logo


  1. Federico Rispondi

    la bassa qualità di oggi della RAI non è solo di contenuti ma anche di immagine, innovazione tecnologica e di proiezione strategica dell'azienda. Basti guardare la grafica da anni '90 dei TG, esempio lampante il TG1, l'assenza di contenuti di pregio, vetustà dei programmi, e in certi casi sembra di assistere a discussioni da cortile. Non esiste neanche una visione globale che potrebbe tradursi in una RAI che fornisce notizie in inglese e arabo, nell'ultimo caso vedasi BBC Arabic. Essendo l'Italia un paese mediterraneo e occidentale, una RAI che parlasse arabo attirerebbe e diffonderebbe una visione internazionale e moderna dell'Italia e allo stesso tempo farne un punto di riferimento culturale occidentale sì ma più vicino ai paesi che condividono il nostro mare rispetto a una BBC, appunto. Comunque, questa penso sia una visione un pò troppo in là per un paese che ancora non è in grado di decidere cosa fare da grande sebbene abbia già un'età abbastanza avanzata. Se non esiste una produzione di contenuti di alto livello, una ritrovata centralità della nostra enorme cultura, tradizione scientifica e tecnologica e il modo di come diffonderla dentro e fuori non si va da nessuna parte.

  2. claudio bellavita Rispondi

    la RAI è la sintesi del disastro che possono produrre congiuntamente cattiva politica, cattivo sindacato e conflitto di interessi, perchè è indiscutibile che non c'è stato solo Minzolini a remare contro per favorire il suo sponsor politico. Bisogna chiedere una cosa che lo stato italiano non fa mai: l'intervento di una società internazionale di revisione organizzartiva che evidenzi le criticità rispetto a quanto si fa nel mondo civile

  3. marco Rispondi

    Siccome il duopolio telesivivo è gestito da Berlusconi che appoggia il governo non si può interveneire in modo deciso-E' un po' il mondo dei Promessi Sposi, per mettersi contro Berlusconi bisognerebbe trovare uno più potente di lui, l'Innominato, e smetterla di continuare a dire ai bravi cittadini di stare tranquilli e di pazientare aspettando la giustizia divina- In realtà sarebbe tutto molto semplice, basterebbe studiare i modelli di servizio pubblico dei paesi vicini e con un po' di coraggio copiare i più efficienti fregandosene se Berlusconi ci rimette qualche miliardino all'anno e non può più continuare a pagare Ibraimovic e le sue signorine-Bisogna rifondare tutto senza vie di mezzo inutili e rendere l'azienda competitiva come merita- Il livello televisivo è scaduto tantissimo, pochi talenti e un 'invadenza della politica e dei politici quasi da vomito-Per fare vincente un'azienda servono tante competenze e talenti che non vanno allontanati- Tra la pubblicità e i telegiornali la televisione pubblica è diventata ormai un enorme e indecente ballificio ancora basato sulla censura-che schifo!