri totali che può percorrere, oltre alla durata delle infrastrutture come i binari, le stazioni, gli aeroporti.

  6. AM Rispondi

    Indubbiamente l'autobus ha il vantaggio della maggior flessibilità. Tuttavia oggi in una regione dove molte strade sono perennemente sovraccariche di traffico per il trasporto di persone e di merci è assolutamente necessario potenziare la ferrovia che ha anche il vantaggio di non inquinare l'aria. Le ferrovie con la collaborazione di altri servizi della PA devono però garantire il rispetto degli orari, offrire un numero di corse adeguato alle necessità, tutelare la sicurezza dei viaggiatori anche nelle ore serali ed impedire gli atti di vandalismo.

  7. Roberto Borri Rispondi

    Ovviamente, la precedenza deve essere data al treno, vero cardine dei trasporti pubblici terrestri, mentre non dovrebbero esistere autolinee parallele alla ferrovia, specie su percorsi lunghi, bensì a pettine, per affluenza e defluenza nei confronti del ferro oppure dove questo è completamente assente, a tutto vantaggio della sicurezza, della comodità e della regolarità del servizio, specie in condizioni meteorologiche difficili o di traffico stradale intenso. Inoltre, dal settore del trasporto e degli altri servizi pubblici, dovrebbe essere esclusa ogni forma di concorrenza, mercato, gare e, soprattutto, interesse economico privato: solo Aziende statali, regionali, provinciali o municipali, da gestire con oculatezza, il cui eventuale utile possa andare a vantaggio della collettività, per ripianare eventuali perdite in altri settori. Il lucro privato su queste cose è immorale e va reso illegale.

  8. Giorgio Rispondi

    Sempre il solito mantra liberista. Con gare per piccoli lotti i privati potranno accapparrarsi giusto quelli più redditizi, lasciando al settore pubblico quelli che lavorano, sostanzialmente, in perdita. Ormai ci si è dimenticati anche solo del concetto di "servizio pubblico", non parliamo poi di "monopoli naturali". L'attacco portato da quest'articolo al trasporto su rotaia poi è una dimenticanza delle esternalità positive di tale mezzo di locomozione.

  9. Giovanni Rispondi

    Sono d'accordo con Marco: si è trascurato un aspetto importante, le esternalità positive del trasporto ferroviario rispetto a quello su gomma in temini di inquinamento e ingorghi stradali. Da questo punto di vista un trattamento differenziato sembra almeno parzialmente giustificato, soprattutto in un Paese già gravemente sbilanciato verso la gomma.

  10. marco.ascari Rispondi

    Si parla tanto di spesa pubblica e di costi della poltica...se noi con i costi della politica intendiamo anche tutto il problema del sistema locale delle partecipate oltre alle province all'accorpamento dei comuni e ai tagli della casta capiamo quanto siano urgenti riforme vere e radicali in tal senso per poter po abbassare le tasse. Il pubblico dovrebbe essere arbitro ed assegnare gli appalti in modo trasparente nell'interesse dei cittadini; non mangiare soldi per gratificare amici e grandi interessi che poi gli danno il contentino-Il problema è a monte; cambiare il modo di fare politica e eliminare con forza la corruzione poi si può risolvere tutto in tempi rapidi. Avete visto chi ha governato in questi anni la Lombardia? Purtroppo le leggi le fanno e le hanno fatte loro...E' inutile poi stupirsi. Chi ha fatto la vera antipolitica o meglio la cattiva politica, come in questo caso, in Italia in questi 20 anni? Sarebbe come mandare mandare me ai mondiali di calcio e stupirsi se L'Italia fa una brutta figura!

  11. Marco Giovanniello Rispondi

    Non solo il treno a trazione elettrica inquina molto meno di un autobus, ma è l' unico mezzo che può dare una certa affidabilità agli orari nelle ore di punta, quando un autobus sarebbe prigioniero degli ingorghi.