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  1. m.f.parini Rispondi

    Per motivi di volontariato frequento sia uno ospedale sia un centro di assistenza degli immigrati.Ho notato numerose persone decisamente con IMC superiore a 35 e con una grande prevalenza sia di sudamericani sia di africani del centro e,soprattutto,donne.C'è una tendenza per queste persone a consumare bibite zuccherine e cibi ipercalorici(panini,hamburger,ecc) risultato complicazioni sanitarie. Donne anche giovani con gambe gonfie e problemi seri di circolazione agli arti inferiori.Il costo socio-economico sarà elevatissimo se non si provvede in qualche modo.

  2. bellavita Rispondi

    Uno degli aspetti più allucinanti del consumismo è il confronto tra il costo al litro in supernercato del vino e delle bevande dolci zuccherate che hanno costi di produzione irrisori: neanche gli ambientalisti si spno accorti di questo argomento.

  3. Tommaso Rispondi

    "... trattare come tossico tutto quello che non può essere assimilato dal metabolismo". Mi pare giusto: quando vietiamo i funghi e l'insalata?

  4. michele Rispondi

    Prima ci avvelenano con le loro porcherie, dopo siamo colpevoli delle nostre malattie, dobbiamo pagarci la palestre, le cure e pure le tasse! dobbiamo limitare la lobby alimentare, vietando l'uso di additivi e conservanti noti cancerogeni, e limitare tutti i processi chimici che azzerano il valore nutrizionale degli alimeneti naturali. le costituzioni del sudamerica hanno posto con forza la questione della sovranità alimentare, del diritto di un popolo di difendere la biodiversità e controllare ciò che mangia. Perchè la dieta, come insegnava già Ippocrate, è il fattore cruciale della salute fisica e mentale. Chi controlla l'alimentazione, controlla la salute pubblica. E i tentativi di imporre nel mondo il Codex alimentarius, una legislazione sovranazionale, decisa da organi non elettivi, e di cui pochi parlano, ne mostrano l'importanza. esiste un'industria dei sapori che ha il compito di dare un gusto simile a quello dei cibi naturali, a dei cibi resi praticamente inorganici, che non scadono mai, dopo vari trattamenti chimici e l'aggiunta di additivi. La legge deve evolvere a trattare come tossico tutto ciò che non può essere assimilato dal metabolismo.

  5. marco Rispondi

    Una tassa di questo tipo peserebbe sulle tasche dei consumatori che devono combattere una lotta impari conto il marketing e le nuove povertà-Penso che occorrerebbe invece ripensare la fiscalità in modo da premiare le aziende che non delocalizzano e non inquinano (e investono in ricerca) - Chi produce cibo qualitativamente migliore, biologico, biodinamico, da permacultura e vende prodotti tipici sul territorio attraverso una filiera corta dovrebbe essere premiato fiscalmente e pagare meno tasse- Bisognerebbe anche dedicare qualche attenzione in più all'educazione alimentare nelle scuole e in tv; diversi studi hanno infatti mostrato correlazioni tra la qualità del cibo e le spese sanitarie esossime dei paesi occidentali; il risparmio per lo stato sarebbe garantito! Insomma essere meritocratici e premiare i più bravi!

  6. Giancarlo Perasso Rispondi

    La “fat tax” appare, di primo acchito, una buona idea ma e’ un’idea che si presta a parecchie critiche, a mio parere. Al di la’ dell’obiezione sollevata da altri commenti sugli stili di vita (se mangio un gelato ogni tanto e faccio un sacco di sport sono sicuramente piu’ sano di uno che non mangia gelati ma sta tutto il tempo seduto) resta il problema della definizione di junk food (il gelato e’ junk food? Le torte?) e, soprattutto, dell’efficacia di una tassa di questo tipo. Studi sul consumo di sigarette hanno dimostrato che per i fumatori accaniti il prezzo non e’ un fattore discriminante e se il prezzo aumenta oltre certi livelli a causa della tassazione, si ricorre alle sigarette di contrabbando. Potremmo quindi assistere alla creazione di un mercato parallelo della Coca Cola? Inoltre, il fast food, per definizione, e’ cibo veloce: se devo passare del tempo a cucinare qualcosa di sano, ho meno tempo a disposizione per fare sport (situazione paradossale e probabilmente non comune ma che non puo’ essere scartata a priori). L’Economist tempo fa aveva affrontato questi argomenti, l’articolo e’ leggibile a http://www.economist.com/node/14120903 e ha anche degli interessanti riferimenti bibliografici Personalmente, penso che una tassa sull’eccessivo Body Mass Index sia molto piu’ efficace perche’ sarebbe un incentive a seguire uno stile di vita piu’ sano e non colpirebbe un solo aspetto (il cibo) dello stile di vita.

  7. annata77 Rispondi

    Tassare il cibo spazzatura e lasciare che i prezzi di frutta e verdura freschi lievitino (causa il mal tempo, causa lo sciopero dei trasporti, causa il rincaro della benzina, ecc.), porta solo ad un aumento dell'utilizzo degli stessi alimenti sbagliati. E' stata apprezzata la detrazione di spese per "attività fisica dei ragazzi" dalla dichiarazione dei redditi e non mi pare sia costata tanto allo Stato (visto anche il basso limite massimo detraibile). Facciamo pagare di piu' la pubblicità di questi prodotti ai produttori: si tratta di produttori di beni che creano esternalità negative. I produttori e solo loro dovrebbero sostenere il costo del danno che provocano. In alternativa facciamo pagare loro campagne di sensibilizzazione al consumo responsabile di cibi e bevande nocive o campagne di educazione alimentare.

  8. dirk Rispondi

    Se il gettito di questa nuova tassa venisse usato per aumentare le ore di attività fisica nelle scuole, "coprendo" quelle ore tolte dalla riforma Gelmini? Un'azione preventiva i cui risultati si vedranno negli anni, ma che permettere di educare le giovani generazioni.

  9. P. Magotti Rispondi

    Se il problema è contrastare l'obesità a mio parere, la soluzione migliore è creare incentivi per essere magri. Detrazione fiscale ai normo peso ad esempio, da certificare con una dichiarazione del medico di famiglia, in fase di dichiarazione dei redditi. Pensare che si diventa grassi bevendo bibite zuccherate, o mangiando al fast food è alquanto "bigotto". Conosco, ma penso chiunque conosce se fa mente locale, molte più persone grasse a causa di troppi piatti di pastasciutta, che di hamburger e coca cola. Inoltre non si tiene conto dell'attività fisica, se una persona si tiene in forma, magari anche pagando (sport, palestra, centri benessere, ecc), è giusto tassarlo per una bibita? Riassumendo, se il nostro obbiettivo è veramente il peso della popolazione, non tutelare produzioni locali come temo si voglia fare, è giusto andare a colpire direttamente la variabile dipendente (ci sono vari modi per farlo), non le presunte variabili indipendenti.

  10. Bruno Cipolla Rispondi

    1) il diabete di tipo 2 (quello degli adulti) sta diventando un grosso problema anche per i bambini, cercare su google (scholar) "type 2 diabetes in children"
    2) molti succhi di frutta industriali contengono anch'essi zuccheri aggiunti (sciroppo di glucosio ecc)
    3) Io inserirei nella categoria "junk food nocivo" e tasserei pesantemente anche tutti quegli alimenti inutilmente raffinati (privati di vitamine, fibre, minerali ecc) che ingurgitiamo quotidianamente, come zucchero raffinato, farina raffinata, sale raffinato, riso raffinato, olio raffinato ecc ecc.

  11. Anonimo Rispondi

    Il regime di tassazione è direttamente proporzionale alle capacità di reddito costanti nel tempo. Dunque, il sistema fiscale interessa i beni di consumo, come è ovvio, ma anche le nuove attività produttive che facilitano gli scambi commerciali, pertanto è da non condividere un'innalzamento delle tasse su beni di consumo voluttuari come lo sono i cibi energizer (lasseiz-faire), ovviamente il tutto in difesa del sistema sanitario nazionale .

  12. Lettore Rispondi

    E se introducessimo sussidi per i cibi piu' genuini, anziche' pensare a nuove tasse?

    • La redazione Rispondi

      Gli approfondimenti in corso vanno nella direzione di utilizzare parte  del gettito sul cibo spazzatura per sussidiare il consumo di cibi sani  (o l’acquisto di attrezzature per la preparazione dei pasti in casa, nell’ipotesi che i pasti preparati in casa siano più sani -ad esempio- del fast food). L’idea è coerente con la convinzione che sia necessaria  una pluralità di interventi, anche se le evidenze sull’efficacia delle
      diverse azioni è ancora piuttosto modesta. Un argomento sul quale  bisogna ancora lavorare.

  13. PN Rispondi

    anche se il fine fosse solo quello di creare gettito fiscale, mi pare una buona idea. Sempre meglio tassare un bene non di prima necessità e soprattutto dannoso per la salute pittosto che altre accise o tasse o iva.

  14. Giuseppe Sacco Rispondi

    Sarebbe troppo complicato semplicemente tassare direttamente le aziende produttrici o importatrici di questi cibi e bevande? In questo modo forse si darebbe una svolta alla produzione facendo sì che le aziende stesse si orientassero su altri prodotti.

  15. Stefano P. Rispondi

    Se come riconoscono gli autori verosimilmente la percentuale di persone obese non diminuira', perche' inventare una nuova tassa per finanziare il settore sanitario gia' iperfinaziato. Riguardo agli stili di consumo esemplari perche',ad esempio,gli operatori sanitari dovrebbero seguirli ? Credo siano in possesso di conoscenze e competenze sufficienti a calcolare i rischi,nonche' delle capacita' di educare adeguatamente i propri assistiti. Concludendo mi pare assurdo che lo stato decida per me cosa sia sano e cosa sia dannoso,lo so gia'.

  16. mirco Rispondi

    assolutamente favorevole alla tassazione dei cibi spazzatura : aliquota molto elevata.!

  17. AM Rispondi

    Mi pare un'ottima idea. La cosa deve essere studiata bene.