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  1. rico Rispondi
    Sarebbe sufficiente un ufficio pubblico, dove pagare un bollo, e non un occhio. Io e tanti altri facciamo lavori molto più specializzati di quello del parolaio e non certo prendiamo 2000 euro per 10 minuti di lavoro. Difesa inaccettabile la sua.
  2. lucia Rispondi

    Oltre che di una straordinaria tracotanza corporativa, porre l'Italia come esempio luminoso internazionale in materia di corruzione e riciclaggio fa piuttosto ridere.

  3. Francesco Mendini Rispondi

    Ho una proposta: nazionalizziamo gli studi notarili tramutando i notai attualmente in forze in dirigenti della P.A. a stipendio. Vi piace?

  4. cesare Licini Rispondi

    Senza polemica. I notai non vogliono fare solo polizia economica, ma le società anglosassoni non sono un modello di virtù. J.C. Sharman (The money laundry, Cornell, 2011) dice che che i luoghi più “facili” al mondo per società opache sono Nevada e Delaware. Ma nella nostra srl semplificata, era l’unico argomento, dato lo statuto è standard prendere-o-lasciare. Per le società ordinarie, la nostra consulenza è costante da sempre (vd le autorevoli massime societarie di Cons. not. di Milano, o Comitato Triveneto). Tutti però avevano dimenticato che l’Italia è nella UE. Dove il controllo preventivo delle srl è imposto nell'art. 11 Dir. 2009/101/CE per verifica sostanziale della struttura programmata dai privati, e inesistenza di vizi. Questo controllo spetta a P.A., A.G. o notaio. Quello del RI italiano è solo esteriore/formale, non conforme alla direttiva; quello dell’A.G. bloccava una società per mesi, ma è stato abolito. Noi iscriviamo una srl lo stesso giorno della firma, perciò garantiamo un’operatività che gli americani chiamerebbero “while-You-wait-service”, ottimale perché è istantanea, riduce i costi transattivi mentre assicura legalità (moneyness). Non lo sa fare nessun altro

  5. Randal Rispondi

    È vero che in una società con “statuto standard” la “verifica della compatibilità” in buona perde importanza, ma non scompare del tutto. Viste le ormai troppe parole spese sul suo commento le faccio qualche altro piccolo esempio del perché il timbro dell’impiegato del RI non puo’ bastare: 1. I soci vogliono chiamare la loro socieà “ALFA SIM srl” (vendono schede telefoniche) o peggio “ALFA SICAV srl” o. Si puo’ fare? 2. Il socio unico è cittadino svizzero e vuole fare anche l’amministratore? Si applica la reciprocità? E se fosse cinese? O se fosse una cittadina ucraina residente a Roma? 3. Tizio, 25enne, ha l’amministrare di sostegno. Puo’ costituire la società? 4. Tizio e Caia, sono in comunione dei beni. Possono costituire la SRL semplificata? Ci sono limiti o problemi? 5 Caio abita a Como e vuole costituire la sua SRL italiana con sede a Lugano? Possibile?

  6. luciano pontiroli (avvocato) Rispondi

    Dott. Zorzi, la questione reale riguarda l'affidabilità di certificatori doversi dal notaio. In un Paese in cui il prestigio della pubblica amministrazione è scarso, non sembra il caso di eliminare il controllo notarile sugli atti societari, che finora credo abbia funzionato abbastanza bene. Al più, si potrebbe pensare di assegnare compiti analoghi ad altre professioni regolamentate.

  7. Paolo Rispondi

    Scusi avvocato, ma non mi sembra che banche, intermediari finanziari, avvocati e commercialisti si caratterizzino per indipendenza ed imparzialità.